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Alimentazione |
11/11/2006
L’alimentazione dello
sportivo.
3^ parte.
Il fabbisogno lipidico
Come abbiamo visto in precedenza,
la razione protidica sopperisce a circa il 12-14 % del
fabbisogno calorico giornaliero, mentre la rimanente quota dovrà
essere suddivisa tra lipidi e glicidi. A differenza di quanto si
possa pensare, o desiderare, l'eliminazione totale dei lipidi,
dalla razione alimentare, non è possibile, né auspicabile.
Infatti, pur non trascurando il fatto del loro elevato valore
calorico, e quindi dei problemi che ne conseguono nell'economia
della quota di calorie da ingerirsi giornalmente, essi sono
indispensabili nell'alimentazione umana, in quanto veicolano le
vitamine liposolubili naturali A, D, e K; forniscono coline,
base ammoniaca quaternaria, donatrice di radicali metilici;
contengono acidi grassi insaturi essenziali, la cui carenza
provoca, negli animali, la sindrome di Burr; sono ricchi di
vitamina F. Proprio partendo da questi principi, essenziali per
l'uomo, possiamo iniziare a calcolare il fabbisogno minimo di
lipidi; infatti, per esempio, è stato calcolato che il nostro
organismo necessita almeno di circa
14 grammi di vitamina F al giorno. La
quota minima di vitamina F potrebbe essere soddisfatta con
l'assunzione di
28 grammi di burro, ma in questo caso non
rimarrebbe alcuno spazio per l'assunzione di ulteriori lipidi,
anche quelli presenti all'interno alimenti che ingeriamo.
Infatti nella razione lipidica dobbiamo considerare, non solo i
lipidi dei condimenti (burro e olio in primis), ma anche i
lipidi contenuti negli alimenti, si pensi a quelli presenti nel
formaggio o in alcune carni. D'altro canto una razione ricca di
glicidi è incompatibile con l'assenza di grassi, non solo per i
motivi sopra esposti, ma anche per una scarsa appetibilità e
digeribilità di un'alimentazione assolutamente priva di lipidi.
Per tutti questi motivi si è giunti alla conclusione che un
adeguato apporto lipidico può essere stabilito in 1-1,6
grammi per Kg di peso corporeo e per 24
ore; in questo modo si andrà ad utilizzare una quota di circa il
20, massimo 30 % delle calorie totali da assumersi
quotidianamente. Riguardo, invece, la suddivisione tra lipidi
dei condimenti e degli alimenti, le ricerche scientifiche non
hanno mai messo in evidenza benefici nel preferire gli uni agli
altri; così come voler dare la preferenza ad alcuni tipi di
condimenti, più che ad altri. In questi casi è meglio seguire le
proprie abitudini alimentari avendo solo come vincolo la
quantità totale di lipidi da ingerire.
Luca Salvatelli
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