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Fondriest TF2

Dopo l'acquisizione da parte
del gruppo Torpado la Cicli Fondriest ha trovato un nuovo assetto, una
maggiore stabilità economica da cui è derivata una nuova spinta
propulsiva e propositiva che si è concretizzata in una nuova collezione
in cui il marchio ha esaltato le sue peculiarità tecniche. Una
produzione basata su pochi modelli, almeno per il momento, ma
caratterizzati da una cura costruttiva elevata.
Il modello TF2 vuole essere
una proposta alternativa al modello TF1, l'attuale top gamma della
Fondriest, in cui i tecnici si sono maggiormente soffermati sull'aspetto
estetico, pur mantenendo le stesse doti dinamiche della TF1. Il nuovo
telaio è basato su di una struttura monoscocca in carbonio a 3K. Nella
realizzazione del telaio è stata attuata una nuova procedura con
l’utilizzo di un gas iniettato nello stampo. In questo modo le pelli di
carbonio e le resine vengono sottoposte a pressioni decisamente
superiori rispetto ai classici metodi di produzione con autoclave,
permettendo alle fibre di essere compattate e di ridurre totalmente gli
eventuali vuoti o cavità intrappolate tra le pelli di carbonio. Altra
particolarità di questa struttura è la linea di congiunzione che parte
dai foderi alti del carro posteriore e giunge, senza interruzioni, fino
al canotto di sterzo. Una linea arcuata, che aiuta a smorzare i colpi e
le vibrazioni, coadiuvando il lavoro dei foderi alti del carro
posteriore, anch'essi leggermente arcuati. Per la forcella, invece, si è
scelto di adottare il medesimo modello della TF1.
Una
struttura, anche questa, in carbonio monoscocca, che associa elevati
valori di rigidità ad un peso contenuto. Il sistema di chiusura del
reggisella è stato studiato per integrarsi alla perfezione nel design
del tubo orizzontale e passa quasi inosservato. Il canotto reggisella,
invece, ha una linea aerodinamica e solo nella parte finale diventa di
forma regolare rotonda per permettere alla ruota di passare il più
vicino possibile alla scatola del movimento centrale e permettere
l'ancoraggio del collarino del deragliatore. Il tubo obliquo è di
generose dimensioni e caratterizzato da una serie di nervature e zone
piatte studiate mediante i software di sviluppo Cad 3D al fine di avere
un telaio rigido, ma capace di assorbire le vibrazioni ed assicurare un
confort ottimale. Il canotto di sterzo è caratterizzato dalla
congiunzione con il tubo orizzontale che ne caratterizza l'estetica
migliorando la rigidità della zona a tutto vantaggio di una maggiore
precisione di guida e stabilità. Il telaio è disponibile in due
colorazioni: nero/bianco/oro e nero/bianco. E' disponibile in cinque
taglie, mentre la bici completa è proposta con allestimenti Shimano
Dura-Ace ed Ultegra e Campagno Record e Centaur. Per tutte il gruppo è
usato in modo integrale, con guarnitura, comandi, freni cambio,
deragliatore, pacco pignoni e catena. Le ruote sono le Mavic Aksium per
le bici assemblate Centaur ed Ultegra, mentre il modello Dura Ace adotta
le Mavic Primium ed il modello assemblato Record le Fulcrum Racing 1.
Poi tutte adottano le coperture Vittoria Evo, la sella Selle Italia
Flite, la serie di sterzo FSA, piega ed attacco ITM Volo,
mentre
il reggisella in carbonio è firmato Fondriest. Il costo del kit telaio
dovrebbe aggirarsi sui 1.600,00 Euro, mentre per le bici complete si
dovrebbe andare dai 5.400,00 Euro del modello assemblato Dura Ace ai
3.500,00 Euro del modello assemblato Ultegra. Il kit telaio ha un prezzo
concorrenziale, mentre per le bici assemblate il prezzo è allineato alla
concorrenza più blasonata, comunque giustificato dalle raffinatezze
tecniche ed estetiche del progetto. Una bici che se da una parte si
vuole porre come un prodotto esclusivo e raffinato, fuori dal solito
coro di prodotti uniformati, dall'altro basa la sua forza su di una
progettazione accurata e su di un mix, ci sembra riuscito, tra
ricercatezza estetica e prestazioni reali. Una bici che dovrebbe
promettere un confort di un discreto livello pur a fronte di
prestazioni, come reattività, rigidità e precisione di guida, di alto
livello. L'estetica ricercata che la distingue e contraddistingue è
un’arma a doppio taglio: o la si ama o la si odia, questo ne può
condizionare l'acquisto. In ogni caso non ci sembra un prodotto che
passi inosservato. Le doti tecniche, invece, sono di assoluto rilievo e
riportano il marchio Fondriest alla ribalta, dopo un periodo non certo
felice. Alla fine un prodotto costoso, ma non più di tanto, ma
estremamente valido ed efficace; destinato a chi piace la tecnica
raffinata, ma non si ferma solo lì e cerca anche dei prodotti ricercati
dal punto di vista estetico e per questo differenti dal resto
dell'attuale produzione ciclistica. Ci sembra che Fondriest, in questo
caso, abbia centrato in pieno l'obiettivo, senza tra l'altro ricorrere a
linee futuristiche ed avendo come base ferma la convinzione che una
bicicletta debba avere anche e soprattutto delle ottime prestazioni
dinamiche: un giusto mix tra estetica, prestazioni e confort.

Luca Salvatelli
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