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Biciclette

In prova: Viner Magnifica

 

Prezzo invitante per un prodotto Made in Italy con buone caratteristiche globali; ottima la stabilità e la precisione di guida, una bici adatta al neofita, per il prezzo contenuto, ed al ciclista più esperto, per le buone prestazioni; la versione Lady può essere una valida scelta per le donne

L'Azienda

Di Viner abbiamo già parlato nell'occasione della prova della bici Viner Mitus 2008 e della Viner Perfecta, rimandiamo quindi i lettori alle due prove in cui abbiamo approfondito la storia di questa Azienda toscana che, essendo stata fondata nel 1947, può essere annoverata tra le più antiche d'Italia. Al recente Eurobike 2008 Viner ha presentato una notevole quantità di novità, aspetto notevole per un'azienda che rimane comunque a connotazione artigianale e con numeri ben distanti dai grandi produttori internazionali. Piccoli numeri, è vero, ma di qualità. La gamma 2009 ha visto alcune conferme, come l'ammiraglia e plurivittoriosa Maxima, la Perfecta o la gamma da Mtb, ma anche interessanti novità. Citiamo la nuova Mitus Plus, l'X Plus e la Magnifica; poi la nuova gamma di bici in acciaio ed acciaio inox e la nuova bici da Mtb top gamma, l'Impetus. Poi una nuova gamma di ruote personalizzate Viner e la conferma di una gamma di bici dedicate alle donne forse unica, con la totalità delle bici di medio alta gamma disponibili con geometrie specifiche per le donne ed anche su misura.

La gamma Magnifica

Magnifica è una bici importante per Viner in quanto costituisce la gamma di accesso ai telai in carbonio prodotti in Italia. Si tratta quindi di un prodotto interamente realizzato in Italia ma in cui alcune scelte tecniche hanno permesso di contenerne il prezzo finale di acquisto. Per questo si è scelto di realizzare un telaio monoscocca in un'unica geometria ed in cinque taglie. Non sono disponibili per questo modello, quindi, taglie su misura o differenti geometrie, soluzioni normali per il resto della gamma Viner superiore. A parte questa limitazione, necessaria per contenere il costo finale del telaio, ritroviamo la classica filosofia Viner negli assemblaggi, tutti di qualità e con ampia scelta di gruppi. Abbiamo infatti i gruppi Campagnolo Super Record, Chorus, Centaur e Veloce; Shimano Dura Ace ed Ultegra; Sram Force e Red; Miche Supertype ed il gruppo Miche Race della bici in prova, che costituisce l'assemblaggio più economico. In tutti i casi, escluso Miche, viene adottato integralmente il gruppo, e cioè: comandi, deragliatore, cambio, guarnitura, freni, pacco pignoni, catena. Il resto dei componenti sono Deda per quanto riguarda la curva, modello Sfida, l'attacco, Ultra Carbon, ed il reggisella, Ultra; questi componenti, però, possono variare a seconda dell'allestimento. La sella, nella versione Lady, è la Selle Italia Lady, mentre per gli uomini c’è la versione Selle Italia Filante. I pedali sono i Look Keo Classic, mentre i copertoncini sono gli Schwalbe Durano nella classica misura 700x23; anche questi componenti, però, variano a secondo dell'assemblaggio. Il portaborraccia è un Elite modello Custom Macia, in nylon rinforzato con fibra di vetro, adottato nella versione “Carbon Look”. Le ruote variano a seconda dell’allestimento, nella versione da noi testata, assemblata Miche, sono adottate le nuove ruote Miche Race M707. La bici è disponibile nei colori rosso, blu e rosa. Il peso della bici, secondo i vari allestimenti, può variare dai 7,5 agli 8,8 Kg. Ovviamente, oltre alle bici assemblate è disponibile anche il kit telaio composto da telaio, forcella e serie di sterzo FSA.

