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Biciclette

In prova: Viner Perfecta Lady

La perfezione non esiste ma questa Viner ci si avvicina molto: leggera, reattiva, sufficientemente confortevole presenta un mix di qualità che coinvolge. Il telaio Lady è un plus unico per le donne

 

La Viner Perfecta Lady

Premessa a questa prova: questo test è stato effettuato a “quattro mani” e “quattro gambe”. Abbiamo ricevuto dalla Viner la bici Perfecta nella versione con telaio Lady, con quote del telaio specifiche per noi donne. Personalmente non ho la presunzione di essere “tuttologa”, non ho l’esperienza, le capacità atletiche e di guida per poter giudicare un  telaio ed una bici di questo livello. D’altronde il prodotto si meritava un test approfondito. Per questo se le note sull’ergonomia, sulla posizione in sella e su alcuni componenti specifici per noi donne sono riferibili alla sottoscritta, il parere sul comportamento dinamico del telaio e dei componenti l’ho lasciato al nostro tester abituale. Ne è uscita, così, una prova profonda e completa che svela tutte le caratteristiche della bici. Spero apprezzerete il nostro impegno, buona lettura.

Dott.ssa Marcella Crisanti

 

L'Azienda

 

Viner è un'Azienda toscana con sede a Pistoia, fondata nel 1947 da Viviano Nerozzi, ed ha festeggiato lo scorso anno i suoi primi 60 anni di attività. Dal piccolo laboratorio artigiano di Viviano, Viner è diventata, oggi, una importante realtà industriale che punta tutto sulla qualità dei propri prodotti. Meno marketing, quindi, ma tanta sostanza che deriva da una lavorazione interamente “Made in Italy”, dalla capacità progettuale, dalla possibilità di offrire al cliente non solo telai su misura, ma anche allestimenti personalizzati come solo un piccolo artigiano sa fare. Infatti, nonostante i numeri produttivi siano da grande Azienda, Viner non si è mai dimenticata del suo passato, quando Viviano realizzava i telai uno ad uno. Per questo, la quasi totalità della gamma è disponibile anche con misure fornite dal cliente, e per tutti c’è la possibilità di personalizzare la bici con un’ampia gamma di componenti. Segnaliamo che dal 2008 Viner è il fornitore tecnico del team Professional portoghese Madeinox-Boavista, che ha in uso proprio le bici Perfecta (versione uomo, ovviamente) e la sempre attuale e performante Mitus; rimane inoltre il legame con il team Miche, che ha in dotazione anch'esso il telaio Mitus, oltre al raffinatissimo Maxima, ed il vittorioso team Viner, questo impegnato nelle granfondo, che ha in dotazione le bici Maxima e Perfecta. Infine, chiudiamo dicendo che alla fine del 2007 è venuto a mancare, dopo una lunga malattia, il Sig. Cesare Baldi, titolare della Viner. In una Azienda così "piccola" la morte del titolare avrebbe potuto portare ad una "pausa di riflessione", ma non è stato così. In questo le capacità imprenditoriali e le qualità umane del Sig. Baldi hanno saputo far superare all'Azienda questo momento difficile. Cesare aveva sempre puntato ad un rapporto di collaborazione con le maestranze, così nel corso degli anni era riuscito a creare un clima unico. La sua scomparsa ha creato un vuoto importante, ma ha fatto anche si che tutti i dipendenti abbiano deciso di onorare la memoria del loro amico impegnandosi ancora di più in ciò che per Cesare era la cosa più importante della sua vita, dopo la famiglia: la Viner. Dai massimi dirigenti, all'ultimo dei dipendenti, nessuno ha mai rallentato il proprio ritmo di lavoro e la propria capacità propositiva, anzi, è vero il contrario. Così, dopo avere rafforzato la presenza nelle granfondo e nel professionismo, l'attività prettamente industriale procede più fervida che mai in ogni singolo settore dell'Azienda, ma questo lo si potrà vedere meglio, e concretamente, ai prossimi saloni, quando i nuovi progetti passeranno dagli schermi dei computer alla realtà.

