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Biciclette

Intervista a Mauro Sannino

L’italiano Mauro Sannino è stato per anni uno tra i più apprezzati ed abili artigiani italiani, suoi i famosi telai Sannino, che i più grandi ricorderanno.

Da circa venti anni ha lasciato l’Italia per volare in Germania dove lavora presso Corratec. Suoi i telai Corratec-Mauro Sannino. Con lui abbiamo avuto una lunga chiacchierata durante l’Eurobike.

Ciclonline: Sig. Sannino, Lei sembra aver trovato maggiore apprezzamento in Germania che in Italia, cosa ne pensa?

Sannino: Beh bisogna chiarire alcune cose. Venti anni fa mi sono trovato in una situazione particolare, il mio socio voleva andare in pensione, mio figlio aveva già intrapreso una diversa carriera professionale ed io non me la sono sentita di continuare a fare l’imprenditore da solo. Corratec già da tempo mi aveva offerto la possibilità di venire qui in Germania e a quel punto ho deciso e ne sono contento. Ora ho tutto il tempo per dedicarmi solo allo studio ed alla realizzazione dei telai, senza altri impegni che la conduzione di una impresa comporta.

C.: Oggi ci sono diversi materiali a disposizione per fare un telaio, anche Lei però sembra essersi convertito al carbonio, oppure no?

S.: Purtroppo si deve sempre fare ciò che il mercato richiede. Ritengo l’acciaio il miglior materiale per fare un telaio, perche è rigido, resistente nel tempo, affidabile, ma oggi lo chiedono in pochissimi. L’alluminio non mi è mai piaciuto molto perché porta ad una bici molto rigida, forse buona per un agonista ma non per un amatore. Il titanio merita un discorso a parte, sarebbe un buon materiale ma richiede una saldatura perfetta e con i dovuti mezzi altrimenti il telaio che ne esce ha caratteristiche scadenti; inoltre, un telaio in titanio può essere competitivo solo se si parte da un titanio di alto livello, cosa molto difficile a trovarsi. Il problema è che i clienti chiedono leggerezza ed un telaio leggero e rigido si riesce ad ottenere solo con il carbonio. Però, personalmente, ritengo che un telaio in acciaio, anche se sacrifica qualche etto al carbonio, rimanga nettamente superiore a qualsiasi altro materiale.

C.: Oggi c’è anche l’acciao inox, cosa ne pensa?

S.: Ma io l’acciaio inox lo usavo già venti anni fa! Secondo me l’attuale studio sull’acciaio è limitato dalla richiesta del mercato, con buoni studi si potrebbero realizzare dei nuovi tubi leggeri quasi come il carbonio ma con tutti i vantaggi dell’acciaio in termini di confort ed affidabilità. Non mi preoccuperei della ruggine, un telaio ben realizzato ed opportunamente trattato non da problemi; comunque l’acciaio inox sarebbe la quadratura del cerchio.

C.: I suoi telai non hanno tubi enormi, come mai?

S.: Credo che un telaio debba avere una linea classica che non invecchi nel tempo, per rimanere sempre attuale. I grandi diametri dei tubi che si vedono oggi sono dettati da ragioni di marketing, per dare l’idea di un telaio rigido e possente, ma si può ottenere la stesa rigidità anche con diametri ben più piccoli!

C.: Perché non usa il movimento centrale BB30?

S.: Per la stesa ragione che ho spiegato prima, è impossibile che un atleta metta in crisi un movimento centrale dal filetto classico, ma se voglio dare l’idea di un telaio super rigido allora metto un tubo dal grande diametro ed un bel BB30 che mi crea una bella scatola massiccia, sembra tutto super rigido, ma io ottengo la stessa rigidità con un movimento centrale tradizionale e tubi dal diametro normale

C.: Però ha usato la serie di sterzo conica, come mai?

S.: La serie di sterzo conica non migliora la rigidità, come sento dire in giro, ma migliora l’affidabilità dei cuscinetti dello sterzo, che effettivamente riescono ad assorbire meglio i colpi dell’asfalto, per questo l’ho adottata, per migliorare l’affidabilità dei miei telai e la loro longevità.

C.: Come mai non usa il reggisella integrato?

S.: Lo faccio solo su richiesta del cliente, non si risparmia in peso nè si guadagna in rigidità. In conpenso, con i nuovi micro reggisella è possibile avere rotture nella parte finale del reggisella integrato. Non mi piace come soluzione, la trovo solo una cosa estetica e basta. Un buon reggisella tradizionale, magari in carbonio, molto leggero, è molto meglio.

C.: Non usa neanche i nuovi carri posteriori asimmetrici, eppure la costruzione asimmetrica del telaio sembra la nuova frontiera dei telai.

S.: Anche in questo caso mi sento di dire che si tratta più di soluzioni estetiche che di effettiva necessità tecnica. Un vantaggio del carro posteriore asimmetrico, soprattutto abbassando il fodero destro del carro, è che ci sono meno rischi di contatto tra carro e catena. Come detto, il carbonio è rigidissimo, ma anche molto fragile e soffre i colpi della catena; con la soluzione del carro asimmetrico si migliora questo aspetto, per questa ragione stò studiando un carro asimmetrico, ma solo per migliorare l'affidabilità del telaio, per la rigidità non serve a nulla.

C.: Oggi i maggiori produttori si sono indirizzati tutti su telai monoscocca, Lei rimane legato ai tubi fasciati, come mai?

S.: Ci sono una serie di ragioni che mi fanno sostenere che un telaio fasciato è superiore ad un monoscocca. Per prima cosa, io realizzo telai su misura, già questo è impossibile da fare con un monoscocca, poi nella realizzazione del telaio fasciato controllo tutto il processo produttivo, cosa che non è possibile fare nel telaio monoscocca.

C.: Si spieghi meglio, per favore:

S.: Vede, la realizzazione di un telaio fasciato è simile a quella di uno in acciaio, si tagliano e si sgolano i tubi, si assemblano sul banco, si procede al primo incollaggio e poi alla stesura delle pelli di carbonio intorno ai punti di congiunzione secondo il progetto che si è realizzato, si carteggia e si raccordano le varie parti, un lavoro lungo e di precisione. Nei telai monoscocca, invece, si dispongono le pelli nello stampo e poi si mette tutto in autoclave a grande pressione; ecco, in quel momento non è detto che le pelli rimangano ferme al loro posto, si possono spostare, non puoi controllare più cosa succede, esce un prodotto finito in cui non hai potuto controllare quello che realmente succede. D'altronde, le attuali grandi produzioni non possono esimersi di realizzare un telaio monoscocca che permette una industrializzazione spinta della realizzazione del telaio. Ritengo comunque che un telaio fasciato sia la soluzione migliore dal punto di vista tecnico, sia per la qualità finale del prodotto, sia per l'affidabilità dello stesso. A mio modo di vedere i 100 grammi di peso in più rispetto ad una analoga realizzazione monoscocca sono insignificanti rispetto ai benefici in termini di affidabilità e di realizzazione personalizzata che si riesce ad ottenere.

C.: La rigrazio per il tempo che ci ha dedicato, ci vediamo il prossimo anno per qualche altra domanda.

S.: Ho una certa età oramai … ma spero di esserci anche il prossimo anno e di continuare la bella chiacchierata.

 

 

 

 

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