Il telaio

Il telaio è realizzato in Italia con tubi Dedacciai su specifiche Viner, che ha particolarmente curato la forma del carro posteriore. Si tratta di una struttura monoscocca con finitura superficiale in carbonio 3K e fibre incrociate a tre strati. La scatola del movimento centrale ha filetto inglese e la serie di sterzo è integrata. Il tubo di sterzo ha un profilo convesso ed una lunghezza maggiore rispetto allo standard. Il tubo obliquo è di grosse dimensioni è presenta una sezione complessa e variabile, con un'ampia zona di irrigidimento poco sopra il portaborraccia. Il tubo orizzontale, invece, ha profilo regolare, sempre di sezione generosa e lo stesso regolare profilo è mantenuto per il tubo verticale che accoglie reggisella dal diametro di 31.6 millimetri. Il carro posteriore ha una lunghezza maggiore rispetto al solito, e presenta dei foderi particolari che a metà percorso si restringono in una sezione più piccola. I due foderi bassi hanno un andamento pressoché rettilineo, mentre quelli alti hanno una forma ad S allungata. Ben dimensionata, ma non in modo eccessivo, la scatola del movimento centrale, più generosa la zona del canotto di sterzo e quella di congiunzione tra il tubo verticali, l'orizzontale ed i foderi alti del carro posteriore. La forcella è il modello Reba 07 di Dedacciai. Il telaio ha un peso, dichiarato dal costruttore, di 1.180 grammi, mentre la forcella ha un peso di 500 grammi, sempre secondo il costruttore. Il limite di peso del ciclista, per l'utilizzo di questa bici, è di 90 kg.

La geometria del telaio

Geometria Viner compact uomo

Geometria Viner compact donna

Geometria Viner Magnifica

Esiste una sola geometria in cinque taglie disponibili XS, S, M, L, XL. Ora, se facciamo un confronto con la geometria compact degli altri modelli Viner di gamma superiore sia uomo che donna, vediamo come questo telaio sia un compromesso tra queste due. In particolar modo le taglie XS ed S sono sostanzialmente vicinissime alle geometrie da donna S e M, mentre la versione M della Magnifica se pur vicina alla versione L della geometria da donna se ne inizia a distanziare in modo più evidente. Per un uomo le misure XS e S potrebbero risultare con un tubo orizzontale troppo corto, differenza che si attenua nella taglia M, che sostanzialmente è vicinissima nelle misure alla corrispondente taglia da uomo. Le misure L ed XL della Magnifica sono vicinissime alle misure da uomo dei telai Compact L ed XL ed il loro uso da parte di una donna richiederà una attenta riflessione. In conclusione, la necessità di creare un unico telaio per uomo e donna ha generato delle misure di compromesso. Sostanzialmente le taglie XS ed S sono adattissime, nelle misure e negli angoli, ad una donna, mentre un uomo dovrà valutare attentamente le misure. La taglia M si adatta già meglio ad un uomo che ad una donna, mentre le ultime due, L ed XL, sono geometrie sostanzialmente da uomo ed il loro utilizzo da parte di una donna richiede di fare le stesse valutazioni che un uomo deve fare per le taglie XS ed S. Se quindi non si può nasconde, ed era ovvio, che non si poteva realizzare una geometria universale uomo-donna, è vero che si è cercato un buon compromesso. Gli estremi delle taglie, uomini piccoli e donne grandi, sono realmente gli unici a soffrire di questo compromesso. Per loro il consiglio di valutare l'acquisto del modello Perfecta che, se pure più costoso, offre taglie differenziate e su misura per uomini e donne. Chiudiamo affermando che in questa fascia di prezzo nessun concorrente offre telai differenziati, ed anzi le geometrie sono sviluppate solo sulle quote antropometriche degli uomini. La scelta di Viner, quindi, ci sembra più che apprezzabile.

