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Biciclette

In prova: Wilier Imperiale

Una bici rigida, reattiva e molto veloce

 

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La nuova Wilier Imperiale è un prodotto inedito e figlio di un attento studio in galleria del vento, che ha portato alla definizione della sagoma di ogni tubo. L'obiettivo era di creare una bici "Wind Friendly" (così come denominata dalla Casa vicentina) che riuscisse ad avere la migliore penetrazione aerodinamica possibile, senza però giungere agli estremi propri delle bici da cronometro. Una bici, quindi, dal disegno tradizionale, ma innovativa nella ricerca delle migliori prestazioni velocistiche. Disegnata con la collaborazione di John Coob, esperto di fama mondiale nell'applicazione degli studi aerodinamici alla bici, la nuova Imperiale si basa su di un telaio monoscocca. Il tubo obliquo presenta una sezione complessa di grandi dimensioni, con nervature di rinforzo ed un profilo aerodinamico (o pinna). Il movimento centrale, oversize, si integra al tubo verticale, con reggisella integrato, anche in questo caso dal profilo aerodinamico. Lo stesso tubo, vicino alla ruota posteriore, è schiacciato posteriormente per migliorare la rigidità, rendere il carro più compatto e migliorare i flussi aerodinamici. Il carro posteriore, dal profilo simmetrico, presenta i tubi bassi dal profilo alare, di grandi dimensioni, mentre quelli alti sono sempre molto schiacciati e si uniscono sopra il freno posteriore in una struttura che poi avvolge il tubo verticale. Questo è leggermente arcuato e presenta diverse nervature di rinforzo; si unisce al canotto di sterzo, con cuscinetti da 1 pollice ed 1/8, corto, ma con una sezione abbondante. La forcella ha foderi dalla sezione alare, con nervature di rinforzo. Il peso del telaio è dichiarato in 1130 grammi, la forcella pesa 360 grammi. I colori disponibili sono il nero e l'argento. Le taglie disponibili sono XS, S, M, L, XL, XXL. La bici in prova è assemblata con il nuovo gruppo Shimano Ultegra, con guarnitura compatta, comandi, freni, deragliatore, cambio, catena e pacco pignoni. Le ruote sono le Fulcrum Racing 1 con copertoncini Vittoria Rubino Pro, nella classica misura 700x23. La sella è una Selle Italia SL XC Pro, attacco e micro reggisella sono Ritchey WCS, mentre  la piega è Ritchey Logic Pro 2. Di serie anche il porta borraccia Tacx ed i pedali Look Kèo Classic. Così assemblata nella taglia L, con pedivelle da 172.5 millimetri, la bici ha un peso di 7.440 kg senza pedali, questi ultimi hanno un peso di 260 grammi, tutto rilevato con la nostra strumentazione.

 

La prova su strada

 