La gamma Viner Lady

Apriamo qui una importante parentesi per meglio spiegare quello che avviene in casa Viner, un’Azienda per certi versi singolare. Infatti, mentre altre realtà si prodigano in slogan e campagne pubblicitarie (spesso prive di sostanza), Viner preferisce toni ben più pacati. E’, in sostanza, una di quelle Aziende che va cercata, che non ti cerca, ma se la trovi entri in un mondo particolare di cui è facile innamorarsi e difficile da lasciare. Così, se altri si vantano di avere in catalogo delle bici da donna, magari un paio di modelli “pittati” di rosa, Viner fa ben altro…. La maggior parte della gamma, praticamente quasi tutti i modelli stradali, sono disponibili con geometrie dedicate alle donne, oltre che su misura. Non si tratta della classica collezione di due o tre modelli, quindi, ma di una intera gamma a disposizione delle donne. Ma cosa cambia tra un telaio da uomo ed uno da donna, perché è così importante che una donna pedali su di un telaio ad essa dedicato? Rimandandovi per un approfondimento all’articolo di “Biomeccanica ed allenamento” “La scelta di un telaio da donna, peculiarità e differenze con uno da uomo”, ci preme ricordare alcuni passi fondamentali: la donna ha gambe più lunghe e mani e braccia più corte rispetto ad un uomo, oltre che il bacino più largo. Per una perfetta efficienza della pedalata ed un perfetto controllo del mezzo, quindi, è ovvio che le quote di un telaio di una bici dedicata alle donne devono tenere conto delle loro misure antropometriche tipiche, ben differenti da quelle degli uomini. In parole povere, un telaio da donna deve avere un angolo del tubo piantone più aperto ed un tubo orizzontale più corto rispetto al rapporto tipico con l’altezza del tubo piantone. Tornando a Viner, citiamo i principali telai e biciclette disponibili con quote specifiche per le donne: Titanium, telaio in titanio; Maxima, il telaio top gamma della Casa in uso anche al Team Viner (nella versione maschile); Mitus, il telaio con tubazioni particolari in uso al team Miche e con spiccate doti di confort; Perfecta, la bici oggetto di questa prova ed in uso al team Madeinox-Boavista; il telaio Primus, un pregevole prodotto in alluminio idroformato; il Sidus, la bicicletta con telaio in acciaio; poi le bici da crono, da pista e da ciclocross. Una gamma completa, quindi, che può soddisfare ogni desiderio ed esigenza, questo senza dimenticare la possibilità di farsi costruire il telaio su misura e la personalizzazione dell’assemblaggio. In questo, Viner si comporta come un artigiano in cui il prodotto viene costruito in base alle esigenze del cliente, a vantaggio di Viner un rapporto qualità-prezzo invidiabile, pur a fronte di elevati contenuti tecnologici e rifiniture impeccabili.

La gamma Perfecta Uomo e Donna

 

