BicicletteUn anno difficile
Sta per chiudersi un anno ciclisticamente intenso, sia sotto il piano sportivo che per quello produttivo, con un finale che purtroppo non può esimersi dall'essere coinvolto dall'attuale situazione economica mondiale. Non a caso tra gli operatori del settore vige una certa preoccupazione, non basta un buon prodotto per vendere, quando i potenziali clienti non hanno i soldi per comprare o pur avendoli preferiscono rinviare l'acquisto a tempi più sereni. Come sempre non è per tutti così, ma la maggioranza, dai produttori ai negozianti, si ritrova in una fase di attendismo e di comprensibile preoccupazione. Speriamo che questa fase di "riflessione" del mercato serva allo stesso per "ridimensionarsi" e tornare alla vita reale. Con una maggiore attenzione alla "qualità vera" dei prodotti ed al loro costo reale, con una maggiore attenzione al cliente ed al servizio post vendita. D'altro canto se le aziende ed i rivenditori devono fare la loro parte, gran lavoro spetta al cliente, vero giudice del mercato. In questo caso speriamo che ci sia una maggiore ponderazione all'acquisto, che faccia riflettere maggiormente su cosa sia importante o meno sull'acquisto di una bicicletta o di un qualsiasi componente. Sarebbe una bella conquista se la maggioranza degli appassionati riuscisse a superare il parallelismo, tutto italiano, di maggiore prezzo=maggiore qualità. Questo poteva essere vero un tempo in cui era il prodotto l'artefice del mercato, ma oggi è il marketing. Questa battaglia, fino ad oggi, è stata sempre persa, o quasi, che sia arrivato il momento giusto della rivincita? |
