BicicletteIn prova: Viner Maestro Full Carbon
E' la bici ufficiale dei Maestri di Sci Italiani, un modello dall'estetica unica e particolare che stupisce per il suo comportamento dinamico, omogeneo e sempre a proprio agio in ogni situazione
Viner ed Amsi
Viner ha stretto per il 2009 un accordo di fornitura con l'Amsi, l'Associazione dei Maestri di Sci Italiani, e propone tre modelli: la Maestro Full Carbon, la Maestro (con telaio Alloy Carbon) e la Maestro Mtb (con telaio Alloy). Accanto all'allestimento base i Maestri di Sci potranno ulteriormente personalizzare gli allestimenti secondo le proprie richieste, scegliendo i componenti dal catalogo Viner. La bici in prova: Maestro Carbon
Il modello Maestro Carbon è realizzato sulla base di un telaio in carbonio, integralmente realizzato in Italia. I tubi sono realizzati in carbonio unidirezionale con laminazione esterna in carbonio a 3k. Le tubazioni, così come la forcella ed il carro posteriore, sono della Deda Acciai. Se pure nell'estetica il telaio sembra simile al modello Viner Perfecta, questo telaio se ne differenzia per la lavorazione del carbonio e lo spessore dei tubi utilizzati. Uguali invece le geometrie, comuni anche ad altri modelli della gamma Viner. Il tubo obliquo ha un andamento conico, passando dal diametro di 48 millimetri a quello di 42 millimetri. Sempre di circa 42 millimetri è il diametro del tubo orizzontale, mentre il tubo verticale ha un diametro esterno di 36 millimetri ed ospita reggisella dal diametro di 31.6 millimetri. Il canotto di sterzo è molto corto, con la serie di sterzo integrata da 1 pollice ed 1/8, realizzata da FSA. Il carro posteriore è formato dai moduli “Ice Tail” ed “Ice Box” di Dedacciai, che vanno a realizzare un carro leggero (130 grammi i foderi superiori e 160 quelli inferiori) e molto rigido grazie alle ampie zone di rinforzo. Anche questa parte del telaio ha una laminazione esterna in carbonio 3K. Presente il batti catena, invisibile perché trasparente, a protezione degli urti accidentali della catena sul carro. La forcella è la nota Deda Black Fin, dal peso di circa 390 grammi, in carbonio monoscocca. Anche in questo caso un prodotto diffuso all'interno della produzione Viner. Il telaio presenta poi una scatola del movimento centrale ben dimensionata ed ottime congiunzioni dei tubi principali del telaio. Il telaio da solo pesa 1.180 grammi. La bici è poi assemblata con il gruppo Campagno Centaur Carbon 2009 composto dai comandi, con leve in carbonio; freni Skeleton, a doppio perno all'anteriore e perno singolo al posteriore; cambio, a gabbia corta e con finiture in carbonio; deragliatore, catena, pacco pignoni 13-26 a 10 velocità e guarnitura compatta 34-50. Di serie i pedali Look Keò Classic e il porta borraccia in carbonio. La sella è una Selle Italia C2, mentre il reggisella è il Deda Ultra, in alluminio con finitura superficiale in carbonio. Stessa tecnologia e cura costruttiva (corpo in alluminio e finitura in carbonio) per l'attacco Deda Ultra e la piega Deda Sfida. Le ruote sono le nuove Viner Caesar, in alluminio a medio profilo; ruote realizzate per Viner da Marchisio e poi personalizzate all'interno della stessa Viner nei colori, per meglio adattarsi alla grafica della bici. I copertoncini sono Deda Tre modello Grinta. Il telaio è disponibile nelle misure da uomo e nelle specifiche geometrie per donna, oltre alla possibilità della realizzazione su misura. Il resto dei componenti sopra elencati può essere personalizzato. E' inoltre disponibile un altro assemblaggio "standard", identico a quello descritto, eccetto l'adozione del gruppo che in questo caso è Shimano Ultegra. Il colore disponibile è l'unica grafica che vedete in foto, mentre il peso della bici completa può variare dai 7.5 agli 8.7 kg a seconda dell'allestimento e dei componenti scelti dal cliente. I particolari tecnici
La prova su strada