Perfecta è una delle novità 2008. Nata con l’intento di proporre agli appassionati una bici che fosse il sunto di diverse caratteristiche, già presenti nel catalogo Viner, una bici che pur confortevole, fosse anche rigida e reattiva. Inoltre, si voleva proporre un telaio ed una bici meno impegnativa economicamente rispetto ai prodotti Maxima e Mitus, che rimangono inalterati nelle loro peculiarità uniche; rispetto a queste ultime due proposte la Perfecta ne vuole essere il punto di congiunzione: una cosa facile a dirsi, difficile da realizzare…. Il telaio, proposto nelle geometri uomo, donna e su misura, viene assemblato con gruppi Campagnolo Record, Chorus, Centaur e Veloce; Shimano Dura Ace ed Ultegra; Sram Force e Red. In tutti i casi viene adottato integralmente il gruppo, e cioè: comandi, deragliatore, cambio, guarnitura (a scelta tradizionale o compatta), freni, pacco pignoni, catena. Per la componentistica, come tradizione, Viner ha fatto ricorso al ricco catalogo Deda Elementi con la piega Deda Sfida, attacco manubrio e reggisella  Deda Ultracarbon, sella Selle Italia Initiale S.E. e pedali Keo Classic. Il portaborraccia è un Elite modello Custom Macia, in nylon rinforzato con fibra di vetro, adottato nella versione “Carbon Look”.  Le ruote possono variare a seconda dell’allestimento, o della richiesta del cliente, dalle Fulcrum Racing 1 alle Racing 7, mentre i copertoncini sono Schwalbe Stelvio nella misura 700x23. La bici da donna ha una serie di componenti diversi che meglio si adattano alla morfologia femminile; per prima cosa l’ottima sella Selle Italia Lady Gel Flow, sella specifica per le donne, poi la piega Deda Newton Shallow, che presenta una curva più chiusa, per agevolare la presa delle mani più piccole delle donne, ed una minor distanza tra impugnatura alta e bassa, per evitare di allungare troppo il busto quando si hanno le mani sull’impugnatura bassa, cosa che avverrebbe con una normale piega per gli uomini, che hanno braccia e busto mediamente più lunghi; oltre, ovviamente, ad un telaio dedicato alle quote antropometriche femminili. Il resto dei componenti rimangono i medesimi della versione uomo. La bici, sia uomo che donna, è disponibile nei colori rosso, blu, arancione e rosa. Il peso della bici, secondo i vari allestimenti, può variare dai 7,4 agli 8,7 Kg. Quattro le taglie standard per gli uomini ed altrettante per le donne, oltre alla possibilità, come detto, di realizzare il telaio su misura, eventualmente con canotto reggisella integrato, e la possibilità di personalizzare l’allestimento. In Viner sono sempre abbastanza rapidi nell’esaudire le richieste del cliente e così l’ordine di un telaio su misura con un allestimento personalizzato viene evaso in circa 30-40 giorni, un tempo accettabilissimo considerando l’artigianalità del prodotto. Ovviamente, oltre alle bici assemblate è disponibile anche il kit telaio composto da telaio, forcella e serie di sterzo FSA. Qui sotto la tabella delle geometrie.

Queste le geometre per gli uomini:

 

Il telaio

 

Il telaio, integralmente realizzato in Italia, è un fasciato in carbonio ad alto modulo 3K. Le tubazioni, così come la forcella ed il carro posteriore, sono della Deda Acciai, da tempo partner tecnico della Casa pistoiese. L'obiettivo era quello di creare un telaio confortevole, rigido, reattivo e leggero, ma con un prezzo di acquisto finale maggiormente contenuto rispetto agli altri prodotti “alto di gamma” Viner (Maxima e Mitus in primis). Per questo, si è preferito ricorrere a tubazioni meno ricercate della Mitus, ma che garantissero ugualmente elevati valori meccanici. In questo la partnerscip con Deda Acciai ha funzionato al meglio, riuscendo a produrre un telaio dalla forma personale, con ottime caratteristiche, ma più economico nella realizzazione. Il tubo obliquo è quello che maggiormente impressiona per le sue generose dimensioni; infatti, la sua forma tonda ha un diametro di  48 millimetri e si raccorda alla scatola del movimento centrale di dimensioni tutto sommato normali. Perfetta, nei punti in vista, la stesura della fibra di carbonio e la fasciatura delle congiunzioni. Il tubo orizzontale è anch’esso di forma tonda regolare dal diametro di 42 millimetri e con un moderato sloping (in Viner sono abituati a chiamarla geometria compact). Il canotto reggisella ha, invece, un diametro esterno di 36 millimetri ed ospita reggisella dal diametro di 31,6 millimetri. Il canotto di sterzo è generosamente dimensionato, ma con un’altezza molto contenuta (9,5 centimetri, nella taglia S), la serie di sterzo integrata è della FSA. La congiunzione tra canotto reggisella, tubo orizzontale e carro posteriore è perfettamente realizzata e dalle dimensioni relativamente compatte. Il carro posteriore è formato dai rinomati “Ice Tail” ed “Ice Box” di Dedacciai, una pregevole struttura, già adottata sulla Mitus, che presenta elevati valori di rigidità pur a fronte di un peso contenuto (130 grammi i foderi superiori e 160 quelli inferiori); è costituito da carbonio ad alto modulo con l’ultimo strato a vista di carbonio 3K; perfettamente realizzato, presenta ampie zone di irrigidimento nelle parti maggiormente soggette a stress ed una linea filante ed aerodinamica. Inoltre, consente il montaggio di copertoncini di ampia misura, fino a 32 millimetri, cosa sempre apprezzabile quando si voglia aumentare il confort adottando misure superiori al classico 23 millimetri. Anche la forcella è Dedacciai, il modello BlackForce 4, interamente in fibra di carbonio ad alto modulo con l’ultimo strato a vista a 3K. Presenta un’ampia modanatura di rinforzo lateralmente ai foderi e la “solita” fattura eccelsa, ha un peso dichiarato di 460 grammi: non poco, secondo qualche grammomaniaco, se confrontata ad altre realizzazioni, ma l’intento era quello di offrire un mezzo utilizzabile a 360° ed affidabilissimo, in quest’ottica è stata scelta la migliore forcella del mercato. Rimane anche in questo caso la possibilità di montare copertoncini di ampio spessore (32 millimetri), una possibilità che altre concorrenti non hanno e che può tornare utile in molte occasioni, vedi gara su strade bianche o pavè, dove è conveniente utilizzare copertoncini di maggiore diametro (27 o 28 millimetri). Il telaio da solo pesa 1.180 grammi, mentre la forcella 460 grammi, come detto sopra. 