La bici in prova

Il modello giunto presso la nostra Redazione è un modello Lady, nella misura L. Assemblato con il gruppo Miche Race è il modello di accesso alla gamma Magnifica. La sella è il modello Lady Gell Flow di Selle Italia, mentre attacco, piega e reggisella sono di Deda con i modelli Ultra Carbon, Sfida ed Ultra. Sono tutti componenti in alluminio rivestiti in fibra di carbonio, la piega è anatomica. I comandi sono Campagnolo Centaur, nella versione 2008, ma in commercio ci sarà la versione 2009, sempre Centaur sono il cambio, a bilanciere corto, ed il deragliatore. Miche è invece la guarnitura in alluminio, modello Race, con corone 34-50 e lunghezza delle pedivelle di 170 millimetri. I freni sono Miche sporting, con calipier a doppio perno e sempre Miche è la catena ed il pacco pignoni 12-25 a dieci velocità. Ancora Miche sono le ruote, le Race M707, una novità della gamma 2009 con raggi incrociati in seconda ed a doppia sezione, rotonda vicino al mozzo, piatta vicino al centro. I pedali sono i Look Keo classic, mentre il portaboraccia è l'Elite Custum Macia Carbon Look, la borraccia, fornita di serie, è sempre Elite personalizzata Viner. I copertoncini sono gli Schwalbe Durano 700x23. Così assemblata la bici ha un peso di 8.950 kg, così come rilevato con la nostra strumentazione, con pedali e portaborraccia, così come ci è stata consegnata.

 

