31/08/2007
L'alimentazione di "gara"
1^ parte - l'alimentazione
pre-gara
Con il termine "alimentazione di
gara" vogliamo indicare quel regime alimentare che l'atleta
dovrebbe tenere dai giorni precedenti la prestazione sportiva
fino ai giorni immediatamente successivi. Una corretta gestione
della razione alimentare giornaliera è, infatti, fondamentale
per raggiungere, e mantenere, il massimo delle prestazioni.
L'importanza è tanto maggiore, tanto più lunga è la prestazione
atletica che si andrà ad affrontare, cioè con durata superiore
ai 40 minuti. Possiamo determinare quattro fasi: l'alimentazione
nei giorni precedenti la gara (alimentazione pre-gara),
l'alimentazione 30-40 minuti prima della gara (razione di
attesa), l'alimentazione durante la gara e l'alimentazione dopo
la gara. L'alimentazione nei giorni precedenti la gara deve
avere come obiettivo quello di aumentare la quantità di
glicogeno muscolare ed epatico. Il "carico di glicogeno" può
essere attuato in due sistemi. Il primo prevede per tre giorni
una razione alimentare ipoglucidica ed iperlipidica associata ad
allenamenti intensi. L'obiettivo di questi tre giorni è di
giungere ad una riduzione significativa del glicogeno
nell'organismo. Nei successivi tre giorni, l'ultimo dei quali
dovrebbe corrispondere con la vigilia della gara, si dovrà
adottare un'alimentazione iperglicidica, associata ad
allenamenti blandi. Questo permette all'organismo di reintegrare
completamente le scorte di glicogeno fino a valori superiori
alla norma. Come si può comprendere, per prima cosa questa
pratica si rivela efficace solo nelle corse di un giorno, poi un
regime alimentare così estremo può portare a vari disturbi, come
insonnia, pesantezza muscolare, disturbi digestivi. Se pur meno
efficace il secondo sistema presta il fianco a minor critiche.
Quest'ultimo prevede, nei tre giorni precedenti la gara, un
regime dietetico ricco di carboidrati, meglio se complessi, fino
a costituire il 75% delle calorie totali ingerite. Questo regime
va associato ad allenamenti brevi e non particolarmente intensi.
Così facendo si riesce comunque a migliorare le proprie scorte
di glicogeno, senza andare incontro agli inconvenienti propri
del sistema classico del carico di glicogeno. Personalmente,
avendo più volte effettuato esperimenti in materia, consiglio
sempre un terzo sistema, che risulta essere una via di mezzo tra
i due sistemi elencati nella letteratura scientifica. Nei primi
tre giorni con carichi di lavoro intensi consiglio
un'alimentazione con pochi carboidrati (ma non senza) e sempre
ricca di grassi, ma con un'abbondanza di proteine. In pratica si
sostituisce alla classica pasta, la carne, mentre è meglio
lasciare intatte le altre abitudini alimentari. Si giunge così
ad un'alimentazione in cui la razione di grassi e proteine
raggiunge il 60-70% del fabbisogno calorico giornaliero, mentre
il valore dei carboidrati scende al 30-40 % delle calorie totali
ingerite. La tolleranza di un tale tipo di alimentazione è
strettamente individuale e va sperimentata accuratamente in
periodi lontani da competizioni, per meglio adattare gli
allenamenti e la razione alimentare alle specificità del
soggetto. Nei successivi tre giorni si segue il classico sistema
di aumentare i carboidrati, associandovi degli allenamenti
brevi. In questo modo riusciamo ad avvicinarci meglio al
classico carico di glicogeno senza andare incontro ai suoi
aspetti negativi. Rimane importante, però, che tutto vada
calibrato in base al singolo soggetto ed alle sue esigenze, che
può più o meno tollerare un regime piuttosto che un altro. Nello
specifico ora vediamo cosa mangiare, per le quantità ognuno
dovrà far riferimento alle proprie razioni quotidiane. Nei tre
giorni con carichi di lavoro elevati e dieta iperlipidica si può
partire con la mattina con il classico latte e cafè, che potrà
essere poi accompagnato con del prosciutto crudo, mentre se si
adotterà il sistema da me suggerito consiglio le classiche fette
biscottate, con eventuale aggiunta di marmellata o cereali. Per
un'eventuale seconda colazione si opterà ancora per del
prosciutto crudo o bresaola con poco pane. A pranzo, così come a
cena, la carne sarà il primo piatto, seguita dalla verdura e con
pochissimo o meglio niente pane. Se si segue invece il mio
sistema si può mangiare il pane e concludere i pasti con della
frutta. L’ultimo pasto va assunto 2 ore e mezza -3 ore prima
dell’inizio della gara. Se questa si svolge di mattina, si può
ripetere la colazione fatta negli ultimi tre giorni, se si
svolge nel primo pomeriggio, si può effettuare sempre il normale
pranzo degli ultimi tre giorni di carico di glicogeno, mentre se
si svolge nel tardo pomeriggio è consigliabile far seguire al
pranzo un successivo pasto ricco di carboidrati, sempre ad
almeno 2 ore e mezza dalla partenza, quest’ultimo può consistere
in merendine e crostate di frutta o meglio in un piatto di riso
o pasta con poco o nulla condimento, oltre ad eventuale pane e
frutta. Soprattutto nel periodo estivo è meglio ingerire,
durante i pasti, molti liquidi, oltre a frutta e verdura (per
questo consiglio la mia variabile al carico di glicogeno).
Concludo ribadendo la necessità di provare a lungo questo
particolare regime alimentare, lontano da competizioni
importanti, per adattarlo alle proprie esigenze e stili di vita.
Luca Salvatelli