La bici in prova

 

Il modello giunto presso la nostra Redazione è un modello Lady, con telaio avente geometrie differenti dalla versione uomo e studiato per la morfologia femminile. Assemblato con il gruppo Campagnolo Centaur e personalizzato nelle ruote, Fulcrum Racing 1 invece delle Racing 3 di serie. La qualità costruttiva della bicicletta è veramente notevole. Il telaio presenta una perfetta verniciatura protetta da un ampio strato di vernice trasparente. Nelle parti dove il carbonio è a vista, la trama appare ben stesa ed uniforme, ottimamente raccordata alle zone fasciate. I colori e le grafiche sono sobrie ed eleganti, stancheranno difficilmente e risulteranno attuali anche tra molti anni. Il rosa della versione Lady è molto elegante e raffinato, ma ovviamente sono disponibili anche gli altri colori. Da più parti si ribadisce il concetto che la bici è al 100% Made in Italy, un vanto che oramai poche aziende possono esibire e che farà piacere a molti. I cavi sono tutti ben guidati e nelle zone di possibile contatto con il telaio sono state poste delle adeguate protezioni. Anche il passaggio dei cavi sotto il movimento centrale è ben curato, per evitare qualsiasi contatto con la fibra di carbonio; in questo caso perfetto è il passaggio del cavo del deragliatore. Il fodero basso del carro posteriore nel lato della catena è protetto da un'elegante rivestimento trasparente, efficace e praticamente invisibile. Il gruppo Campagnolo Centaur è, come detto, adottato al completo e nella versione 2008. Fanno, così, bella mostra i comandi con le leve in carbonio con la possibilità di spostare il deragliatore su diverse posizioni, prima che intervenga il cambio di corona, in modo da evitare lo sfregamento della catena sulla gabbia del deragliatore negli incroci più accentuati. La guarnitura appartiene sempre alla gamma Centaur, Ultra-Torque Carbon, con le pedivelle in carbonio e corone con 39 e 53 denti (ma è possibile richiedere anche la versione compatta con 34-50 denti), una guarnitura rigida, leggera (707 grammi la versione 39/53) e perfettamente rifinita. Il pacco pignoni è sempre il Centaur a dieci rapporti e scala 13-14-15-16-17-18-19-21-23-26. Il cambio è il Centaur a bilanciere corto con parti in fibra di carbonio. I freni sono gli Skeleton differenziati, a doppio perno l’anteriore, per avere una maggiore potenza frenante, e a perno singolo al posteriore, per evitare il bloccaggio indesiderato della ruota. Le ruote di serie sono le Fulcrum Racing 3, ma il nostro esemplare monta le ottime Racing 1. Le Racing 3, comunque, sono delle ottime ruote perfettamente in linea con la qualità degli altri componenti adottati. Leggere ma affidabili, sono le ruote giuste per una bicicletta che vuole essere performante ma affidabile nel corso degli anni. I copertoncini sono gli Schwalbe Stelvio 700x23 di serie. Attacco e reggisella di serie sono della Deda Elementi, modello Ultra Carbon, in lega leggera rivestiti in carbonio, una soluzione affidabile, esteticamente accattivante e che permette di non far lievitare eccessivamente il prezzo finale. La piega è sempre Deda, il modello Newton Shallow, una curva specifica per le donne, più compatta e chiusa; la sella è la Selle Italia Lady Gel Flow, per confort, forse, la migliore sella che una donna possa desiderare. I pedali in dotazione sono i Keo Classic, leggeri ed affidabili, sono perfettamente in linea con la qualità costruttiva del mezzo. Il portaborraccia è l’Elite Custum Macia Carbon Look. Così assemblata, senza pedali e borraccia, la bici pesa 7,9kg, come risulta dalla nostra strumentazione e pari a quanto dichiarato dall’Azienda per questo assemblaggio (per inciso i pedali pesano 272 grammi la coppia).