La Viner Maestro Carbon colpisce per il suo look ricercato e particolare, ogni parte del telaio è stato accuratamente personalizzato nella grafica e nel colore. Nell'insieme si integrano alla perfezione anche le ruote, personalizzate nello stesso colore del telaio. La cura costruttiva è molto elevata, con una verniciatura brillante ed accurata, le parti in carbonio lasciate in vista rivelano una stesura della trama di carbonio perfetta; ogni parte del telaio è accuratamente rifinita. Non mancano alcuni accorgimenti tecnici non presenti su molti concorrenti, come l'efficace batti catena, che preserva alla perfezione il carro posteriore dagli urti della catena, o la perfetta guida del cavo del deragliatore, che in nessun punto entra in contatto diretto con il carbonio del telaio. Il resto dei componenti, attacco, piega e reggisella, si integrano alla perfezione con l'estetica della bici, grazie alla loro rifinitura in carbonio, rilevando anche una perfetta realizzazione. Il gruppo Centaur Carbon, impiegato al completo, non fa che accrescere il livello qualitativo della bici, che per cura costruttiva, qualità della verniciatura e rifiniture si posiziona su di un livello veramente elevato. I pedali Look Keò Classic non sono una novità, ma si distinguono per la buona realizzazione e la possibilità di regolazione della forza di aggancio della tacchetta; buona la loro scorrevolezza e rigidità. La sella Selle Italia assicura un buon confort di marcia, non è una di quelle selle super comode, ma neanche scomoda, un buon compromesso tra comodità e l'esigenza di avere una sella leggera e stretta per non interferire con l'azione delle gambe. La piega Sfida si impugna bene e più che buono è il nastro utilizzato. I nuovi comandi Campagnolo, modificati nell'ergonomia, assicurano una presa più salda, mentre è del tutto trascurabile l'incremento di fluidità di azionamento delle leve del cambio e del deragliatore. Invece è più agevole frenare con le mani sull'impugnatura alta. In generale, se pur non ci siano differenza abissali, i nuovi comandi hanno effettivamente un'ergonomia migliore (anche se non è certamente il caso di gettare via il vecchio gruppo solo per questo motivo) adatta a mani di grandezza media e grande, mettendo in difficoltà solo le ragazze dalle mani molto piccole. La fluidità di azionamento di cambio e deragliatore è più che buona con un'escursione non eccessiva delle leve, anche se c'è chi riesce a fare meglio. Cambio e deragliatore, se ben a punto, assicurano passaggi di rapporto veloci, precisi e silenziosi; solo con la catena in forte tiro l'azione si fa più rumorosa e lenta. Le leve in composito dei freni, unite agli stessi freni Skeleton, assicurano una modulabilità perfetta dell'impianto frenante ed un'ottima potenza, specie all'anteriore (dotato di doppio perno); più modulabile, ma meno potente, il freno posteriore. Nel complesso la frenata è ottima in ogni condizione d'uso. Le capacità del telaio di assorbire le vibrazioni del terreno sono più che buone ed il confort si posiziona su di un livello elevato, solo in parte inficiato dai copertoncini Deda Tre Grinta, purtroppo i pochi dpi con cui sono realizzati non permettono di avere una carcassa confortevole, ma a questo è facile porvi rimedio, e per il tipo di copertura (60 dpi) hanno prestazioni analoghe alla concorrenza. Buono, comunque il loro grip in ogni condizione di utilizzo. Le ruote Marchisio non sono una novità, non leggerissime (almeno nella versione adottata su questo modello) hanno dalla loro un favorevole rapporto qualità-prezzo ed un'ottima qualità dei mozzi che le porta ad essere scorrevoli e veloci. Buona la pista frenante, che agevola l'azione dei freni Campagnolo. La guarnitura Centaur Carbon è scorrevole, magari non leggerissima (rispetto ad altri prodotti top gamma, ma in linea con la fascia di prezzo a cui appartiene), ma rigida quanto basta per accontentare anche gli atleti più forti. Forse perché destinata a "gente di montagna" come i Maestri di Sci, l'unione