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Biciclette

In prova: Bianchi 928 SL IASP Team Ceramica Flaminia-Bossini Docce di Riccardo Riccò

 

Una bici che rasenta la perfezione

 

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Nota della Redazione:

 

Questa prova è stata realizzata grazie alla grande professionalità ed alla passione per il ciclismo di alcune persone senza di cui il test non si sarebbe potuto realizzare. E' doveroso ringraziare, quindi, Roberto Marrone, Team Manager del Team Ceramica Flaminia-Bossini Docce, per la sua grande disponibilità nel metterci a disposizione la bici del test a stagione avviata; lo staff di dirigenti Bianchi che hanno aderito alla nostra proposta con entusiasmo avallando la disponibilità ad un test; il meccanico del Team Ceramica Flaminia-Bossini Docce, Sergiy Dekhtyar, che con pazienza e la consueta professionalità ci ha messo in mano una bici perfetta; infine, gli sponsor del Team, Ceramica Flaminia e Bossini Docce in primis. Senza di loro non sarebbe stato possibile realizzare la prova.

 

La Bianchi ha messo a disposizione del Team Ceramiche Flaminia-Bossini Docce il nuovo modello 928 SL IASP. Il nuovo telaio si caratterizza per il reggisella integrato e l’introduzione di una nuova tecnologia di costruzione dello stesso, che migliora il processo di stampaggio portando ad una riduzione di peso dello stesso a parità di caratteristiche meccaniche. Il telaio è realizzato in carbonio ad altissimo modulo (Toho UM40 - IM600 - UT500) ed ha un peso dichiarato di 1.020 grammi. La forcella, con steli dritti, ha un peso di 315 grammi ed un rinforzo strutturale interno denominato TSR (Technology Section Reinforce), che ne migliora la rigidità. La serie di sterzo è di tipo tradizionale, con cuscinetti da 1 pollice ed 1/8 sopra e sotto, mentre il reggisella integrato ha profilo alare. Abbondante la zona della scatola del movimento centrale, molto corto il tubo di sterzo, molto compatto anche il carro posteriore, con tubi ben dimensionati, che ben si unisce alla zona del movimento centrale e del tubo verticale. Caratteristica l'unione tra carro posteriore, tubo verticale ed orizzontale, con un triangolo in fibra di carbonio che irrigidisce tutta la zona. Tutti gli atleti del team hanno a disposizione lo stesso materiale tecnico ed il bravo meccanico Sergiy adotta i componenti più adatti ad ogni atleta, le differenza tra le varie bici si riscontra solo a livello di attacco, piega e sella, che ogni atleta sceglie in base alle proprie preferenze all’interno dei cataloghi FSA e Selle Italia. Le ruote ed i tubolari (Fulcrum e Vittoria) variano in base alle condizioni meteo ed al tipo di percorso. La bici di Riccardo Riccò è personalizzata a livello estetico, con il richiamo al Cobra, suo soprannome. L’attacco FSA è in alluminio con piastra frontale in carbonio e piega sempre in alluminio. Nelle foto si nota l’attacco per il nuovo ciclocomputer Garmin Edge 500. Sempre FSA, modello K-Force Light, è la guarnitura, con cuscinetti ceramici; ancora FSA K-Force Light i freni e sempre FSA la catena. Anche la serie di sterzo è FSA, sempre con cuscinetti ceramici. La parte rimanente del gruppo (comandi, cambio, deragliatore e pacco pignoni) appartiene al gruppo Shimano Dura Ace. La sella è una Selle Italia SLR Team Edition, con scafo e forchetta in carbonio, personalizzata per Riccardo. I porta borraccia sono Elite in fibra di carbonio; i pedali Time RXS, in carbonio. Le ruote che vediamo in foto sono le Fulcrum Racing Light XLR, con cerchio in carbonio a basso profilo e mozzi in carbonio con cuscinetti ceramici. I tubolari sono i Vittoria Corsa Evo CX 320TPI. I cavi sono Gore Cables, mentre il nastro manubrio è La Spirale. La bici così assemblata, compresi i pedali, è al limite dei 6.8 Kg ammessi dal regolamento UCI.

 

La prova su strada

 

Sergiy Dekhtyar, ex professionista ucraino ed oggi capo meccanico del Team Ceramica Flaminia-Bossini Docce, con la consueta professionalità e serietà controlla la bici per un’ultima volta prima di affidarcela. Saliamo in sella e troviamo una posizione perfetta per noi. Sarà per i differenti cavi o per la grande maestria di Sergiy, ma la prima cosa che stupisce è l’elevata fluidità dei comandi Shimano Dura Ace, superiore a quanto siamo abituati normalmente. L’ergonomia della piega FSA è più che buona ed una conferma è la precisione nei passaggi di rapporto del Dura Ace, sempre silenzioso e sufficientemente veloce nel passare da un rapporto all’altro. Ottimi i freni FSA K-Force Light, si è perso, rispetto al Dura Ace, un filo di modulabilità, ma si è guadagnato ulteriormente in potenza frenante, sia all’anteriore che al posteriore. Altra conferma giunge dall’elevata rigidità della guarnitura FSA K-Force Light, che grazie al movimento centrale con cuscinetti ceramici offre una scorrevolezza senza eguali. In movimento emerge l’elevata rigidità del telaio, sia del movimento centrale che del triangolo posteriore, che associata alla leggerezza complessiva della bici, fa si che ad ogni spinta sui pedali si ottiene un deciso e netto incremento di velocità. Le ottime prestazioni del telaio sono ben assecondate dalle ruote Fulcrum, leggere e scorrevoli, ben completate dai tubolari Vittoria, perfetti per grip e scorrevolezza. Con queste premesse si ottengono prestazioni di notevole valore in pianura, dove la bici corre veloce e stabile, con un comportamento irreprensibile ed una rigidità del telaio che emerge man mano che aumenta la velocità massima che si raggiunge. La rigidità del telaio infatti permette un’ottima trasmissione della potenza alla ruota posteriore, tanto più evidente tanto più aumenta la velocità. Così, dove altri telai iniziano a soffrire, questo 928 SL IASP, invece, continua ad assecondare alla perfezione l’atleta con una rigidità perfetta. Ottima, per rigidità, anche la forcella che non cede nelle frenate più forti e permette sempre una direzionalità eccellente, non assorbe molto lo sconnesso, ma è una forcella perfetta per una bici da gara. Il peso ridotto e la già citata rigidità, consentono poi prestazioni ottime anche in salita, dove si corre veloci, grazie alle ruote leggere ed al telaio irreprensibile, che evita inutili dispersioni della potenza. In velocità la stabilità è buona, distante da quello che può essere una Bianchi Infinito, ma ottima per la categoria. Giustamente, su di una bici destinata alle competizioni si è data la precedenza alla velocità di inserimento in curva e nei cambi di direzione, dove questa Bianchi risulta competitiva nei confronti dei concorrenti più accreditati. Rispetto a bici ancor più veloci nell’inserimento in curva, qui c’è più stabilità alle alte velocità e sullo sconnesso, così è più facile e meno stressante controllare la bici in discesa, sull’asfalto viscido ed alle velocità più elevate, dove la sicurezza di guida è sempre perfetta. Il comfort sullo sconnesso è discreto, anche in questo caso distante dalla Bianchi Infinito, ma superiore ai diretti concorrenti; in questo comportamento un ottimo aiuto viene dalla sella Selle Italia, che offre un ottimo appoggio alla spinta del gluteo, non intralcia i movimenti delle gambe e assorbe bene le sconnessioni dell’asfalto. Una bici, quindi, che rasenta quasi la perfezione: non è comodissima, ma migliore dei concorrenti diretti, ha ottime capacità di guida, con una leggera preferenza della stabilità sulla maneggevolezza rispetto ai diretti competitors, ed ha un telaio rigido e reattivo tale da non temere confronti, ottimo il peso complessivo. Una bici che inseriamo tra le migliori in assoluto nell’attuale panorama mondiale.

 

Il prezzo

 

La bici così come descritta al momento non è in commercio. Il Kit Telaio ha un costo di circa 2.500 Euro, un prezzo molto competitivo, inferiore a molti concorrenti dalle prestazioni analoghe.

 

Aspetti positivi

 

Rigidità e reattività del telaio

Doti di guida

Prestazioni complessive

Peso contenuto

Frenata

Equilibrio tra stabilità e maneggevolezza

Scorrevolezza e rigidità della guarnitura

Assemblaggio perfetto

 

Aspetti negativi

 

Nessuno

 

Per saperne di più:

 

Bianchi

Sito Internet: www.bianchi.com

www.teamflaminia.com