La prova su strada

Abbiamo provato a lungo ed a fondo la bici, per quasi mille chilometri su tutti i percorsi che un ciclista può incontrare (pianura, collina, salita dura, asfalto sconnesso e non), un test severo ed approfondito che ha messo a nudo le caratteristiche di questo mezzo.  Prima ancora di partire, una volta effettuate le regolazioni del caso, emerge il primo aspetto positivo di usare un telaio appositamente studiato per una donna: tutte le proporzioni canoniche vengono perfettamente rispettate, quindi niente attacchi manubrio cortissimi, niente canotti reggisella infilati al massimo, niente selle iper-arretrate, ma un corretto svettamento della sella e stacco sella manubrio, un attacco proporzionato alla lunghezza del telaio, una sella centrata sul reggisella, un manubrio compatto ed adatto alle mani di una donna. Solo gusto estetico? Niente affatto, anzi, questo è l’elemento più trascurabile. Saliamo in sella e siamo subito accolte dalla generosa e comoda sella Italia Lady Gel Flow, anche sulle lunghe distanze non stanca mai o crea fastidio alle parti intime: non c’è, tanto è comoda e perfetta per le donne, neanche il bisogno di abbassarla di punta oltre i 2-3 millimetri canonici. La curva Deda si impugna benissimo e si riesce a stringere bene con tutto il palmo anche per chi ha le mani piccole. Le leve dei comandi sono vicine, tutto risulta compatto e ravvicinato. I pedali Look Keo Classic non sono i più leggeri e rigidi del mondo, ma è difficile apprezzarne le differenze per chi non sviluppa 400 watt di potenza; nell’uso amatoriale, invece, se ne apprezza la facile regolazione della forza di aggancio e che regolati alla tensione minima permettono uno sgancio molto veloce, che rassicura le più paurose. La buona rigidità e l’ampia base di appoggio permettono lunghe sedute di allenamento in assoluto confort. Si parte, allora, e poco dopo si capisce la vera differenza di questo telaio Lady dal solito telaio da uomo adattato alla donna: la perfetta distribuzione dei pesi tra i due assi. Con un peso meglio distribuito coincidente con l’ideale distribuzione del 60% del peso sulla ruota posteriore ed il resto su quella anteriore, a differenza di quello che accade con il solito telaio da uomo dove una donna si trova solitamente sbilanciata in dietro, si apprezzano tutte le qualità del telaio; il maggior peso sulla ruota anteriore porta ad una maggiore precisione di guida, un più facile inserimento in curva e mantenimento della traiettoria, aiutate anche da un attacco della corretta misura. Inoltre, il comportamento in frenata è più sicuro, grazie al maggior appoggio della ruota. Ancora differenze riscontriamo sulla lunga durata, dove la corretta inclinazione del busto, il corretto e più contenuto dislivello tra impugnatura alta e bassa, portano ad un confort di guida neanche minimamente paragonabile alle altre bici, come constatato in diverse sedute di allenamento comparative. Ma torniamo a pedalare … L’impugnatura della piega è perfetta sia con le mani nella posizione alta che soprattutto quando si impugna la curva, che grazie alle sue dimensioni ridotte, si riesce a “sentire in mano” come nessun altra; il ridotto stacco tra le due prese, inoltre, permette un minor affaticamento del busto ed una minore sensazione di sbilanciamento in avanti; questo porta a poter rimanere con il “ventre a terra” per più tempo e con un minor dispendio fisico e psicologico, pur riuscendo ad andare più veloce. Il gruppo Centaur ha mostrato tutta la sua valenza e qualità. Con comandi vicini alla piega, fluidi da azionare, presenta solo una escursione un poco ampia delle leve del deragliatore e del cambio quando si vuole sfruttare l’opzione della cambiata multipla, che nel Centaur è disponibile solo per passare dai rapporti lunghi a quelli corti e non anche vice versa. Una difficoltà che impedisce a chi ha le mani piccole di scalare più di due rapporti alla volta, mentre per chi ha le mani più grandi non ci sono problemi. Detto questo, rimane l’assoluta precisione della cambiata, la possibilità di effettuare gli incroci massimi senza alcun problema (cosa da non fare, ma che in alcune occasioni può tornare utile) e la totale affidabilità. Anche con la catena in tiro, cambiando simultaneamente con cambio e deragliatore i passaggi di rapporto sono sempre precisi e sicuri. Magari sotto sforzo sono un po’ rumorosi, ma sempre precisi. Nelle altre condizioni di utilizzo, invece, si apprezza la sufficiente velocità, la precisione e la relativa silenziosità dei passaggi di rapporto, oltre alla fluidità e pastosità dei comandi. In pianura si corre veloci e si apprezza sin da subito l’elevata reattività della bici ed in particolar modo del carro posteriore. Basta aumentare la pressione sui pedali ed il telaio risponde prontamente e con un’ottima rapidità si raggiungono velocità elevate; in questo aiutano anche le ruote Fulcrum Racing 1 (per un approfondimento del prodotto si legga "In prova Fulcrum Racing 1"), un plus non da poco per la loro leggerezza e rigidità, assecondate