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Biciclette

 

17/04/2008

Fondriest TF2

 

Dopo l'acquisizione da parte del gruppo Torpado la Cicli Fondriest ha trovato un nuovo assetto, una maggiore stabilità economica da cui è derivata una nuova spinta propulsiva e propositiva che si è concretizzata in una nuova collezione in cui il marchio ha esaltato le sue peculiarità tecniche. Una produzione basata su pochi modelli, almeno per il momento, ma caratterizzati da una cura costruttiva elevata. Il modello TF2 vuole essere una proposta alternativa al modello TF1, l'attuale top gamma della Fondriest, in cui i tecnici si sono maggiormente soffermati sull'aspetto estetico, pur mantenendo le stesse doti dinamiche della TF1. Il nuovo telaio è basato su di una struttura monoscocca in carbonio a 3K. Nella realizzazione del telaio è stata attuata una nuova procedura con l’utilizzo di un gas iniettato nello stampo. In questo modo le pelli di carbonio e le resine vengono sottoposte a pressioni decisamente superiori rispetto ai classici metodi di produzione con autoclave, permettendo alle fibre di essere compattate e di ridurre totalmente gli eventuali vuoti o cavità intrappolate tra le pelli di carbonio. Altra particolarità di questa struttura è la linea di congiunzione che parte dai foderi alti del carro posteriore e giunge, senza interruzioni, fino al canotto di sterzo. Una linea arcuata, che aiuta a smorzare i colpi e le vibrazioni, coadiuvando il lavoro dei foderi alti del carro posteriore, anch'essi leggermente arcuati. Per la forcella, invece, si è scelto di adottare il medesimo modello della TF1. Una struttura, anche questa, in carbonio monoscocca, che associa elevati valori di rigidità ad un peso contenuto. Il sistema di chiusura del reggisella è stato studiato per integrarsi alla perfezione nel design del tubo orizzontale e passa quasi inosservato. Il canotto reggisella, invece, ha una linea aerodinamica e solo nella parte finale diventa di forma regolare rotonda per permettere alla ruota di passare il più vicino possibile alla scatola del movimento centrale e permettere l'ancoraggio del collarino del deragliatore. Il tubo obliquo è di generose dimensioni e caratterizzato da una serie di nervature e zone piatte studiate mediante i software di sviluppo Cad 3D al fine di avere un telaio rigido, ma capace di assorbire le vibrazioni ed assicurare un confort ottimale. Il canotto di sterzo è caratterizzato dalla congiunzione con il tubo orizzontale che ne caratterizza l'estetica migliorando la rigidità della zona a tutto vantaggio di una maggiore precisione di guida e stabilità. Il telaio è disponibile in due colorazioni: nero/bianco/oro e nero/bianco. E' disponibile in cinque taglie, mentre la bici completa è proposta con allestimenti Shimano Dura-Ace ed Ultegra e Campagno Record e Centaur. Per tutte il gruppo è usato in modo integrale, con guarnitura, comandi, freni cambio, deragliatore, pacco pignoni e catena. Le ruote sono le Mavic Aksium per le bici assemblate Centaur ed Ultegra, mentre il modello Dura Ace adotta le Mavic Primium ed il modello assemblato Record le Fulcrum Racing 1. Poi tutte adottano le coperture Vittoria Evo, la sella Selle Italia Flite, la serie di sterzo FSA, piega ed attacco ITM Volo, mentre il reggisella in carbonio è firmato Fondriest. Il costo del kit telaio dovrebbe aggirarsi sui 1.600,00 Euro, mentre per le bici complete si dovrebbe andare dai 5.400,00 Euro del modello assemblato Dura Ace ai 3.500,00 Euro del modello assemblato Ultegra. Il kit telaio ha un prezzo concorrenziale, mentre per le bici assemblate il prezzo è allineato alla concorrenza più blasonata, comunque giustificato dalle raffinatezze tecniche ed estetiche del progetto. Una bici che se da una parte si vuole porre come un prodotto esclusivo e raffinato, fuori dal solito coro di prodotti uniformati, dall'altro basa la sua forza su di una progettazione accurata e su di un mix, ci sembra riuscito, tra ricercatezza estetica e prestazioni reali. Una bici che dovrebbe promettere un confort di un discreto livello pur a fronte di prestazioni, come reattività, rigidità e precisione di guida, di alto livello. L'estetica ricercata che la distingue e contraddistingue è un’arma a doppio taglio: o la si ama o la si odia, questo ne può condizionare l'acquisto. In ogni caso non ci sembra un prodotto che passi inosservato. Le doti tecniche, invece, sono di assoluto rilievo e riportano il marchio Fondriest alla ribalta, dopo un periodo non certo felice. Alla fine un prodotto costoso, ma non più di tanto, ma estremamente valido ed efficace; destinato a chi piace la tecnica raffinata, ma non si ferma solo lì e cerca anche dei prodotti ricercati dal punto di vista estetico e per questo differenti dal resto dell'attuale produzione ciclistica. Ci sembra che Fondriest, in questo caso, abbia centrato in pieno l'obiettivo, senza tra l'altro ricorrere a linee futuristiche ed avendo come base ferma la convinzione che una bicicletta debba avere anche e soprattutto delle ottime prestazioni dinamiche: un giusto mix tra estetica, prestazioni e confort.

 

Luca Salvatelli

 

 

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