BicicletteIn prova: Cannondale Six Ultegra
Cannondale Six costituisce l'accesso al mondo dei telai in carbonio Cannondale appartenenti alla serie Elite Road, la collezione di bici Cannondale destinate alle competizioni. Pur esteticamente simile al modello dello scorso anno, il telaio Six è stato profondamente rivisto, così come l'intera collezione di bici Six, e possiamo parlare di una bici nuova. Il nuovo telaio Six, rimane sempre monoscocca in carbonio a 12K, ma è stato profondamente rivisto nelle dimensioni dei tubi ed ora è più leggero di 100 grammi rispetto al precedente modello. Altra importante innovazione è l'utilizzo del movimento centrale BB30 e relativa guarnitura dedicata. La forcella è sempre monoscocca con steli dritti e si unisce ad un tubo di sterzo di media lunghezza (più corto di un Synapse, più lungo di un SuperSix) che ospita cuscinetti da 1 pollice ed 1/8, sia sopra che sotto; la serie di sterzo e Cane Creek. Il tubo obliquo è di buone dimensioni, ma soprattutto si unisce al tubo di sterzo ed al movimento centrale con un'ampia zona di irrigidimento. Il tubo orizzontale si unisce a quello verticale e lo abbraccia con una piccola nervatura che si collega ai foderi alti del carro posteriore. Da sottolineare che la lunghezza del tubo orizzontale, nelle varie taglie, è la medesima della specialissima SuperSix. Il tubo verticale ospita reggisella dal diametro di 31.6 millimetri. Il carro posteriore è molto compatto, ed infatti ha lunghezza paria, sempre a parità di taglia della bici, a quella della SuperSix. I foderi bassi hanno sezione stretta ed alta, mentre quelli alti sono più esili per assicurare un comfort maggiore. La bici è poi completata con reggisella in carbonio Cannondale e sella Fi'zi:k Airone con slitta in manganese. Attacco e piega sono Cannondale C2 in alluminio; la piega è di tipo anatomico compact. Il gruppo adottato è il nuovo Ultegra 6700 di cui vengono utilizzati catena, cambio, deragliatore, pacco pignoni, freni e comandi. La guarnitura è, invece, la nuova FSA SLK BB30, in carbonio con corone 34/50. Le ruote sono le Mavic Ksyrium Equipe, mentre i copertoncini sono i classici Schwalbe Blizzard, nella misura 700x23. Le taglie disponibili sono 48, 50, 52, 54, 56, 58, 60, 63. I colori disponibili sono il rosso che vedete in foto ed il blu. Non fanno parte della dotazione di serie i pedali ed il porta borraccia. In optional è possibile adottare la guarnitura tripla FSA SLK BB30 30/39/52. La gamma di bici Six, poi, è composta anche dal modello assemblato con gruppo Shimano 105 e componenti differenti, che consentono di abbassare ulteriormente il prezzo, pur a fronte di un inevitabile aumento di peso. La bici in prova, nella taglia 54, senza pedali e porta borraccia, ha un peso di 7.950 grammi, come rilevato con la nostra strumentazione.
