20/07/2007
Il fabbisogno di magnesio
Il magnesio è un minerale
essenziale per le cellule viventi; infatti, coopera nel
trasporto di sodio e potassio attraverso la membrana cellulare
ed influenza i livelli di calcio all’interno delle cellule. Il
magnesio intracellulare attiva l’esochinasi, un enzima che
converte il glucosio in glucosio-6-fosfato, primo stadio della
glicolisi (il processo che trasforma il glucosio in energia). Il
magnesio interviene in molti altri processi metabolici (in
particolare sul metabolismo delle proteine e degli acidi
nucleici) ed è indispensabile per promuovere la funzionalità di
numerosi sistemi enzimatici. Altra funzione essenziale del
magnesio è il suo ruolo nella costituzione dello scheletro
umano; infatti, circa il 70% del magnesio dell’organismo si
trova nelle ossa. Una carenza di magnesio produce tensione e
crampi muscolari diurni, soprattutto dopo l’esercizio fisico, in
particolare alle mani e ai piedi. Sempre una sua carenza può
produrre ipertensione arteriosa. Altri sintomi caratteristici di
una carenza di magnesio sono: nervosismo, ansietà, tic nervosi e
insonnia caratterizzata da addormentamento regolare ma da
frequenti risvegli notturni, che portano il soggetto a
svegliarsi stanco anche dopo diverse ore di sonno. Al contrario,
una sua elevata concentrazione nell'organismo, può portare al
verificarsi di nausea e vomito, ipotensione, debolezza
muscolare, difficoltà respiratorie e ritmo cardiaco irregolare.
Il magnesio (Mg) è ampiamente diffuso negli alimenti, in
particolare nei vegetali (ortaggi a foglia verde), nella frutta
secca (mandorle, noci), nei pesci di mare (aringa, merluzzo,
ipoglosso, ecc.) e d’acqua dolce (carpa). Un’alimentazione
bilanciata è sufficiente ad apportare una giusta quota di
magnesio, che è stata stimata intorno ai 400-600 milligrammi al
giorno. In alcune situazioni, però, si possono consumare
notevoli quantità di magnesio: situazioni di stress prolungato,
sudorazione intensa (soprattutto se legata all'attività fisica),
gravi ustioni o lesioni, diarree e vomiti prolungati, malattie
debilitanti. E' in questi casi che una sua integrazione può
rivelarsi efficace. In questi casi si può assumere magnesio
sotto forma di ossido (magnesio ossido) o aminoacidochelato.
Quest'ultimo, in particolare, essendo magnesio legato ad
aminoacidi, viene assorbito molto facilmente a livello
intestinale.
Luca Salvatelli