La prova su strada

Abbiamo avuto la fortuna di provare a lungo questa bici per ben oltre mille chilometri, coprendo qualsiasi tipo di percorso un amatore possa incontrare (pianura, collina, salita dura, asfalto sconnesso e non), un test severo ed approfondito che ha messo a nudo le caratteristiche di questo mezzo. Prima di partire non possiamo non annotare la perfetta realizzazione della bici. Un prodotto, nonostante il prezzo, di alta qualità. Le grafiche sono ricercate e curate nei minimi dettagli (si veda la striscia bianca sul carro posteriore, la bandiera italiana sul tubo verticale e così via), la verniciatura è brillante e ben eseguita, così come è perfetta la trama di carbonio, là dove è lasciata in vista. Ancora, è perfettamente curato il passaggio del cavo del deragliatore; bella, perché quasi invisibile, la protezione sul fodero basso del carro per evitare contatti con la catena. Perfetti i passaggi dei cavi. Ma tutto l'assemblaggio è curato nei minimi particolari; sotto questo punto di vista non c'è differenza con una top bike, anzi spesso molti prodotti della concorrenza, pur di fascia alta, sono realizzati in modo peggiore. Reggisella, attacco e piega, non saranno leggerissimi, ma essendo rivestiti in carbonio la loro estetica si integra alla perfezione nell'insieme della bici. Come sempre apprezzabile l'adozione della sella Selle Italia Lady Gell Flow, tra le migliori selle in assoluto per le donne, ed il fatto che la bici è completa di tutto, anche pedali, borraccia e portaborraccia, elementi che spesso mancano sulla concorrenza. I pedali permettono una facile regolazione della tensione di aggancio e sono ben scorrevoli, mentre molto confortevole è il nastro manubrio, morbido, ma dalla presa sicura. La sella Lady si dimostra sin da subito perfetta per le donne ed in grado di alleviare efficacemente la pressione sui genitali e di consentire un confort elevato anche sulle lunghe distanze o sullo sconnesso. Unico suo neo il peso non contenuto, ma le doti di confort ripagano ampiamente questo aspetto. In sella la posizione è naturale e l'impugnatura della piega è facile e naturale. La conformazione anatomica consente una facile presa sull'impugnatura bassa ed un elevato confort, senza indolenzimenti ai polsi. Purtroppo le atlete più piccole potranno lamentare che questa lascia le leve dei comandi un pò distanti e che la profondità e l'altezza della curva sono un pò levate per le donne più piccole, che così si allungano troppo sulla bici quando impugnano la curva in basso. Per il resto la posizione è perfetta. In movimento, nonostante il telaio monoscocca, si apprezza il buon confort di marcia, nonostante i copertoncini rigidi. Il carro posteriore accuratamente studiato e più lungo del solito di qualche millimetro, svolge un ruolo determinante nel portare il confort di marcia su livelli più che ottimi. In questo contribuisce anche l'ottima sella, ben imbottita e la forcella, non leggerissima, ma che si è dimostrata molto valida come compromesso tra rigidità e capacità di assorbire lo sconnesso. Più rigida, invece, la curva, ma il morbido nastro adottato aiuta ulteriormente a raggiungere un ottimo grado di confort. L'ergonomia dei comandi rimane ottima ed è facile il loro azionamento, con una escursione delle leve del cambio e deragliatore, non contenutissima, ma non eccessiva, sufficientemente morbida e molto precisa in ogni condizione di utilizzo. I freni Miche sporting, già testati su altre bici, hanno ribadito il loro carattere con una modulabilità ottima, ma una non elevata potenza frenante, specialmente all'anteriore. Per ottenere decelerazioni rapide, così, si deve tirare con forza le leve, ma la sicurezza ed il controllo non viene mai meno. Si potrebbe però desiderare, come già detto in passato, un comando più efficace a parità di modulabilità, ma segnaliamo che con le leve Cenataur il sistema già si comporta meglio rispetto alle leve Xenon. Sul bagnato la stessa modulabilità è di aiuto nell'impedire i bloccaggi indesiderati delle ruote, però gli spazi di arresto si fanno ancora più lunghi e si deve usare un'attenzione maggiore. La guarnitura Miche Race ha messo in evidenza una buona rigidità ed un'ottima scorrevolezza, un bel prodotto, peccato che non esista una versione con pedivelle da 175 millimetri, dotazione necessaria sulla taglia XL che si troverà quindi ad essere dotata di una pedivella troppo corta per il ciclista. Il pacco pignoni Miche è ben scalato e la sua funzionalità è ottima per precisione di cambiata con, forse, solo un po’ di rumore in più durante il passaggio di rapporto rispetto ai modelli Campagnolo. La scala di rapporti è buona, ma considerando il peso della bici e che questa, idealmente, si indirizza verso dei neofiti sarebbe stato il caso di adottare un rapporto posteriore più corto del 25 di serie, per permettere a tutti di affrontare con tranquillità anche le salite più impegnative. Per fortuna i pignoni Miche sono facilmente adattabili ed ognuno potrà realizzare la scala di rapporti che più preferisce, con una spesa contenuta. In rettilineo la bici si comporta benissimo, con una elevata sicurezza ed una buona scorrevolezza; ottima l'insensibilità delle ruote e del telaio al vento laterale. Le ruote scorrono bene e sono sufficientemente rigide, ma un po’ pesanti. Questo, insieme al peso complessivo della bici ed al carro posteriore, mortifica un poco i rilanci e la reattività della bici. Si fa sempre molta strada ma le variazioni di ritmo non sono mai repentine, graduali si, ma mai veloci. Un comportamento tutto sommato naturale per la fascia di prezzo della bici. Così, se ci sono molte decelerazioni e susseguenti accelerazioni, complici anche i freni, si dovrà fare un po’ di fatica in più per tenere un ritmo sostenuto, sia per rilanciare l'azione, che per concentrarsi sugli spazi di frenata. In pianura ed in collina la scala di rapporti adottata di serie è ottima ed in grado di permettere a chiunque di trovare il giusto rapporto per una buona cadenza di pedalata. In salita si fa un po’ di fatica in più, per il peso generale della bici e per le ruote non leggerissime, in compenso è agevole percorrere lunghi tratti in piedi sui pedali, mentre chi è meno allenato potrebbe desiderare un rapporto più corto sulle pendenze più impegnative. In discesa la sicurezza e la stabilità della bici sono ottime, con un controllo del mezzo perfetto. La modulabilità dei freni viene inoltre in aiuto in presenza di strade scivolose o sconnesse, dove la bici non perde mai in sicurezza. Gli inserimenti in curva non sono velocissimi, ma molto graduali e sicuri. Anche l'uscita e la chiusura della curva non è mai veloce ed occorre sempre esercitare una buona azione sul manubrio per chiudere bene le traiettorie. Non è una bici fulminea insomma, di quelle che si guidano da sole, va invece sempre guidata ed indirizzata. In queste situazioni è più lenta di altri prodotti, in compenso è molto sicura. Questo comportamento generale, con una prevalenza della stabilità sulla maneggevolezza, è anche indotto dai copertoncini Durano che si sono rilevati affidabili e sicuramente dalla lunga durata, ma rigidi e poco scorrevoli, inoltre il loro profilo enfatizza la stabilità e l'appoggio in curva piuttosto che la velocità di inserimento in curva. Buono, comunque il loro grip, anche sul bagnato.

