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Abbigliamento ed Accessori

Il costo della passione

In redazione, spesso, ci giungono delle richieste su consigli per una bici da corsa economica, una bici adatta ad avvicinarsi a questo mondo, senza impegnare capitali, ma senza dover ricorrere all'usato. Un mezzo che non faccia rimpiangere la scelta fatta, per i troppi soldi spesi o per la sua scarsa qualità. In Italia è praticamente impossibile trovare un prodotto nuovo al di sotto delle 700 Euro. E' vero, ci sono grandi magazzini che riescono a scendere sotto questa cifra, ma stiamo parlando di prodotti spesso con componentistica scadente, in pratica si paga ciò che si compra.  Purtroppo è una situazione tipicamente italiana. E' vero che le aziende producono ciò che il mercato chiede, e qui ci sarebbe molto da parlare sulla moda di inseguire la leggerezza ad ogni costo, ma le stesse, per convenienza, non si sforzano minimamente di proporre anche prodotti alternativi. La quasi totalità dei telai top gamma in carbonio è prodotta nel sud est asiatico, eppure nessuno dei loro fortunati acquirenti pone questo come un problema; allora, perchè dovrebbe essere un problema acquistare una bici completa che viene da quella parte del mondo? Alcuni blasonati nomi producono le loro entry-level in quelle zone ma quando quei prodotti arrivano da noi magicamente i loro prezzi si allineano ai manufatti realmente Made in Italy. Eppure ho costatato di persona che un'altra strada è possibile, in quanto una bici da corsa a 400 Euro non solo è possibile, ma esiste. Telaio completamente in alluminio, forcella in alluminio, gruppo completo Shimano Sora con guarnitura tripla, ruote Shimano WH-R 550, copertoncini Michelin, sella Selle San Marco Skn e gli altri componenti (manubrio, attacco, reggisella ed il suo collarino, pedali) senza alcun marchio. Niente di stravolgente, quindi, sicuramente molti di voi già storceranno il naso, ma quanti saprebbero portare al limite strutturale tale bicicletta? Per avvicinarsi al mondo della bicicletta non servono mega prestazioni (utili solo ai professionisti), ma tanta concretezza ed affidabilità e questa bicicletta aveva (anzi ha) sia l'una che l'altra. Certo, è prodotta per un paese straniero, dove la guarnitura tripla viene vista come un elemento essenziale e dove si bada più al sodo e a pedalare, piuttosto che al marchio o a scimmiottare atleti dalle caratteristiche fisiche (doping o meno) lontane anni luce da quelle della maggioranza degli amatori. In Italia tale prodotto non arriverà mai, ma spero che qualche azienda abbia il coraggio di presentare prodotti che non facciano leva solo sul peso o sul tipo di avveniristico carbonio utilizzato. Una parte di ciclisti già li richiedono e molti altri li potrebbero richiedere se solo potessero realmente scegliere tra diversi modelli e fasce di prezzo.

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