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In prova: Cinelli Man
Machine
Un prodotto di grande
qualità con un grande carattere; adatto a chi cerca il confort ma non
rinuncia alle prestazioni

L'Azienda
Cinelli nasce nel 1948
grazie a Cino Cinelli, un bravo corridore professionista, che decide di
mettere a frutto la sua esperienza ciclistica. Molte le sue invenzioni,
o intuizioni, che in qualche modo hanno reinventato il
concetto di
bicicletta, citiamo: il primo manubrio in alluminio, la prima sella con
lo scafo in plastica, i primi cinghietti fermapiede, il primo pedale a
sgancio rapido. Nel 1978 una svolta importante per l'Azienda, Cinelli
cede la sua attività ad Antonio Colombo, industriale impegnato nel
settore dei tubi di acciaio con il marchio Columbus. Passa di mano
l'Azienda ma non lo spirito innovatore, così si arriva ai tempi odierni
dove Cinelli ha ancora innovato nel mondo della bicicletta con la mtb
Rampichino (1985), il nastro Cork Ribbon (1987), le prolunghe Spinaci
(1996), le bici da città Bootleg (2000) e con la curva Ram (2002). Passi
importanti che hanno portato l'Azienda milanese ad essere conosciuta in
tutto il mondo e a diventare un oggetto di culto negli Stati Uniti.
La Gamma
Come detto, ampia è la gamma Cinelli, sia di bici che di componenti: non
c'è settore che rimanga scoperto. Limitatamente alle bici da strada il
top è rappresentato dalla nuova Best of, presentata al salone di Milano
2007, a cui fanno seguito tutta una serie di proposte con telai in
carbonio, alluminio o acciaio. La Man Machine non è una novità del 2008,
ma una conferma, dopo gli ottimi risultati ed il favore del pubblico
riscontrati durante lo scorso anno. Per il 2008 è stata "riposizionata"
con due nuovi allestimenti denominati "Record Mix" e "Centaur Mix",
oltre al sempre ben accetto "Kit telaio". La bici della nostra prova è
un allestimento 2007, ma il telaio, ripetiamo, è lo stesso; inoltre,
questo particolare assemblaggio si può ancora trovare tranquillamente
presso i rivenditori Cinelli.
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