Le prestazioni rilevate con il Polar CS 600 Power

Il perché della prova:

Abbiamo deciso di utilizzare la strumentazione Polar CS 600 Power per analizzare le prestazioni della bici. Altri strumenti ci possono indicare i valori di rigidità di un telaio, informazioni importanti, certo, ma che dicono poco sulla bontà complessiva della bici che l'appassionato andrà ad acquistare e sul suo reale rapporto qualità-prezzo. E' chiaro, infatti, che una bici non è solo telaio, ma anche i componenti con cui viene assemblata e che ne determinano le prestazioni globali. Con il Polar CS 600 Power riusciamo a sapere quanti watt l'atleta deve sviluppare per andare ad una velocità X. Tanto più il telaio sarà rigido, la guarnitura ottima, le ruote ottime, il resto dei componenti ottimi, tanto più bassa sarà la richiesta di potenza per raggiungere quella velocità X; tanto migliore sarà la bontà della bici nel suo complesso. Per contro, un telaio ottimo, ma con componenti non al top, potrà avere risultati peggiori di un telaio di media gamma ma assemblato con buoni componenti. Valutiamo quindi la bici nel suo complesso, così come la acquistiamo dal rivenditore, e non un singolo elemento di essa, se pure importante. Il Polar CS 600 Power, inoltre, è l'unico strumento che permette di rilevare la potenza sviluppata senza sostituire guarnitura o ruota posteriore.
La realizzazione del test:
montato e tarato a dovere il CS 600 Power, l’atleta ha percorso un tratto di strada perfettamente pianeggiante ed in ottime condizioni, senza vento ed altre interferenze. L'atleta ha percorso diversi tratti prima a 30 km/h costanti, poi a 40 km/h costanti ed infine a 50 km/h costanti, sempre con il rapporto più lungo disponibile. Queste le potenze necessarie per mantenere le velocità:
30 Km/h 237 watt
40 Km/h 334 watt
50 Km/h 488 watt

Il commento al test strumentale

Se pur non eclatante il test è più che buono. In questo caso la buona rigidità del telaio ha sopperito al peso generale, non contenuto, ed alla scorrevolezza dei copertoncini, non eccezionale. Considerando il tipo di bici (telaio in carbonio) e la fascia di prezzo, le prestazioni sono più che ottime. In termini assoluti, invece, dobbiamo constatare come le prestazioni, se pur vicine a bici di gamma superiore, se ne discostano, soprattutto all'aumentare della velocità, con una differenza che inizia a farsi consistente intorno ai 50 km/h. In questo caso il peso della bici ed i componenti di non alta gamma hanno in parte mortificato le prestazioni del telaio. Quest'ultimo, infine, ha evidenziato una reattività non eccezionale del carro posteriore a causa della sua maggiore lunghezza rispetto ai normali standard. In questa fascia di prezzo è comunque difficile fare di meglio, partendo da un telaio in carbonio, anzi più facile fare peggio. Il test mette in evidenza, comunque, come su questa fascia di prezzo, se si cercano le prestazioni assolute, conviene indirizzarsi verso un buon telaio in alluminio ed investire i soldi in un assemblaggio di qualità migliore (soprattutto ruote), così da ottenere una bici più rigida e reattiva allo stesso prezzo.

