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Biciclette

In prova: Bianchi Infinito Athena

La nuova Bianchi non tradisce le aspettative con un confort elevato e ottime prestazioni

 

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La nuova Bianchi Infinito porta al debutto un inedito telaio, in carbonio monoscocca, con fibre di carbonio ad altissimo modulo Toho UM40 e IM600. Su questo telaio è stata poi applicata la Nano Tecnologia, procedimento attraverso il quale la fibra di carbonio riceve superficialmente uno strato di "nano tubi", infinite particelle di carbonio, che compattano al meglio la superficie, ricoprendo ogni più piccola fessura (stiamo parlando di valori infinitesimali), permettendo di migliorare la rigidità e la resistenza. La finitura superficiale è in carbonio 3K. La geometria di questo telaio, al pari di tutta la gamma C2C, è stata ottimizzata per ottenere un ottimo confort sulle lunghe distanze. La gamma C2C, infatti, ha l’obiettivo di proporre ai ciclisti modelli dal grande confort proprio sulle lunghe distanze, senza pregiudicare in modo evidente le prestazioni assolute; questo concetto è alla base della progettazione di ogni modello C2C ed ovviamente ne caratterizza le scelte tecniche. Con un carro più lungo, un interasse (distanza tra le due ruote) più lunga, un tubo di sterzo più lungo ed un tubo orizzontale più lungo, si è ottenuto un telaio stabile, dal buon confort e con un assetto in sella più confortevole. Per esempio il tubo di sterzo è lungo 125 millimetri nella taglia più piccola e ben 225 millimetri in quella più grande, contro i 115 e 200 millimetri della più sportiva 928SL ISP. Questo, nello specifico, permette anche di ridurre il numero di spessori tra attacco e serie di sterzo, migliorando la rigidità dello sterzo stesso. Il tubo orizzontale è arcuato per meglio assorbire le vibrazioni ed i colpi, mentre il tubo obliquo ha una classica forma rettilinea, ma è differenziato in base alle differenti taglie proposte. Il tubo verticale adotta reggisella da 31.6 millimetri, così come è classico il movimento centrale, senza vistose zone di irrigidimento. La serie di sterzo è tradizionale con cuscinetti da 1 pollice ed 1/8, mentre lo stesso tubo di sterzo ha un profilo arcuato. Il carro posteriore, come detto, è più lungo dell'usuale, per ottenere stabilità e confort. I tubi del carro adottano la tecnologia BAT e K-VID – Kevlar Vibration Isolating Device, una soluzione di Bianchi che, grazie all’utilizzo di inserti in Kevlar ed una sezione particolare, riesce ad ottenere un’ottima rigidità laterale, per ottenere un’ottima trasmissione della potenza, e una buona flessibilità verticale, per ottenere un ottimo confort sullo sconnesso. Anche i tubi verticali del carro hanno inserti in Kevlar vicino ai forcellini. Il telaio ha un peso dichiarato di 1080 grammi. La forcella è anch’essa inedita e progettata per questo modello. E’ una forcella full carbon dotata di foderi "semi diritti" con utilizzo di tecnologia K-VID e dal peso dichiarato di 365 grammi. La bici è proposta in 7 taglie differenti (47, 50, 53, 55, 57, 59, 61) ed in quattro differenti colori: Celeste Bianchi, Blu, Rosso, Arancio; assemblata con i gruppi Campagnolo (Chorus, Athena e Veloce) e Shimano (Ultegra e 105). La bici da noi testata è il modello assemblato con gruppo Campagnolo Athena e ruote Fulcrum Racing 7; in opzione è possibile adottare le Fulcrum Racing 5. La bici adotta il gruppo Athena per intero, quindi con freni, comandi, cambio, deragliatore, catena, pacco pignoni 12/25 e guarnitura in alluminio compatta. L’attacco è FSA OS-190LX, la piega FSA Wing Compact, il reggisella FSA SL-K e sella Fi'zi:k Aliante Delta. Il porta borraccia è Elite Custom Race, ma nel nostro modello è il classico Dr. Dobermann di Bianchi. I copertoncini sono i Vittoria Rubino Pro. La serie di sterzo è FSAi. I pedali non sono inclusi. Così assemblata, nella taglia 53, la bici ha un peso, rilevato con la nostra strumentazione, di 7.8 Kg.

