28/12/2006
Il fabbisogno di ferro:
l'assimilazione, la sua carenza, i rimedi
1^
parte
L'organismo umano contiene,
complessivamente, 3,5-5 grammi di ferro. Nonostante l'esigua
quantità in cui è rappresentato nell'organismo, il ferro ha un
ruolo importantissimo in molti processi biologici. Il ferro
assimilato può essere diviso in tre gruppi: ferro funzionale, di
trasporto e di deposito. Il ferro funzionale lo troviamo nei
globuli rossi, sotto forma d'emoglobina, ossia di una proteina
in cui il ferro bivalente è stabilmente inserito e capace di
legare reversibilmente l'ossigeno molecolare e, quindi, di
trasportarlo nei luoghi d'utilizzo: nei muscoli scheletrici e
nel cuore sotto forma di mioglobina, ossia di una proteina
simile all'emoglobina, ma che ha un'affinità per l'ossigeno 6
volte maggiore di quella dell'emoglobina. Il ferro di trasporto
si trova nel plasma sanguigno, sotto forma di transferrina,
ossia di una globulina trasportatrice del ferro nel sangue.
Infine, il ferro di deposito si trova immagazzinato nel sistema
reticolo-endoteliale o sistema reticolo-istiocitario, presente
per lo più nel fegato, nella milza e nel midollo osseo.
L'apporto quotidiano di ferro si dovrebbe attestare intorno ai
10-15 grammi per giorno, o meglio, 0,17-0,27 grammi di ferro al
giorno per Kg di peso corporeo. Il ferro viene ingerito con
l'alimentazione, essendo contenuto, in misura variabile, nelle
frattaglie (fegato, milza, reni), nelle carni, nelle uova, nel
pesce (polpi, calamari), nel lievito di birra, nelle verdure
(spinaci, cardi), nei legumi (fave, lenticchie), nel cioccolato,
nella frutta secca (mandorle, pinoli, fichi), ecc. Comunque, il
ferro, rimane un elemento difficile da assimilare, infatti, solo
una piccola quantità del minerale contenuto negli alimenti
ingeriti viene poi effettivamente assimilata. Questa quota è
maggiore per il ferro contenuto nelle carni e nel pesce, e
corrisponde a circa il 20% dell'elemento ingerito, rispetto a
quella delle verdure e legumi, ove la quota scende al 5-10%
circa. L'assorbimento del ferro è agevolato dalla vitamina c,
che permette la riduzione del ferro trivalente (Fe3+)
in ferro bivalente (Fe2+); quest'ultimo è più
facilmente assimilabile dall'organismo. Una volta passato nel
circolo sanguigno, il ferro si lega alla transferrina e
trasferito come ferro funzionale sia negli enzimi e nella
mioglobina (circa 10-16% del ferro totale) che
nell'emoglobina (circa il 58-68% del ferro totale); la
parte, che non risulta immediatamente necessario, è accumulato
come ferro di deposito (circa il 18-22% del ferro totale).
Altro ferro è, poi, trasportato nei globuli rossi in fase di
maturazione. Una volta legato a questi, partecipa, mediante
l'intervento della ferritina, alla sintesi dell'emoglobina. Il
ferro che è liberato dalla distruzione giornaliera dei globuli
rossi viene quasi integralmente recuperato e reincorporato
nell'emoglobina, mentre la sua eliminazione avviene sia
attraverso la desquamazione di cellule contenenti il ferro
(cute, mucose intestinali e genito-urinarie), sia mediante il
sudore, l'urina, le feci e la bile.
Luca Salvatelli