alla perfezione dai copertoncini Schwalbe (per un approfondimento del prodotto si legga "In prova copertoncini Schawalbe Stelvio"), un’altra sicurezza per affidabilità, scorrevolezze e confort; però, abbiamo provato la bici anche con ruote e copertoncini meno performanti, similari alle Racing 3 ed abbiamo sempre riscontrato le medesime sensazioni di elevata reattività del carro posteriore e di rigidità del telaio, che riesce sempre anche nei rilanci più spinti a trasferire tutta la potenza alla ruota posteriore. In questo di aiuto è anche l’ottima guarnitura, rigida e scorrevole (sempre in paragone alla sua fascia di prezzo). Nei percorsi misti pianura-collina è un piacere pedalare, per il confort offerto dalla bici e per l’ottima risposta di telaio, freni e cambio. La rapportatura è perfetta in questi frangenti e si riesce sempre a trovare il rapporto ideale per mantenere una giusta frequenza di pedalata. Sullo sconnesso la stabilità della bici è ottima, mentre il confort è buono, ma non ottimo: ci sono telai che assorbono meglio le asperità del terreno, ma per contro non sono così reattivi. Per le “comodose” si può risolvere egregiamente il problema adottando copertoncini dalla misura più larga (28 millimetri) ed un canotto reggisella in carbonio monoscocca: così facendo, si sacrificano un po’ le prestazioni, ma si guadagna in confort. E’ questo il “problema” di questa bicicletta, il suo equilibrio: se si tocca un particolare si peggiora un altro aspetto, alla fine si capirà che le scelte effettuate in sede di progettazione, dal telaio ai componenti adottati, erano le migliori in assoluto e personalizzazioni varie rischiano di compromettere un equilibrio unico nell’attuale panorama ciclistico … In salita si sale veloci grazie alla leggerezza complessiva del mezzo ed all’ottima geometria del telaio Lady, che permette alle donne di pedalare sempre in assoluto confort, sia rimanendo in sella, sia, soprattutto, in piedi sui pedali, permettendo di concentrarsi solo sul gesto atletico; purtroppo è anche un telaio ed una bici che mette a nudo i propri limiti fisici: se non si va su veloci non è colpa della bici, ma delle proprie gambe. Però è una bici che aiuta molto, soprattutto nei punti più difficili delle lunghe salite, dove ci sono gli “strappi” oltre il 10%, perché è facile uscire in fuorisella e sentire la bici che ha un immediato “balzo” in avanti, aiutate anche dalle ottime ruote Fulcrum Racing 1 che, comunque, consigliamo di adottare. Con queste premesse il 39/26, che da fermo ci era sembrato troppo lungo per salite dure, diventa un rapporto corretto ed adatto ad un’ampia utenza. Per coloro che sono meno allenate, o chi vuole fare salite importanti in tutta sicurezza, è bene prendere in considerazione la guarnitura compatta o/e il pacco pignoni 13-29. I freni Skeleton sono ottimi per potenza e modulabilità, piaceranno a tutte, soprattutto alle meno esperte, che godranno di una rassicurante modulabilità del freno posteriore. Le più smaliziate, invece, potrebbero trovare questo comportamento un poco deludente perché occorre tirare molto la leva del freno posteriore per avere frenate decise, una questione di abitudine, comunque. Al disopra di ogni sospetto, invece, la potenza del freno anteriore, anche alle minime pressioni della leva, ma sempre contraddistinto da un’ottima modulabilità. Ottimo il comportamento del mezzo in presenza di forte vento laterale, in cui con pochissimo sforzo si riesce a controllare al meglio la traiettoria e questo nonostante i raggi piatti e larghi delle Fulcrum Racing 1 non siano il massimo in queste condizioni particolari. In discesa la bici continua a mettere in mostra il suo carattere a 360°: è stabile alle alte velocità e sullo sconnesso, ma non stabilissima in questo caso, veloce negli inserimenti, ma non velocissima, ma non ha un vero difetto. In realtà si apprezza questo comportamento omogeneo, sempre “misurato”, ma competitivo ed efficace. Come detto, ci sono bici che si inseriscono in curva più velocemente, ma certamente non possono vantare la precisione di guida della Perfecta, così come sullo sconnesso ci sono bici più stabili, ma non possono vantare la sua velocità negli ingressi di curva o la sua reattività nei rilanci. L’equilibrio generale è la sua vera forza e lo si apprezza in ogni condizione e su ogni percorso: nelle salite dure, dove mostra un passo invidiabile; nelle discese più ardite, dove evidenzia una precisione ed una rapidità di ingresso in curva molto competitive; in pianura e nei percorsi collinari, dove la rigidità e la reattività del telaio emergono senza ombra di dubbio; sullo sconnesso e sulle lunghe distanze, dove non fa rimpiangere il confort e la sicurezza di guida. In ogni situazione la bici risponde sempre al meglio, senza mai far rimpiangere di non aver comprato un altro prodotto, ma anzi gratificandoci della scelta fatta, soprattutto quando si è in gruppo e si possono fare confronti diretti con altri telai (ed assemblaggi) sulla carta, “a voce di popolo”, più blasonati. 