 

Conclusioni

La bici Magnifica ha messo in mostra molti aspetti positivi, per prima cosa l'elevatissimo standard qualitativo della sua realizzazione e l'ottimo rapporto qualità prezzo. Per finiture e qualità visiva è certamente assimilabile ad una bici di alta gamma, piuttosto che ad una entry level, anche se di lusso. Il suo telaio monoscocca presenta buoni valori di rigidità, in parte mortificati, però, dal carro posteriore più lungo del dovuto, e dal peso complessivo più elevato rispetto a bici di alta gamma. Questo porta la bici ad un comportamento molto graduale, ma mai nervoso o realmente reattivo; ciò se deluderà i più esperti, rassicurerà invece i neofiti con un controllo del mezzo sempre perfetto e sicuro, in ogni condizione. Stesso discorso per i freni, i più esperti desidereranno un impianto più aggressivo e potente, ma i meno esperti non potranno che apprezzare l'elevata modulabilità dell'impianto in ogni condizione ed una potenza frenante comunque sufficiente. Considerando il prezzo di listino della bici il comportamento generale e la componentistica sono più che ottimi. Invece, chi vorrà reazioni più reattive farà bene a scegliere gli altri assemblaggi più raffinati, oppure, a parità di budget, a rivolgersi ad un telaio in alluminio; difficile, se non impossibile, a questi prezzi, trovare una bici più performante. Riguardo la volontà di creare una doppia gamma uomo-donna con un unico telaio, questa è apprezzabile per contenere il costo di acquisto, ma ha creato dei compromessi inevitabili, si veda la lunghezza della pedivella, non adatta alle taglie più grandi, o la piega, poco adatta alle ragazze più piccole. Compromessi inevitabili per questa fascia di prezzo, ma diamo atto a Viner di aver saputo sviluppare l'argomento in modo ben migliore di altri concorrenti.

Aspetti positivi

Costruzione interamente Made in Italy
Qualità costruttiva elevatissima
Rifiniture
Prezzo invitante
Confort
Stabilità e sicurezza di guida
Modulabilità della frenata
Buone prestazioni globali

Aspetti negativi

Taglie di compromesso tra uomo e donna
Frenata non molto potente
Pedivelle corte per le taglie più grandi
Piega troppo profonda ed alta per le taglie più piccole
Carro posteriore non molto reattivo

Il prezzo

Il kit telaio, composto da forcella telaio e serie di sterzo, costa 1.165 Euro, un ottimo prezzo. La bici oggetto della prova ha invece un costo di 1.490 Euro, anche in questo caso un ottimo prezzo per le qualità espresse. Questo il listino degli altri gruppi:
Campagnolo Super Record € 4.032 ruote Viner Caesar
Campagnolo Chorus € 3.079 ruote Viner Caesar
Campagnolo Centaur € 2.540 ruote Viner Caesar
Campagnolo Veloce € 2.208 ruote R7/KH
Shimano Dura Ace 2007 € 3.098 ruote Viner Caesar
Shimano Ultegra € 2.664 ruote Viner Caesar
Sram Red € 3.493 ruote Viner Caesar
Sram Rival € 2.442 ruote R7
Miche Super Type € 3.526 ruote Viner Caesar
Miche Race € 2.138 ruote Miche Race

A chi è adatta

Agonista: in questa configurazione non è l'ideale per un agonista, meglio rivolgersi ad un telaio in alluminio con un assemblaggio migliore, altrimenti adottare il telaio Magnifica, ma con un gruppo superiore.
Granfondista-cicloturista: l'ottimo confort sulle lunghe distanze e l'elevato livello qualitativo ne fanno una bici ideale per l'amatore.
Neofita: è una bici ideale per il neofita, affidabile e sicura.
Donne: il prezzo di acquisto contenuto si sconta con alcuni compromessi che non sono presenti nel resto della gamma Lady Viner; però in questa fascia di prezzo è difficile trovare di meglio: un ottimo acquisto per chi non vuole o non può avere budget di molto superiori.

Per saperne di più:

Viner Spa
Via Gora e Barbatole 276
051100 Pistoia
Tel. 0573/477222
Fax. 0573/47711
Sito Internet:
www.viner.it
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.