Google
 

Biciclette

 

11/09/2007

Bianchi 928 Carbon 2008

 

La Bianchi, per il 2008, ha ulteriormente affinato e sviluppato il suo telaio 928 Carbon. Questo telaio nasce con l'intento di proporre ai ciclisti un mezzo confortevole sulle lunghe distanze, con una posizione di guida meno esasperata ed un miglior assorbimento delle asperità e delle vibrazioni rispetto ad altri telai votati al puro utilizzo racing. Per questo, nato anni fa come telaio puramente da competizione, con una completa rivisitazione della gamma, il nome 928 (che ricordiamo corrisponde a 1949, 1952, 1998; cioè gli anni in cui la Bianchi ha conquistato le doppiette Giro d'Italia e Tour de France) è stato assegnato a questo prodotto che rientra nella nuova gamma Cost to Cost: modelli destinati ai cicloturisti, granfondisti ed agli appassionati delle lunghe distanze. Le particolarità di questa linea riguardano soprattutto le geometrie. Sella e telaio permettono un’impostazione rilassata: una minore tensione di collo, spalle e braccia aiuta ad ottenere una distensione del tronco che facilita la respirazione. Cambiano anche il passo ed il tubo dello sterzo, grazie alla maggiore distanza tra movimento centrale e punte della forcella. Questo porta ad una maggiore stabilità e controllo alle andature medie. Le novità per il 2008, riferite a questo modello, riguardano l'utilizzo di nuovi fogli di carbonio e l'utilizzo della fibra di Kevlar per abbattere le vibrazioni e migliorare, quindi, il confort. Il Kevlar, in particolare, si trova all'estremità inferiore della forcella e dei tubi discendenti del carro posteriore. Il telaio ha una costruzione monoscocca con fibra di carbonio ad alto modulo ed alta resistenza, con l'aggiunta di Kevlar ad alto allungamento; la finitura avviene con un tessuto di carbonio 3K. Il gruppo di sterzo è completamente integrato ed il movimento centrale è iperdimensionato per una maggiore rigidità. Sia il tubo obliquo che l'orizzontale hanno una sagoma arcuata, pur di generose dimensioni, così come appare iperdimensionata la zona del canotto di sterzo. La forcella non segue la tendenza dei foderi, completamente dritti, ma presenta all'estremità un arco costituito da carbonio e Kevlar. Il carro posteriore, in confronto al resto della bici, risulta tradizionale, se non per una lunghezza appena maggiore del solito, e per l'aggiunta del Kevlar, la cui trama rimane in bella vista. In pratica, si è cercato di avere una grande rigidità orizzontale, per evitare dissipazioni di energia durante la pedalata ed una buona flessibilità verticale, così da assorbire le sconnessioni della strada. Il peso del telaio è stato dichiarato in 1,2 Kg. Questo telaio è disponibile in cinque misure sloping: 50-53-55-58-61. Viene rifinito con uno strato di vernice trasparente che protegge e lascia in bella vista la fibra di carbonio, mentre le decals possono essere rosse, bianche o celeste Bianchi, con sella e nastro al manubrio in tinta. Il telaio è disponibile come kit con forcella, serie di sterzo e collarino reggisella in carbonio. Per la bici completa esistono diversi allestimenti, sia con gruppi Shimano (105, Ultegra e Dura Ace) che Campagnolo (Veloce, Chorus, Record), tutti dotati di guarnitura compatta. Il modello Dura-Ace prende dal gruppo giapponese i comandi al manubrio, il deragliatore, il cambio. La cassetta pignoni, invece, appartiene al gruppo Ultegra, con scala di rapporti dal 12 al 25 e sempre dell'Ultegra sono i freni. La catena è una Kmc DX10SC, mentre la guarnitura appartiene alla FSA: il modello SL-K Pro MegaExo Compact Carbon 50/34. Le ruote sono le Mavic Ksyrium Elite, completate con copertoncini Continental Grand Prix 4-Season, nella classica misura 700x23. La serie di sterzo è sempre firmata FSA, il modello Orbit CE Plus, ed il gruppo guida, tutto FSA, è composta da un attacco Carbon Pro e da una piega K-King Carbon Aero. Il reggisella è anch'esso FSA, il modello SLK con diametro di 31,6mm, e la sella è una Fi'Zi:k, modello Aliante. Il portaborraccia è un Elite Ciussi Gel nero, mentre i pedali non sono inclusi. Ancora non si conoscono i prezzi, ma la bici appare ben rifinita, anche se avremmo preferito che il gruppo Dura Ace fosse adottato in tutti i suoi elementi, oppure che fosse stato mantenuto il porta borraccia in carbonio del modello dello scorso anno (speriamo che tali risparmi siano avvertibili sul prezzo di listino). Il pezzo forte è senza alcun dubbio il telaio, ancor più votato al confort sulle lunghe distanze, pur senza dover rinunciare molto alla rigidità od al peso. E' una bici, questa, che si rivolge ai "macinatori di chilometri", a coloro che fanno della bici un uso non agonistico ed a coloro che pur essendo appassionati di bici da corsa non vogliono posizioni di guida e comportamenti estremi. La capacità di assorbimento del carbonio e del Kevlar, unita ad una posizione in sella più rilassata, aumentano di molto il confort di marcia ed il piacere di pedalare sulle lunghe distanze e l'appassionato, che non sviluppa certamente potenze da professionista, neanche si accorgerà della minor rigidità o del peso del telaio appena superiore ai modelli estremi, ma apprezzerà il miglior rigore direzionale in discesa, la maggiore stabilità sullo sconnesso ed il già citato confort generale della bici.

Luca Salvatelli 

 
 
 
 

 

Torna all'archivio biciclette

CSS Valido!Ciclonline.com. Copyright© 2008-2018. Tutti i diritti riservati. Ogni riproduzione, totale o parziale, dei contenuti di questo sito è vietata.

Ciclonline.com. Copyright© 2008-2018. All rights reserved. No reproduction of the content is permitted.