Conclusioni

La Viner Perfecta ha messo in mostra una serie di qualità esclusive che ben si addicono al suo altisonante nome; rifinita con cura artigianale, assemblata con gusto estetico e tecnico raffinato ha mostrato un telaio ed un comportamento su strada da prima della classe. Rigida e reattiva, sa essere anche confortevole sulle lunghe distanze o sullo sconnesso. Non si può dire che eccelli in un aspetto particolare, ma non ha neanche un punto debole e questa è la sua forza: dal giro con gli amici, alla volata in una gara per velocisti ad un arrivo in salita, si comporta sempre in modo ottimo, e questo non è cosa da poco. Non a caso deve essere stata scelta dal team Madeinox-Boavista, che sicuramente parteciperà alla prossima Vuelta di Spagna, oltre alle classiche gare in linea spagnole e portoghesi; un telaio adatto per ogni situazione è un vantaggio non da poco, soprattutto per un amatore che non può certo permettersi tre o quattro biciclette da scegliere a seconda del percorso da effettuare. In sintesi, una bici ed un telaio ideale per chi cerca un mezzo che sappia comportarsi bene in ogni frangente e che oltre alla comodità ricerca quel carattere e quella reattività tipiche dei telai più “racing”. Il telaio e la bici Lady hanno messo a nudo come sia importante per una donna pedalare su di un mezzo appositamente progettato e realizzato per la peculiare morfologia femminile; non solo estetica, quindi, ma la possibilità di pedalare meglio, con minor stress e maggiore soddisfazione, soprattutto nel controllo generale del mezzo, che si fa tanto più evidente quanto più si riesce ad aumentare il ritmo o la difficoltà dei percorsi. Una scelta, quindi, che per le donne diventa fondamentale e di rispetto verso se stesse: perché doversi adattare a qualcosa progettato per gli uomini quando in commercio ci sono prodotti realizzati esclusivamente per le donne? Nel complesso, la bici in prova è risultata ottima in ogni suo aspetto e componente, tanto da risultare difficile trovare un difetto.

