L’alimentazione dello
sportivo.
2^ parte.
Il fabbisogno protidico
Nel
precedente articolo abbiamo visto come si determina, con
sufficiente approssimazione, il fabbisogno calorico totale di un
individuo. Ottenuto questo valore, dobbiamo preoccuparci di
calcolare quali alimenti ingerire ed in quali quantità e
proporzioni, ma non solo. Ci si dovrà anche preoccupare che la
nuova razione alimentare contenga tutti quei principi non
calorici, quali vitamine, sali minerali e liquidi nelle quantità
opportune tali da soddisfare il rispettivo fabbisogno. Per
quanto concerne i principi alimentari dotati di valore calorico,
si dovrà per prima cosa stabilire il fabbisogno proteico, per
poi distribuire le rimanenti calorie extraprotidiche tra lipidi
e glicidi. Diversi studi sul fabbisogno proteico ottimale hanno
portato alla conclusione, oramai convalidata in quasi tutti i
Paesi, che una quantità ottimale di protidi, in una dieta
ottimale, corrisponda al doppio del fabbisogno minimo. Il
fabbisogno minimo di proteine corrisponde a quel valore minimo
che permette il mantenimento dell'equilibrio azotato nell'uomo
sano, che compie una normale attività e che riceve una razionale
alimentazione energeticamente sufficiente. Gli studi in materia
sono giunti a calcolare un fabbisogno proteico minimo di circa
0,3-0,4
grammi per Kg di peso corporeo per 24 ore;
quindi, la quantità ottimale, dovendo essere il doppio della
dose minima, si dovrebbe attestare sui 0,7-0,8
grammi per Kg per giorno. In realtà, gli
organismi internazionali, studiando il problema, hanno poi
deciso di stabilire, come dose giornaliera minima, un grammo di
proteine per Kg di peso corporeo e per giorno. Questa dose deve
essere riferita ad un giovane adulto di oltre 25 anni non
impegnato in attività eccessivamente faticose; al di sotto dei
25 anni la dose minima giornaliera aumenta fino a raggiungere il
valore di
3,3 grammi, per chilo ed al giorno, nella
prima infanzia. Il maggiore apporto proteico, nei soggetti
giovani, è giustificato dalla necessità di sopperire alle
maggiori esigenze dell'organismo, dovute all'accrescimento
corporeo. Fin qui, ci siamo sempre riferiti a soggetti che
svolgono una normale attività quotidiana. Questo, ovviamente,
non è il caso di un soggetto impegnato in attività sportive, sia
a livello agonistico, sia dilettantistico. L'atleta con un'età
media di circa 20-22 anni potrà raggiungere un valore di 1,6-1,8
grammi di proteine per Kg di peso corporeo
per giorno, mentre si supera tale valore nei giovani compresi
tra i 15-20 anni, ove la dose ottimale è di circa 1,8-2,0
grammi di proteine per Kg di peso corporeo
per giorno. Giungeremo, poi, alle 2,5-3
grammi di proteine al giorno per Kg di
peso corporeo in soggetti ancora più giovani, ma già impegnati
in attività agonistiche. Questi valori si discostano non di poco
rispetto a quanto professano alcuni Autori, allenatori e
tecnici. Infatti, ricerche svolte su atleti professionistici
hanno spesso rilevato valori addirittura superiori ai
4 grammi per chilogrammo di peso corporeo
per giorno, valori di gran lunga superiori a quelli sopra
riportati. Ancora oggi, molti preparatori ed atleti sono
convinti dell'assoluta necessità di una dieta iperproteica, cioè
con valori di 4 e più grammi di proteine al giorno per Kg di
peso corporeo; in realtà, studi scientifici sul tema, hanno
dimostrato l'inutilità, per la prestazione atletica, di diete
iperproteiche. Tali ricerche hanno portato alla conclusione che
la performance sportiva non è legata al fabbisogno proteico e
che il lavoro muscolare, sia pur pesante e prolungato, non
aumenta il fabbisogno proteico. D'altra parte, un'alimentazione
iperproteica può condurre, specie in ambiente caldo e con
elevato grado igrometrico, a problemi di termoregolazione,
oppure ad un aumento dell'azoto incoagulabile nel sangue, anche
in assenza d'insufficienza renale. E'
pertanto inutile, se non dannoso per l'organismo, eccedere nella
razione quotidiana di proteine, tranne quando non sia necessario
per motivi patologici, quali lunghe convalescenze debilitanti.
E' bene, inoltre, sottolineare che l'esistenza di diete
ipoproteiche tra gli atleti professionisti è eccezionale, per
non dire inesistente; questo perché la quantità di calorie
comunque ingerite nell'arco delle 24 ore fa sì che si raggiunga
sempre un quantitativo di proteine adeguato. Studi più recenti
in materia, hanno messo in luce, invece, una correlazione tra
razione calorica giornaliera e razione proteica giornaliera.
Le proteine, da assumersi giornalmente, dovrebbero quindi
costituire circa il 12-14 % del fabbisogno calorico giornaliero,
con una percentuale di proteine, d'origine animale, che
costituisca circa il 60 % delle proteine totali e con una equa
distribuzione tra tutti gli otto aminoacidi essenziali.
Adottando questo parametro, si giungerà sempre ad una quota di
proteine vicina ai
2 grammi per kg di peso corporeo per
giorno. Ora, senza ricorrere a sofisticati calcoli, possiamo
giungere a conclusione che una dieta equilibrata, di tipo
mediterraneo, permette facilmente di assumere la quantità di
proteine necessarie al nostro organismo, con una giusta
suddivisione tra proteine di origine animale e non, oltre ad
un'equa distribuzione tra tutti gli aminoacidi essenziali.
Qualora si voglia, invece, procedere ad una suddivisione
scientifica delle calorie, dobbiamo tenere in considerazione che
la quota di proteine da assumere deve corrispondere a circa il
12-14 % del fabbisogno calorico giornaliero, avendo l'accortezza
di verificare che i grammi di proteine così ricavati rientrino
nei valori g/Kg peso corporeo/giorno sopra specificati per le
varie fasce d'età.
Luca Salvatelli