 

La prova su strada

 

La nuova Bianchi Infinito si presenta ben realizzata e curata; la vernice è brillante e coperta da uno spesso strato di trasparente, bello e curato il passaggio interno dei cavi, ben curati anche i punti in cui i cavi possono entrare in contatto con il carbonio. Unica pecca la mancanza di una protezione che eviti l’eventuale contatto tra catena e fodero basso del carro posteriore. Sempre bello il porta borraccia Dr. Dobermann e raffinato il collarino Miche X-Carbon. Per le ruote potevano essere adottate di serie le Fulcrum Racing 5 (optional), così come attacco e piega potevano essere sempre della serie FSA SL-K. I componenti adottati, però, per qualità sono ottimi ed il peso complessivo della bici è molto competitivo e facilmente migliorabile adottando una coppia di ruote di più alto livello. In sella la posizione che si assume è naturale, con il busto moderatamente inclinato che impugna l’ottima piega FSA Compact; più che buona anche la sella, non leggerissima, ma dalla seduta confortevole anche sulle lunghe distanze; consente facili spostamenti e non crea evidenti fastidi al perineo. L’ergonomia dei nuovi comandi Campagnolo non è più una novità, consentono una facile manovrabilità con una sforzo contenuto per cambiare rapporti ed una escursione contenuta delle leve; anche i freni si comandano con facilità. La piega Compact ha una ergonomia che facilita la presa bassa con una minor differenza di altezza con quella alta ed un corretto raggio della curva che non stanca le mani. In movimento, da subito, si apprezza l’elevato confort della bici. Dopo tanto parlare, su lunghezza del carro, interasse ecc., notiamo che quanto dichiarato dagli ingegneri Bianchi non era solo pubblicità. Il confort di marcia è su livelli ottimi, possiamo affermarlo con certezza dopo un lungo test che ha anche affrontato diverse strade bianche. Anche la stabilità della bici è ottima, sembra sempre di guidare su di un binario, con una ridotta sensibilità al vento forte ed una direzionalità sempre eccellente, anche ad alta velocità sullo sconnesso. E’ un piacere disegnare le curve, con precisione chirurgica ed uno sforzo minimo. Questo permette anche un minor impegno di guida ed una maggiore sensazione di sicurezza in ogni condizione. Per contro, gli inserimenti in curva sono appena più lenti, un piccolo sacrificio ben bilanciato da una stabilità, precisione e sicurezza di guida sempre esemplare in ogni situazione. La leggerezza della bici permette prestazioni di rilievo in ogni situazione, anche se le sensazioni sono esattamente opposte. Le geometrie scelte portano ad una bici molto graduale nelle reazioni, così nei rilanci sembra che si guadagni poca velocità, sembra sempre che la bici risponda poco alle sollecitazioni dei pedali. In realtà è vero il contrario, con prestazioni ottime per la fascia di prezzo a cui appartiene la bici ed anche in termini assoluti. Il caro e l’interasse lungo fanno sempre primeggiare la stabilità alle reazioni nervose ed impegnative da controllare, ma si fa sempre tanta strada e sempre nella massima sicurezza. In salita la rigidità della bici ed il suo peso contenuto permettono prestazioni di rilievo, ma non c’è un vero terreno dove questo modello si trova in difficoltà; forse solo sui percorsi molto stretti, dove la stabilità, come detto, si paga un po’ con inserimenti in curva più lenti, ma si tratta di situazioni molto al limite. Invece la stabilità ritorna a favore in uscita dalle curve in discesa, dove ci si può alzare sui pedali per rilanciare l’azione con assoluta naturalezza e con un controllo facilissimo della bici. Il confort di altissimo livello e il ridotto impegno richiesto per il controllo del mezzo, soprattutto in situazioni critiche come sullo sconnesso o sul bagnato, portano a stancarsi meno e rimanere più "freschi e lucidi" nelle uscite più lunghe, a tutto vantaggio delle performance personali. Delle ruote segnaliamo la loro affidabilità e la buona scorrevolezza, anche se il telaio meriterebbe ben altri prodotti; ottimi, come sempre, i copertoncini Vittoria Rubino Pro, scorrevoli e dal grip sempre sicuro. Del gruppo Campagnolo Athena abbiamo già parlato in passato e vi rimandiamo alla prova dettagliata; qui ribadiamo che la precisione nei passaggi di rapporto e la frenata efficace sono i suoi punti forti, oltre all’ottima scelta di rapporti. In conclusione, ci sembra che Bianchi abbia creato una bici che forse va anche oltre alle aspettative che si era prefissata. Il confort e la sicurezza di guida sono i suoi elementi di spicco, ma le prestazioni, come vedremo nel test, sono la vera sorpresa, ottime. Una bici destinata all’amatore granfondista, ma che per prestazioni può soddisfare anche l’agonista. Per questo un altro difetto può essere il fatto che non siano state previste le versioni Super Record e Dura Ace che con ruote e componenti adeguati renderebbero molto competitiva questa bici anche in gara.