La prova su strada
La bici Cannondale Six ha in se tutte quelle caratteristiche comuni a tutta la gamma Cannondale: è una bici di qualità elevata, senza, magari, quei particolari che si possono ritrovare su bici di altissima gamma ed elitarie nel prezzo, ma con tutto il necessario per contraddistinguerla come una bici dalla qualità reale molto elevata. La verniciatura, per esempio, è ben eseguita e resistente ai graffi, i passaggi dei cavi sono curati e le parti dove possono venere in contatto con il telaio sono ben protette. Non manca un esteso batti catena, per proteggere i tubi del carro posteriore. Anche l'assemblaggio è di buona qualità e positiva è l'adozione della guarnitura FSA SLK BB30, un bel up grade rispetto alla guarnitura Ultegra. L'unica pecca può ravvisarsi nella mancanza del porta borraccia ed anche dei pedali. Su questi ultimi è vero che sono assenti su moltissimi prodotti della concorrenza. In sella la posizione che si assume è naturale e simile a quella che si ha su di un SuperSix, quindi sportiva, con il busto per disteso, come si addice ad una vera bici destinata alle competizioni. Lo stesso carattere emerge su strada dove si nota una elevata rigidità del telaio e, complice il carro posteriore compatto, un comfort modesto, che avvicina questo modello alle bici più specialistiche destinate alle corse. Chi cerca anche un buon confort di marcia, deve rivolgersi alla gamma Synapse, per forza di cose. La rigidità però porta a delle prestazioni più che buone, solo in parte limitate dal peso che non è molto contenuto, ma pur sempre allineato ai concorrenti diretti per fascia di prezzo. Buona la sella, e buona l'ergonomia della piega che consente di rimanere sulla presa bassa per molto tempo senza problemi. Il gruppo Ultegra è ottimo per qualità ed affidabilità con passaggi di rapporto precisi e silenziosi, una frenata sufficientemente potente, ma soprattutto modulabile. Le leve rimangono vicine all'impugnatura, migliorando la sicurezza di marcia, perché sono sempre a portata di dito indice. L'up grade della guarnitura FSA e l'adozione del movimento centrale BB30 si è dimostrato molto efficace, poiché la guarnitura SLK si è dimostrata più rigida e scorrevole del modello Ultegra che è andata a sostituire, oltre ad essere esteticamente più gradevole. Buone anche le ruote Mavic, non particolarmente leggere e con una scorrevolezza perfettibile (ma solitamente tendono a migliorare con il passare dei chilometri). I copertoncini Schwalbe hanno una scorrevolezza buona sull'asciutto, ma rimangono rigidi ed hanno un grip modesto sul bagnato, forse l'unico componente che non ci ha convinto su questa bici. In rettilineo, in pianura, le prestazioni sono più che ottime, la rigidità del telaio permette buone accelerazioni e poi di tenere una buona media. In questo comportamento il merito è da attribuirsi al telaio rigido, con particolare riferimento alla scatola del movimento centrale ed al carro posteriore. In velocità la stabilità della bici è buona, ma come ogni bici da corsa che si rispetti, privilegia la velocità nei cambi di direzione e negli inserimenti in curva rispetto alla stabilità. Con asfalto in ordine nessun problema, mentre in presenza di buche e sconnesso, si deve tenere ben saldo il manubrio per mantenere la traiettoria desiderata. Ottimo il comportamento in frenata, dove la forcella, molto rigida, fornisce l'adeguata precisione di guida e non flette minimamente. Nelle lunghe discese, quindi, si riesce ad essere molto competitivi, per la velocità di inserimento in curva, le doti di guida, la stabilità buona ed il comportamento in frenata; se l'asfalto è sconnesso, invece, si deve prestare più attenzione, ma i più esperti rimarranno sempre competitivi. In salita il comportamento è più che buono, sempre grazie alla rigidità del telaio che riesce a trasferire bene la potenza alla ruota posteriore, e solo in parte limitato dal peso. Buono anche il comportamento in presenza di vento laterale, con le ruote Mavic che ne risentono poco o nulla, e la sicurezza di guida che non viene mai meno. In conclusione una bici più che buona, correttamente posizionata all'interno del catalogo Cannondale ed in grado di lottare ad armi pari con le concorrenti di pari prezzo. La rigidità del telaio e le prestazioni generali sono più che buone per la categoria e solo il comfort rimane modesto. Una bici, quindi, destinata all'agonista o a chi desidera un prodotto rigido e reattivo, ma non può ambire a modelli ben più costosi. Si adatta perfettamente ad ogni tracciato con prevalenza di quelli guidati e con molti rilanci, dove la maneggevolezza e la reattività del carro posteriore possono mettere in pensiero bici di gamma superiore. Sostanzialmente priva di veri difetti, ci permettiamo di segnalare la mancanza ingiustificata del porta borraccia ed i copertoncini di serie che non sono il massimo in condizioni di asfalto bagnato.
