I carboidrati, la loro
digestione, l’assorbimento
2^ parte: digestione ed
assorbimento
La digestione dei glicidi
consiste nella trasformazione dei disaccaridi e polisaccaridi in
monosaccaridi, i soli assorbibili. I monosaccaridi come il
glucosio ed il fruttosio non subiscono alcuna digestione. La
scomposizione dei carboidrati inizia in bocca, grazie ad un
sistema meccanico (masticazione) coadiuvato da reazioni
chimiche, rese possibili dalla presenza della saliva. In
particolare della ptialina, una α-amilasi, che inizia a
digerire l’amido cotto (l'amido è un polisaccaride, presente in
pane, pasta, patate, castagne ed altri alimenti vegetali,
costituito da tante unità di glucosio legate tra loro in maniera
lineare e ramificata). L’amilasi riesce a rompere parzialmente i
legami interni alla molecola amilacea, portando alla formazione
di maltosio (disaccaride costituito dall’unione di due unità di
glucosio), maltotriosio (questa volta le molecole di glucosio
sono tre) e destrine (7-9 unità di glucosio, con presenza di una
ramificazione). A causa del ridotto tempo di permanenza del cibo
nella bocca, l’amilasi non riesce a digerire tutto l’amido.
Tuttavia, se volontariamente mastichiamo a lungo un pezzo di
pane, l’efficace azione digestiva della saliva sarà testimoniata
dall’insorgenza di un sapore dolciastro. Una volta arrivata
nello stomaco, l’amilasi associata al bolo viene inattivata
dall’ambiente fortemente acido, perdendo le proprie funzioni.
Questo enzima è, infatti, attivo soltanto in condizioni di
neutralità (pH 7), garantite dalla presenza nella saliva di
bicarbonati, sostanze in grado di mantenere il pH salivare
vicino alla neutralità (sistema tampone). Il pH della saliva è
inferiore a 7 quando la secrezione è scarsa e si sposta verso
l'alcalinità con l'aumentare della secrezione salivare.
L’amilasi digerisce soltanto l’amido cotto, poiché quello crudo
si presenta sottoforma di granuli circondati da una parete
indigeribile, costituita da cellulosa. La cottura riesce,
invece, ad elidere tale membrana, rilasciando l’amido. Nello
stomaco, l'azione degli enzimi salivari viene interrotta
dall'ambiente acido e riprende nell'intestino tenue dove, grazie
ai succhi pancreatici (enzima α-amilasi), le destrine vengono
scisse in disaccaridi. Questi, però, sono ancora troppo grossi
per essere assorbiti dall'intestino e vengono quindi scissi in
monosaccaridi da enzimi specifici presenti nel succo enterico. I
monosaccaridi, quindi, vengono assorbiti dall'intestino,
attraverso i villi intestinali, con un meccanismo di trasporto
di tipo attivo, che permette di trasferire gli zuccheri nel
sangue anche quando la loro concentrazione nello stesso è più
alta di quella nel lume intestinale. Mentre il glucosio viene
assorbito rapidamente (sia per gradiente osmotico, sia per
trasporto attivo), il fruttosio viene assorbito più lentamente,
attraverso un meccanismo di diffusione facilitata, che sta alla
base del suo basso indice glicemico. A questo punto, i
monosaccaridi passano dalle venule dell'intestino alla vena
porta, attraverso la quale vengono trasportati al fegato e
quindi al resto dell'organismo; se non vengono immediatamente
utilizzati, sono trasformati in glicogeno. Prima di essere
trasformati in glicogeno, però, i monosaccaridi sono
trasformati, nel fegato, in glucosio, che costituisce la forma
di trasporto dei carboidrati alle cellule ed il primo gradino
per la loro utilizzazione.
Luca Salvatelli