La nuova bici Imperiale conferma l'immagine che Wilier si è riuscita a costruire negli anni di Azienda che produce bici ben realizzate e rifinite. Vernice ottima, assemblaggio curato, cavi ben guidati, protezione del carro contro gli urti della catena: tutto il necessario per una bici di qualità. Tra le caratteristiche positive ci è piaciuto il micro reggisella Ritchey, che consente di avanzare di molto la sella, per trovare una posizione tipica delle bici da triathlon o cronometro. Quello che si potrebbe migliorare è la piega, di qualità inferiore al resto dei componenti. In sella si riesce a trovare sempre la giusta posizione di guida; ottima la possibilità di avanzare la sella per trovare una posizione da crono/triathlon. La sella è buona in senso sportivo, ha poca imbottitura e va associata con un buon fondello, ma assicura un buon confort ed una buona efficienza della pedalata. La piega è confortevole e consente di rimanere a lungo sulla presa bassa senza fastidi. Il nuovo gruppo Ultegra si comporta benissimo, con passaggi di rapporto precisi, anche se non velocissimi, ed una frenata più che buona e modulabile. Ottime le ruote, le nuove Fulcrum Racing 1, scorrevoli e rigide; sentono poco il vento laterale e sono assistite al meglio dai Vittoria Rubino Pro, che hanno l'unico difetto di non essere leggerissimi. Sin dai primi colpi di pedale si comprende che non è una bici adatta a chi cerca il confort, ogni buca, ogni minima sconnessione viene immediatamente percepita e trasferita dal telaio e dalla forcella al corpo. Questo è il prezzo da pagare per avere un telaio rigidissimo ed un carro molto reattivo. Sin dalle prime pedalate si comprende come il trasferimento di potenza sia quanto mai ottimale, con dispersioni veramente minime. Tanta rigidità si apprezza anche nei rilanci, dove la bici riesce ad avere delle buone progressioni di velocità, nonostante il peso non proprio contenuto (sempre riferito alla categoria di prezzo). Ma il vero terreno di elezione di questo telaio è la pianura o la collina lieve, dove, una volta assunta una buona posizione di guida, si riesce a scaricare a terra tutta la propria potenza, con prestazioni velocistiche notevoli e facilitate dall'elevata rigidità del gruppo telaio/forcella ed anche dalla buona aerodinamica. La direzionalità e la precisione di guida sono sempre buone, anche se rimane una bici più maneggevole e reattiva che stabile. In discesa lo sterzo va tenuto saldamente per avere un comportamento preciso, soprattutto sullo sconnesso, dove la geometria "svelta" dello sterzo e la rigidità di telaio e forcella impongono una attenzione maggiore. La sicurezza, comunque, non viene mai meno, ma non è, e non voleva essere, una di quelle bici che si "guidano da sole", soprattutto sullo sconnesso. Per contro la maneggevolezza è ottima, così si riesce ad avere inserimenti in curva veloci e rapidi cambi di direzione. Oltre al telaio ed al carro rigido, ci ha colpito anche la forcella, altrettanto rigida e che si "sposa" alla perfezione con il carattere della bici. In salita si soffre un pò, ma solo per quei 150 grammi in più che si devono rendere a prodotti più leggeri, non certo per le caratteristiche di rigidità del telaio. Il ritmo rimane sempre sostenuto, anche se non è questo il terreno ideale su cui sfidare gli avversari. Dove, invece, questa bici non ha avversari è nei percorsi veloci, piatti, dove riesce ad esprimere al meglio le sue caratteristiche; fino a velocità medie, in realtà, non si avverte nessun particolare vantaggio rispetto ad altri prodotti di pari fascia di prezzo, ma già oltre i 40 km/h si riescono a sfruttare appieno le impostazioni di una bici realizzata con l'obiettivo di essere soprattutto veloce. Il risultato è che si riesce ad avere una velocità media superiore, anche se di poco, pur sviluppando gli stessi watt. Non sappiamo, è bene precisare, quanto questo comportamento sia da attribuire all'aerodinamica oppure alla sola rigidità del telaio, ma è certo che su determinati percorsi con questa bici si ha un certo vantaggio tecnico da non sottovalutare. Una bici, in conclusione, ottima avendone l'accortezza di focalizzarne al meglio la destinazione d'uso. Non è una bici da turismo, ma una bici adatta alle competizioni e che riesce ad esprimere il suo potenziale in percorsi veloci e piatti, dove la rigidità del telaio e lo studio aerodinamico, possono dare al ciclista un certo vantaggio tecnico. Per questo, più che con le ruote con cui ci è stata fornita, andrebbe completata con ruote aerodinamiche ad alto profilo. Una bici adatta ai velocisti o passisti veloci, ai triathleti e a chi vuole una bici di alto livello per cimentarsi, anche, nel triathlon o duathlon. Al di fuori di questo campo di elezione rimane una bici ottima, ma non superiore alle dirette concorrenti per fascia di prezzo. Il confort ovviamente non può essere al top, fattore giustificato dalla rigidità del telaio, mentre la piega, che sul nostro modello era leggermente inferiore alla qualità generale della bici, andrebbe migliorata; inoltre non comprendiamo come uno studio aerodinamico tanto accurato non ha previsto il passaggio interno al telaio dei cavi, ma John Coob avrà avuto le sue ragioni …..