Le prestazioni rilevate con il Polar CS 600 Power
Spiegazione del perché della prova: Abbiamo deciso di utilizzare la strumentazione Polar CS 600 Power per analizzare le prestazioni della bici. Altri strumenti ci possono indicare i valori di rigidità di un telaio, informazioni importanti, certo, ma che dicono poco sulla bontà complessiva della bici che l'appassionato andrà ad acquistare e sul suo reale rapporto qualità-prezzo. E' chiaro, infatti, che una bici non è solo telaio, ma anche i componenti con cui viene assemblata e che ne determinano le prestazioni globali. Con il Polar CS 600 Power riusciamo a sapere quanti watt l'atleta deve sviluppare per andare ad una velocità X. Tanto più il telaio sarà rigido, la guarnitura ottima, le ruote ottime, il resto dei componenti ottimi, tanto più bassa sarà la richiesta di potenza per raggiungere quella velocità X; tanto migliore sarà la bontà della bici nel suo complesso. Per contro, un telaio ottimo, ma con componenti non al top, potrà avere risultati peggiori di un telaio di media gamma ma assemblato con buoni componenti. Valutiamo quindi la bici nel suo complesso, così come la acquistiamo dal rivenditore, e non un singolo elemento di essa, se pure importante. Il Polar CS 600 Power, inoltre, è l'unico strumento che permette di rilevare la potenza sviluppata senza sostituire guarnitura o ruota posteriore. La realizzazione del test: montato e tarato a dovere il CS 600 Power, l’atleta ha percorso un tratto di strada perfettamente pianeggiante ed in ottime condizioni, senza vento ed altre interferenze. L'atleta ha percorso diversi tratti prima a 30 km/h costanti, poi a 40 km/h costanti ed infine a 50 km/h costanti, sempre con il rapporto più lungo disponibile. Queste le potenze necessarie per mantenere le velocità: 30 Km/h 180 watt 40 Km/h 270 watt 50 Km/h 435 watt
Il commento al test strumentale
Il test ha confermato le ottime prestazione della bici in prova, solo in parte limitate dal peso complessivo, dalle ruote e dai copertoncini non molto scorrevoli. Evidenziate le ottime prestazioni della Cannondale Six, che si collocano ai vertici assoluti. A tutte le velocità la richiesta di watt è rimasta su valori molto bassi, tra i migliori per la fascia di prezzo della bici, segno che la rigidità del telaio riesce a ben trasferire la potenza dai pedali alla ruota posteriore. Più che per il peso, una coppia di ruote e copertoncini più scorrevoli avrebbe fatto migliorare ancor di più il test. Il prezzo di vendita, però, sarebbe lievitato di molto.
Il prezzo
Il modello in prova ha un prezzo di 2.499 Euro, la versione con guarnitura tripla ha il medesimo prezzo. La versione 105, compact o tripla, ha un costo di 1.999 Euro. In entrambe le opzioni i prezzi sono proporzionati alla qualità della bici ed in alcuni casi anche inferiori alla concorrenza di pari livello qualitativo. Il prezzo è poi correttamente posizionato rispetto alle prestazioni rilevate, anche in questo caso inferiore ad alcuni modelli che hanno prestazioni analoghe o peggiori. La buona valutazione sul mercato dell'usato dei modelli Cannondale e la garanzia a vita del telaio, sono altri aspetti da non sottovalutare nella giusta analisi del prezzo e del suo confronto con altri modelli concorrenti.
Aspetti positivi
Qualità costruttiva Rigidità e reattività del telaio Maneggevolezza Prestazioni Frenata
Aspetti negativi
Manca il porta borraccia Copertoncini modesti sul bagnato
Per saperne di più:
Cannondale Sito Internet: www.cannondale.com
Test svolto in collaborazione con: Polar
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