del pacco pignoni 13-26 e della guarnitura 34-50, oltre al peso contenuto del mezzo, porta ad una grande facilità nel superare anche le pendenze più dure, anche a persone poco allenate. Per contro, i più forti lamenteranno uno sviluppo metrico troppo corto per spingere anche in discesa (ma è possibile ordinare la bici con una guarnitura tradizionale 39-53). La buona rigidità del telaio, unita alla leggerezza del mezzo ed alla buona scorrevolezza delle ruote, consente prestazioni dinamiche di tutto rispetto, sia in pianura che in salita, dove si riesce sempre ad essere molto veloci. Nelle discese più lunghe e veloci la stabilità del mezzo non viene mai meno, così come la sicurezza, grazie anche all'ottimo impianto frenante, potente, modulabile e resistente alla fatica. Gli inserimenti in curva non sono velocissimi, così come i cambi di direzione, ma molto graduali e precisi. Così si posso disegnare traiettorie precise, ma soprattutto si ha una grande sensazione di sicurezza in ogni condizione di percorso e di ritmo. Questo, in presenza di fondo rovinato, non solo migliora la sicurezza, ma permette di essere sempre molto veloci. Più che buona anche la reattività del carro posteriore, molto corto e compatto, che permette facili e rapidi cambi di ritmo, oltre che ad accelerazioni di tutto rispetto, considerando anche il tipo di ruote e copertoncini adottati. Le sane quote del telaio, poi, permettono un facile controllo del mezzo anche in presenza di forte vento laterale. Conclusioni La Viner Maestro si è dimostrata un'ottima bici con qualità dinamiche perfette per un utilizzo a 360 gradi e capaci di accontentare non solo il tranquillo cicloturista, ma anche l'esperto e veloce ciclista. Realizzata con una grafica unica ed una cura costruttiva encomiabile, presenta una dotazione tecnica di qualità, ma senza eccellere in termini assoluti, sicuramente per proporre un mezzo dal favorevole rapporto qualità-prezzo. Il telaio, rigido e reattivo, riesce anche ad essere confortevole. Stupisce per la sua omogeneità di comportamento, trovandosi a proprio agio con ogni tipo di ciclista e su di ogni percorso. Si adatta al tranquillo cicloturista, ma soprattutto sa accontentare il ciclista sportivo, grazie alla sua rigidità ed alla reattività del carro posteriore. Veloce in pianura, convince anche in salita, con prestazioni sempre ottime. Non presenta quote geometriche estreme, così non ci sono ingressi in curva velocissimi, ma graduali e sicuri, con un appoggio a terra sempre perfetto ed una trazione sempre sicura. Per queste ragioni si è sempre molto veloci anche nelle lunghe discese, dove il comportamento neutro e sincero del telaio, risulta vincente rispetto ad altri prodotti più nervosi e meno precisi. Non c'è una vera situazione in cui questa bici emerge in modo preponderante per prestazioni, ma si adatta con naturalezza ad ogni percorso e situazione così da risultare vincente nel complesso, ancor più nel lungo periodo, dove difficilmente ci si stancherà di questo mezzo o si cercherà qualche cosa di diverso. Il che non è poco. Tra i difetti si potrebbero segnalare i copertoncini, che non ci sembrano dello stesso livello qualitativo del resto della bici, pur se si comportano bene. Ottima, infine, la decisione di adottare il gruppo Cenatur Carbon per intero, una scelta di qualità, premiata dalle prestazioni globali che cedono solo in parte un po’ di peso rispetto agli altri gruppi top di casa Campagnolo. Aspetti positivi Personalità estetica Aspetti negativi L'esemplare in prova presentava copertoncini non allo stesso livello qualitativo del resto dei componenti Per chi è adatta
Agonista: per i Maestri di Sci che vogliono cimentarsi nel Campionato Italiano a loro dedicato, ci sembra una valida proposta. I prezzi L'Azienda non ci ha comunicato i prezzi, preferendo rinviare i Maestri di Sci ai rivenditori Viner che spiegheranno i termini della convenzione. Per saperne di più: Viner Spa
|





