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Focus on: Pinarello Dogma 60.1 PDF Stampa E-mail
Biciclette - Pinarello
Scritto da Luca Salvatelli   
Lunedì 25 Gennaio 2010 06:54

La nuova Pinarello Dogma 60.1 è l'evoluzione della ben nota Prince, che rimane in catalogo, ed introduce un motivo tecnico, come la costruzione asimmetrica, che forse farà scuola nel settore, pur se non mancano alcuni giustificati dubbi.

 

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Con il nuovo telaio Dogma, poi, tramonta definitivamente il telaio in magnesio, di cui Pinarello è stato precursore ed il "vecchio" Dogma rappresentazione pratica dell'utilizzo della lega di magnesio in ambito ciclistico. Speriamo che la costruzione asimmetrica del telaio, lanciata, al pari del magnesio, come nuova frontiera del ciclismo, abbia miglior sorte. Il nuovo Dogma, tra le altre innovazioni, introduce un nuovo sistema di realizzazione del telaio, in cui gli strati di carbonio sono adagiati su dei modelli di Polystyrene che poi, messi all'interno degli stampi, si scioglieranno nel successivo passaggio in autoclave. Questo sistema porta ad avere delle pareti del telaio più lisce ma soprattutto con spessori più costanti e che meglio si avvicinano a quanto determinato in sede di progetto. Così si riduce il rischio di imperfezioni e possibili rotture, oltre a migliorare il peso e la rigidità del telaio, grazie ad una maggiore simmetria tra specifiche tecniche in sede di progetto e quanto poi effettivamente realizzato materialmente. Rispetto al modello Prince, è stata utilizzata una fibra di carbonio, Torayca 60HM1K con Nanoalloy, dalle migliori caratteristiche meccaniche, che ha contribuito alla riduzione di peso ed aumento della rigidità. Il concetto del telaio asimmetrico parte dalla volontà di bilanciare le forze asimmetriche che, partendo dal sistema guarnitura/catena/ruota posteriore, si diffondono in tutto il telaio. Queste forze vengono bilanciate, in questo telaio, da un maggiore spessore e profilo dei tubi nelle zone interessate dal fenomeno. Così la forcella ha il lato destro più grosso e spigoloso, il carro posteriore ha il fodero verticale destro, più grande di quello sinistro, e i due foderi bassi differenti tra destra, più grande vicino alla ruota, e sinistra, più grande vicino al movimento centrale; il tubo orizzontale è più grande nella parte sinistra inferiore. Rimangono, poi, alcuni concetti tecnici, oramai consolidati, come la serie di sterzo conica, con cuscinetti da 1 pollice ed 1/2 ed 1 pollice ed 1/8, la scatola del movimento centrale di grandi dimensioni, al pari del tubo obliquo. La forcella ed i tubi alti del carro posteriore, poi, mantengono la loro caratteristica forma "Onda" che migliora il confort e l'assorbimento delle vibrazioni. Non è presente, invece il reggisella integrato, quasi un "must" su bici di questo livello. Il telaio è accreditato per 950 grammi di peso, dichiarato da Pinarello nella taglia 54, ed è disponibile in 11 misure. Nella versione assemblata Dura Ace, il gruppo Shimano, è usato al completo, mentre reggisella e piega integrata sono firmati Most, il marchio Pinarello per i componenti. La sella è Selle Italia, sempre personalizzata Pinarello, mentre le ruote sono Dura Ace. Di serie anche i pedali Look Kèo Carbon. Così assemblata la bici ha un costo di circa 6.800 Euro. Un costo di certo elevato e solo in parte giustificato dall'esclusività tecnica. Su quest'ultima ed in particolare sulla costruzione asimmetrica del telaio ci sono pareri discordanti. In pratica in molti sostengono che le forze ed i pesi in gioco sono così ridotti che una costruzione asimmetrica è del tutto inutile e solo figlia della volontà di differenziarsi dalla concorrenza e lanciare un prodotto nuovo (in parole povere del marketing…). Detto ciò rimane un'ottima bici di fascia alta, forse non così superiore (o per nulla superiore), alla concorrenza, ma di certo una bella interpretazione tecnica. Il prezzo elevato può essere giustificato solo dal fascino del marchio e dall'estetica particolare (che sicuramente non reggerà il peso degli anni, come tutti i prodotti così particolari), che distingue questa bici dal resto dei concorrenti. Dal punto di vista tecnico, invece, costruzione asimmetrica a parte, rileviamo come il telaio abbia ancora ridotto il suo peso, rispetto al modello Price, e si attesti su di un valore assolutamente competitivo. Inoltre l'ottimo confort, già proprio del modello Price, unito all'altrettanto valida rigidità, ne fanno un mezzo adatto all'agonista, come sua destinazione principale, ma anche al granfondista, magari dotato di buona disponibilità economica e che ha voglia di differenziarsi. In conclusione, pur se costosa e con un non favorevole rapporto prezzo/prestazioni, una gran bella bici.

 

 

 

 

 

 

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