Bianchi 928 Carbon 2008

La Bianchi, per il 2008, ha ulteriormente affinato e sviluppato
il suo telaio 928 Carbon. Questo telaio nasce con l'intento di
proporre ai ciclisti un mezzo confortevole sulle lunghe
distanze, con una posizione di guida meno esasperata ed un
miglior assorbimento delle asperità e delle vibrazioni rispetto
ad altri telai votati al puro utilizzo racing. Per questo, nato
anni fa come telaio puramente da competizione, con una completa
rivisitazione della gamma, il nome 928 (che ricordiamo
corrisponde a 1949, 1952, 1998; cioè gli anni in cui la Bianchi
ha conquistato le doppiette Giro d'Italia e Tour de France) è
stato assegnato a questo prodotto che rientra nella nuova gamma
Cost to Cost: modelli destinati ai cicloturisti, granfondisti ed
agli appassionati delle lunghe distanze.
Le
particolarità di questa linea riguardano soprattutto le
geometrie. Sella e telaio permettono un’impostazione rilassata:
una minore tensione di collo, spalle e braccia aiuta ad ottenere
una distensione del tronco che facilita la respirazione.
Cambiano anche il passo ed il tubo dello sterzo, grazie alla
maggiore distanza tra movimento centrale e punte della forcella.
Questo porta ad una maggiore stabilità e controllo alle andature
medie. Le novità per il 2008, riferite a questo modello,
riguardano l'utilizzo di nuovi fogli di carbonio e l'utilizzo
della fibra di Kevlar per abbattere le vibrazioni e migliorare,
quindi, il confort. Il Kevlar, in particolare, si trova
all'estremità inferiore della forcella e dei tubi discendenti
del carro posteriore. Il telaio ha una costruzione monoscocca
con fibra di carbonio ad alto modulo ed alta resistenza, con
l'aggiunta di Kevlar ad alto allungamento; la finitura avviene
con un tessuto di carbonio 3K. Il gruppo di sterzo è
completamente integrato ed il movimento centrale è
iperdimensionato per una maggiore rigidità. Sia il tubo obliquo
che l'orizzontale hanno una sagoma arcuata, pur di generose
dimensioni, così come appare iperdimensionata la zona del
canotto di sterzo. La forcella non segue la tendenza dei foderi,
completamente dritti, ma presenta all'estremità un arco
costituito da carbonio e Kevlar. Il carro posteriore, in
confronto al resto della bici, risulta tradizionale, se non per
una lunghezza appena maggiore del solito, e per l'aggiunta del
Kevlar, la cui trama rimane in bella vista. In pratica, si è
cercato di avere una grande rigidità orizzontale, per evitare
dissipazioni di energia durante la pedalata ed una buona
flessibilità verticale, così da assorbire le sconnessioni della
strada. Il peso del telaio è stato dichiarato in 1,2 Kg.
Questo
telaio è disponibile in cinque misure sloping: 50-53-55-58-61.
Viene rifinito con uno strato di vernice trasparente che
protegge e lascia in bella vista la fibra di carbonio, mentre le
decals possono essere rosse, bianche o celeste Bianchi, con
sella e nastro al manubrio in tinta. Il telaio è disponibile
come kit con forcella, serie di sterzo e collarino reggisella in
carbonio. Per la bici completa esistono diversi allestimenti,
sia con gruppi Shimano (105, Ultegra e Dura Ace) che Campagnolo
(Veloce, Chorus, Record), tutti dotati di guarnitura compatta.
Il modello Dura-Ace prende dal gruppo giapponese i comandi al
manubrio, il deragliatore, il cambio. La cassetta pignoni,
invece, appartiene al gruppo Ultegra, con scala di rapporti dal
12 al 25 e sempre dell'Ultegra sono i freni. La catena è una Kmc
DX10SC, mentre la guarnitura appartiene alla FSA: il modello
SL-K Pro MegaExo Compact Carbon 50/34. Le ruote sono le Mavic
Ksyrium Elite, completate con copertoncini Continental Grand
Prix 4-Season, nella classica misura 700x23. La serie di sterzo
è sempre firmata FSA, il modello Orbit CE Plus, ed il gruppo
guida, tutto FSA, è composta da un attacco Carbon Pro e da una
piega K-King Carbon Aero. Il reggisella è anch'esso FSA, il
modello SLK con diametro di 31,6mm, e la sella è una Fi'Zi:k,
modello Aliante. Il portaborraccia è un Elite Ciussi Gel nero,
mentre i pedali non sono inclusi. Ancora non si conoscono i
prezzi, ma la bici appare ben rifinita, anche se avremmo
preferito che il gruppo Dura Ace fosse adottato in tutti i suoi
elementi, oppure che fosse stato mantenuto il porta borraccia in
carbonio del modello dello scorso anno (speriamo che tali
risparmi siano avvertibili sul prezzo di listino). Il pezzo
forte è senza alcun dubbio il telaio, ancor più votato al
confort sulle lunghe distanze, pur senza dover rinunciare molto
alla rigidità od al peso. E' una bici, questa, che si rivolge ai
"macinatori di chilometri", a coloro che fanno della bici un uso
non agonistico ed a coloro che pur essendo appassionati di bici
da corsa non vogliono posizioni di guida e comportamenti
estremi. La capacità di assorbimento del carbonio e del Kevlar,
unita ad una posizione in sella più rilassata, aumentano di
molto il confort di marcia ed il piacere di pedalare sulle
lunghe distanze e l'appassionato, che non sviluppa certamente
potenze da professionista, neanche si accorgerà della minor
rigidità o del peso del telaio appena superiore ai modelli
estremi, ma apprezzerà il miglior rigore direzionale in discesa,
la maggiore stabilità sullo sconnesso ed il già citato confort
generale della bici.
Luca Salvatelli