Aspetti positivi (riferiti alla bici Perfecta):
Telaio e forcella con un ottimo compromesso di rigidità, confort, reattività e precisione di guida
Qualità dei componenti utilizzati per l’assemblaggio
Verniciatura, rifiniture ed assemblaggio impeccabili
Rapporto qualità-prezzo
Possibilità di personalizzazione

Aspetti positivi (riferiti alla bici Perfecta Lady, in aggiunta a quelli espressi sopra):
Telaio appositamente realizzato per la morfologia femminile
Componenti adottati dedicati alle donne e di alta qualità

Aspetti negativi (riferiti alla bici Perfecta):
nessuno

Aspetti negativi (riferiti alla bici Perfecta Lady):
Da bocciare la strategia di marketing Viner, un’Azienda che ha la più vasta e raffinata collezione di biciclette dedicate alle donne, ma che è tutta relegata in una riga  a fondo pagina del catalogo, senza spiegarne le peculiarità e le differenze di componenistica con le altre versioni uomo ….

Per chi è adatta
Agonista:  veloce, rigida, reattiva, confortevole una bici da competizione a 360 gradi che con la giusta componentistica raggiunge il peso minimo consentito. Una bici ideale per chi guarda anche al prezzo di acquisto.
Granfondista-cicloturista: ci sono bici più confortevoli sulle lunghe distanze, ma l’equilibrio tra confort e reattività è imbattibile, è la bici perfetta per chi oltre al confort cerca anche le prestazioni
Neofita: l’ottimo comportamento dinamico, il prezzo di acquisto concorrenziale, le prestazioni globali ne fanno una bici ideale per il neofita che non si vedrà costretto a cambiare bici dopo poco tempo.
Donne: la Perfecta Lady è il “non plus ultra” per le donne, misure e componentistica dedicata ne fanno una bici unica per le donne.

Consigli per l’acquisto

Il telaio ed il gruppo di serie sono ottimi; tutta la bici è assemblata con gusto e di fatto non occorre aggiungere niente, perché è tutto valido ed equilibrato. Le Racing 1 sono un plus bello, ma non indispensabile per un uso amatoriale. Da valutare, in base alle proprie gambe ed ai percorsi che si fanno abitualmente, la guarnitura compatta.

I prezzi

Il kit telaio, composto da forcella telaio e serie di sterzo, costa 1.409 Euro, un prezzo super competitivo nei confronti dei concorrenti, soprattutto in virtù della sua qualità costruttiva e delle doti dinamiche espresse: una bici con questo telaio e componentistica al top ha ben pochi rivali. La bici Lady oggetto del test ha un costo di 3.283 Euro (prezzo della versione di serie con le ruote Fulcrum Racing 3), una quotazione che anche in questo caso si mette in evidenza per l’ottimo rapporto qualità-prezzo. La realizzazione esclusiva per le donne ed il prodotto al 100% “Made in Italy” (basta recarsi da un rivenditore Viner per toccare con mano i loro prodotti e capire cosa intendiamo) ci sembrano altri vantaggi competitivi di non poco conto. 

Per saperne di più:
Viner Spa
Via Gora e Barbatole 276
051100 Pistoia
Tel. 0573/477222
Fax. 0573/47711
Sito internet: www.viner.it
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.