 

Le prestazioni rilevate con il Polar CS 600 Power

Spiegazione del perché della prova:

Abbiamo deciso di utilizzare la strumentazione Polar CS 600 Power per analizzare le prestazioni della bici. Altri strumenti ci possono indicare i valori di rigidità di un telaio, informazioni importanti, certo, ma che dicono poco sulla bontà complessiva della bici che l'appassionato andrà ad acquistare e sul suo reale rapporto qualità-prezzo. E' chiaro, infatti, che una bici non è solo telaio, ma anche i componenti con cui viene assemblata e che ne determinano le prestazioni globali. Con il Polar CS 600 Power riusciamo a sapere quanti watt l'atleta deve sviluppare per andare ad una velocità X. Tanto più il telaio sarà rigido, la guarnitura ottima, le ruote ottime, il resto dei componenti ottimi, tanto più bassa sarà la richiesta di potenza per raggiungere quella velocità X; tanto migliore sarà la bontà della bici nel suo complesso. Per contro, un telaio ottimo, ma con componenti non al top, potrà avere risultati peggiori di un telaio di media gamma ma assemblato con buoni componenti. Valutiamo quindi la bici nel suo complesso, così come la acquistiamo dal rivenditore, e non un singolo elemento di essa, se pure importante. Il Polar CS 600 Power, inoltre, è l'unico strumento che permette di rilevare la potenza sviluppata senza sostituire guarnitura o ruota posteriore.

La realizzazione del test:

montato e tarato a dovere il CS 600 Power, l’atleta ha percorso un tratto di strada perfettamente pianeggiante ed in ottime condizioni, senza vento ed altre interferenze. L'atleta ha percorso diversi tratti prima a 30 km/h costanti, poi a 40 km/h costanti ed infine a 50 km/h costanti, sempre con il rapporto più lungo disponibile. Queste le potenze necessarie per mantenere le velocità:

30 Km/h 160 watt

40 Km/h 210 watt

50 Km/h 350 watt

 

Il commento al test strumentale

 

Il test ha confermato le impressioni ricevute su strada, con prestazione che diventano sempre più interessanti man mano che cresce la velocità. Rispetto ai concorrenti fino a 30 km/h le differenze sono praticamente nulle. A 40 km/h si inizia ad avere già un bel vantaggio che si incrementa in modo consistente e sensibile ai 50 km/h. La grande rigidità del telaio e la buona aerodinamica permettono quindi un'ottima trasmissione della potenza e penetrazione aerodinamica, tanto più evidente tanto più i watt sviluppati e le velocità sono elevate. Le prestazioni, ottime, potrebbero essere ulteriormente migliorate adottando delle ruote ad alto profilo e poi un gruppo più leggero. In generale, comunque, il test ha confermato la bontà del telaio, la sua rigidità ed l'efficace allestimento di serie.

 

Il prezzo

 

Il kit telaio ha un costo di circa 2699 Euro, le bici assemblate hanno costi che variano dai 4159 Euro del modello Campagnolo Chorus (con ruote Fulcrum Racing 3) ai 7199 Euro circa del modello Campagnolo Super Record (con ruote Zipp). Il costo del Kit telaio si colloca nella fascia alta del mercato ed è adeguato alle prestazioni espresse, da considerare la buona valutazione sul mercato dell'usato delle bici Wilier. Il costo delle bici assemblate è, sostanzialmente, allineato alla concorrenza e proporzionale al "blasone" Wilier, alle prestazioni espresse ed alla qualità dei componenti adottati.

 

Aspetti positivi

 

Qualità costruttiva

Progetto ed estetica ricercata

Rifiniture

Rigidità del telaio

Prestazioni velocistiche

Aerodinamica

Maneggevolezza

 

Aspetti negativi

 

Piega di livello appena inferiore al resto dei componenti

 

Per saperne di più:

 

Wilier Triestina

Sito Internet: www.wilier.it

 

Test svolto in collaborazione con:

  

 

 

 

 

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