05/12/2006
Il fabbisogno idrico
L'acqua, essendo il principale
elemento del nostro organismo, è importante non solo per la
nostra sopravvivenza, ma anche per il mantenimento della
performance sportiva ai massimi livelli possibili. Un'adeguata
introduzione di liquidi va, quindi, calcolata e studiata
attentamente, allo stesso modo dell'assunzione degli alimenti
calorici. Infatti, non si può non ricordare che durante una
prestazione sportiva solo il 50% dei liquidi persi è
reintrodotto tramite l'assunzione stimolata dalla sete. E'
chiaro, quindi, che se ci affidiamo solo alle nostre sensazioni,
andiamo incontro a gravi rischi di disidratazione. Inoltre, sia
la perdita di liquidi sia la sensazione di sete, che ci porta ad
integrare tali perdite, varia moltissimo da individuo ad
individuo, e questo anche in condizioni d'assoluta parità
d'impegno fisico o condizioni climatiche. Studi scientifici in
materia sono giunti a conclusione che il fabbisogno idrico
giornaliero dell'atleta possa essere soddisfatto con 1 ml
d'acqua per caloria ingerita, oppure con 50 ml d'acqua per kg di
peso corporeo. Purtroppo questi valori sono solo una base di
partenza, sotto cui è consigliabile non scendere mai, per poi
scoprire, con l'esperienza, il proprio reale fabbisogno idrico.
Per giungere a questo risultato, il metodo migliore è analizzare
la quantità d'urine prodotte durante la giornata; valori
corrispondenti ad un'adeguata idratazione sono compresi tra 900
e 1500 ml d'urina al giorno. Qui si deve anche annotare che se
un'insufficiente idratazione è dannosa, non meno lo è
un'eccessiva. Infatti, un eccessivo carico idrico non apporta
benefici all'organismo, ma riduce la capacità della prestazione
sportiva. Nel bilancio idrico giornaliero, inoltre, attenzione
dovrà essere messa nell'analisi della quantità d'acqua contenuta
negli alimenti, che da sola può arrivare anche a 1500 ml, oltre
ovviamente alla sudorazione durante l'attività sportiva. E' qui
che si ha la maggior perdita di liquidi, fino a 5000 ml, ed è
quindi importante prevedere un'adeguata introduzione che dovrà
essere suddivisa durante tutta la giornata con particolare
attenzione alle fasi dell'allenamento/gara. Tolti, infatti, i
liquidi che s'ingeriscono durante i pasti, tolti anche quelli
contenuti negli alimenti, gli altri andranno suddivisi tra:
iperidratazione pre-gara, idratazione durante la gara,
idratazione post-gara. Per una corretta suddivisione, si dovrà
far conto sulla propria esperienza, anche durante gli
allenamenti. Entrando nello specifico del ciclismo,
l'idratazione pre-gara non deve essere mai eccessiva, tranne in
caso di temperature molto elevate. In questi casi una buona
idratazione, prima dell'inizio della gara, aiuta l'organismo,
soprattutto nelle prime fasi della competizione. Durante la
gara, l'idratazione dovrà essere sempre costante e proporzionata
allo sforzo che si esegue ed alle condizioni ambientali
(temperatura ed umidità). In gara soprattutto si deve prestare
attenzione ad evitare che la concentrazione sul gesto atletico
non ci faccia dimenticare, come spesso succede, di assumere
liquidi, anche nella parte finale della competizione. Infatti,
non si dovrebbe smettere di ingerire liquidi almeno fino agli
ultimi 10, 15 minuti della competizione. Alla fine,
l'idratazione post-gara dovrà servire, nel nostro caso, solo a
reintegrare gli ultimi liquidi, che le concitate fasi finali
della competizione ci hanno impedito di assumere.
Luca Salvatelli