 

Le prestazioni rilevate con il Polar CS 600 Power

 

Spiegazione del perché della prova:

Abbiamo deciso di utilizzare la strumentazione Polar CS 600 Power per analizzare le prestazioni della bici. Altri strumenti ci possono indicare i valori di rigidità di un telaio, informazioni importanti, certo, ma che dicono poco sulla bontà complessiva della bici che l'appassionato andrà ad acquistare e sul suo reale rapporto qualità-prezzo. E' chiaro, infatti, che una bici non è solo telaio, ma anche i componenti con cui viene assemblata e che ne determinano le prestazioni globali. Con il Polar CS 600 Power riusciamo a sapere quanti watt l'atleta deve sviluppare per andare ad una velocità X. Tanto più il telaio sarà rigido, la guarnitura ottima, le ruote ottime, il resto dei componenti ottimi, tanto più bassa sarà la richiesta di potenza per raggiungere quella velocità X; tanto migliore sarà la bontà della bici nel suo complesso. Per contro, un telaio ottimo, ma con componenti non al top, potrà avere risultati peggiori di un telaio di media gamma ma assemblato con buoni componenti. Valutiamo quindi la bici nel suo complesso, così come la acquistiamo dal rivenditore, e non un singolo elemento di essa, se pure importante. Il Polar CS 600 Power, inoltre, è l'unico strumento che permette di rilevare la potenza sviluppata senza sostituire guarnitura o ruota posteriore.

La realizzazione del test:

montato e tarato a dovere il CS 600 Power, l’atleta ha percorso un tratto di strada perfettamente pianeggiante ed in ottime condizioni, senza vento ed altre interferenze. L'atleta ha percorso diversi tratti prima a 30 km/h costanti, poi a 40 km/h costanti ed infine a 50 km/h costanti, sempre con il rapporto più lungo disponibile. Queste le potenze necessarie per mantenere le velocità:

30 Km/h 170 watt

40 Km/h 260 watt

50 Km/h 410 watt

 

Il commento al test strumentale

 

Il test ha evidenziato le ottime prestazioni della Bianchi Infinito, che si collocano ai vertici assoluti. A tutte le velocità la ridotta richiesta di watt, dovuta all’ottima rigidità del telaio, all’ottima scorrevolezza della guarnitura e dei copertoncini, alle ruote pesanti ma scorrevoli, avvicina la Bianchi Infinito alle migliori bici in commercio, ma che hanno un costo ben superiore. Le prestazioni sarebbero potute essere ancora migliori se si fossero adottate delle ruote paragonabili per fascia di prezzo al gruppo adottato. Nel complesso, ribadiamo, le prestazioni rilevate sono state una vera sorpresa, proprio perchè ottime in termini assoluti ed eccezionali per la fascia di prezzo della bici. (Proprio per questo motivo abbiamo più volte eseguito il test e controllato il corretto funzionamento della strumentazione …)

 

Il prezzo

 

Il modello in prova ha un prezzo di 2.990 Euro, l’opzione delle Fulcrum Racing 5 dovrebbe costare 60 Euro. Il resto della gamma ha prezzi che partono dai 2290 Euro della versione Veloce ai 3890 Euro della Versione Chorus, passando dai 2.990 Euro della versione Ultegra. Il kit telaio ha un costo di circa 1.800 Euro. In tutti i casi, se si guarda il prezzo ed i singoli componenti adottati, notiamo come in confronto ad altri costruttori dal "brand" con minor "appeal" il prezzo è superiore di almeno 200/300 Euro, mentre rimane competitivo rispetto a costruttori dalla "fama" paragonabile a Bianchi. Nel primo caso dobbiamo segnalare come la buona valutazione dell’usato delle bici Bianchi annulli di fatto il risparmio iniziale. Se guardiamo le prestazioni emerse il prezzo, invece, è ottimo. Il costo del Kit Telaio è proporzionato alle qualità dello stesso.

 

Aspetti positivi

 

Qualità costruttiva

Confort

Sicurezza e precisione di guida

Prestazioni

Frenata

 

Aspetti negativi

 

Mancanza di una protezione sul carro lato catena

 

Per saperne di più:

 

Bianchi

Sito internet: www.bianchi.com

 

Test svolto in collaborazione con: