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Biciclette

Focus on: Bianchi Infinito

 

Il nuovo modello Bianchi si preannuncia con molte caratteristiche interessanti in grado di accontentare un pubblico molto vasto


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Il nuovo modello Bianchi Infinito ha avuto il suo "Battesimo del Fuoco" durante il l'ultimo Giro d'Italia, in cui è stato portato in gara da Robert Hunter del team Barloworld.

Presentato ufficialmente al grande pubblico durante l'Eurobike, presenta diverse soluzioni tecniche interessanti ed un disegno inedito, frutto di un nuovo progetto. Idealmente, questo telaio si pone tra la famosa ed apprezzata Via Nirone 7, con telaio in alluminio, e la particolare 928 Carbon, ora rinominata 100 Strade, il cui disegno particolare del telaio, se pure dettato da precisi studi, ne ha in parte limitato il successo. Il telaio Infinito si pone, quindi, all'interno della gamma C2C di Bianchi, i modelli maggiormente destinati al lungo viaggio, con molte ore spese in sella alla propria bici. Ciò non significa dover rinunciare alle prestazioni. Il nuovo telaio, in carbonio monoscocca, è realizzato con l’utilizzo di fibre ad altissimo modulo Toho UM40 ed IM600. La Nano Tecnologia applicata al carbonio permette una migliore compattezza dello stesso, migliorandone la rigidità e la resistenza. La finitura superficiale è in carbonio 3K. La geometria di questo telaio è stata ottimizzata per ottenere un buon confort di guida, così si è adottato un tubo di sterzo più lungo (125 millimetri nella taglia più piccola e ben 225 millimetri in quella più grande; per esempio la più sportiva 928SL ISP ha valori di 115 e 200 millimetri), che permette anche di ridurre il numero di spessori tra attacco e serie di sterzo, migliorando la rigidità dello sterzo stesso. Inoltre, il tubo orizzontale è arcuato, simile alla "vecchia" 928 Carbon, per meglio assorbire le vibrazioni ed i colpi, mentre il tubo obliquo ha una classica forma rettilinea. Quest'ultimo, però, è differenziato in base alle differenti taglie proposte. Il tubo verticale è di tipo classico, con regisella da 31.6 millimetri, così come è classico il movimento centrale, senza vistose zone di irrigidimento. La serie di sterzo è tradizionale con cuscinetti da 1 pollice ed 1/8, mentre lo stesso tubo di sterzo ha un profilo arcuato. Il carro posteriore è più lungo dell'usuale, così da ottenere una maggioire stabilità del mezzo, maggiore sicurezza alle alte velocità e maggiore confort sullo sconnesso. Gli stessi tubi del carro non hanno generose sezioni ed adottano la tecnologia BAT e K-VID – Kevlar Vibration Isolating Device, per l’assorbimento delle vibrazioni. In pratica, i tubi orizzontali del carro, vicino al movimento centrale, sono schiacciati ed hanno degli inserti in Kevlar. Questa costruzione porta ad una buona rigidità laterale, necessaria per avere reattività e minore dissipazione di energia durante la pedalata, e una buona flessibilità verticale, quella che permette di assorbire i colpi sullo sconnesso. Anche i tubi verticali del carro sono esili ed hanno inserti in Kevlar vicino ai forcellini. Il nuovo telaio ha un peso dichiarato di 1080 grammi. A questo si aggiunge la nuova forcella full carbon dotata di foderi "semi diritti" con utilizzo di tecnologia K-VID e dal peso di 365 grammi. Anche in questo caso, gli inserti in Kevlar consentono un migliore assorbimento delle vibrazioni. Il nuovo telaio è proposto in 7 taglie differenti (47, 50, 53, 55, 57, 59, 61) ed in quattro differenti colori: Celeste Bianchi, Blu, Rosso, Arancio. La bici assemblata è proposta con i gruppi Campagnolo Chorus, Athena e Veloce ed i gruppi Shimano Ultegra e 105. La versione Chorus è la più raffinata come assemblaggio, avendo attacco in carbonio FSA (modello Carbon pro), piega FSA SL-K Compact, sempre in carbonio, porta borraccia Pase Carbon e copertoncini Vittoria Rubino Pro. Il gruppo Campagnolo Chorus, con guarnitura compatta, è adottato per intero, mentre le ruote di serie sono le Fulcrum R5, ma sono disponibili anche le Racing Zero, le Racing Light e Speed (queste ultime con i tubolari Vittoria Corsa Evo CX). Nelle altre proposte le ruote sono per tutti le Fulcrum Racing 7, mentre i modelli Ultegra ed Athena possono adottare anche le Fulcrum Racing 5. Questi due gruppi sono sempre adottati per intero, guarnitura compatta compresa. Le versioni Campagnolo Veloce e Shimano 105, invece, adottano la guarnitura FSA Gossamer 34/50. Gli attacchi sono gli FSA OS-190LX, piega FSA Wing Compact e sella Fi'zi:k Aliante Delta. I reggisella, per tutte le versioni, sono FSA SL-K Carbon. Il porta borraccia è Elite Custom Race. Altre differenze ci sono nei copertoncini Vittoria: Zafiro, nei modelli 105 e Veloce, e Rubino Pro nei modelli Ultegra ed Athena. Il modello Ultegra condivide, poi, con il modello Chorus lo stesso attacco in carbonio. Ulteriori differenze ci sono nelle catene, con Chorus, Athena ed Ultegra, che adottano le catene del gruppo, mentre i modelli Veloce e 105 adottano le catene Kmc, modello Dx10sc. La serie di sterzo è FSA per tutti. I pedali non sono inclusi. I prezzi variano dai 1800 Euro del kit telaio con forcella, serie di sterzo e collarino reggisella ai 3890 Euro del modello Chorus (con ruote di serie), passando per i 2290 Euro del modello Veloce ed i 2990 Euro dei modelli Ultegra ed Athena. Se si analizzano i diversi componenti adottati per ogni assemblaggio, le differenze di costo sono giustificate; poi come sempre il "marchio" Bianchi si paga e si deve mettere in conto un costo superioire di circa 200 Euro (almeno) rispetto ad altre proposte della concorrenza. Questo modello è ideale per chi percorre molti chilometri e vuole una bici con un buon confort; fino ad oggi la 928 Carbon non è stata apprezzata, questo modello ne promette gli stessi valori di confort, ma con una estetica più sobria e prestazioni maggiori grazie ad un telaio più leggero e rigido (anche se le differenze sono minime). Si può criticare la mancata adozione di una serie di sterzo differenziata (usata da molti concorrenti diretti di questo modello) e qualche risparmio nella componentistica, soprattutto nei modelli di accesso (Veloce e 105), ma questo non inficia la qualità del prodotto. Buono, almeno per quanto dichiarato, il peso della forcella, mentre il telaio non avrebbe un peso proprio ridotto, ma considerando l'interasse ed il canotto di sterzo più lunghi si può considerare più che valido. I valori, in assoluto, sono comunque al livello dei migliori concorrenti della categoria. In definitiva, una buona bici, ottima se avesse avuto un prezzo di poco inferiore, mentre dal punto di vista tecnico, sulla qualità del telaio e della forcella, fa piacere notare come Bianchi abbia proposto, dopo alcuni modelli poco convincenti, un telaio dalle ottime caratteristiche tecniche, in linea con i migliori prodotti del settore.