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Biciclette

In prova: Elios Corsa Road EST

Una ottima bici; prezzo competitivo e buone caratteristiche dinamiche i suoi punti di forza

L'Azienda

Cicli Elios nasce nel 1950. Da sempre legata al mondo della bicicletta a 360°, propone una completa gamma di biciclette da turismo, mtb, classiche, città, corsa ed ibride. Se nella mtb ha una tradizione che varca i confini italiani, così come nelle bici da città, di cui propone una gamma molto vasta ed interessante, più di nicchia è la gamma delle bici da corsa, ma non per volere dell’Azienda stessa. Nel 2008 è stata proposta una completa gamma di bici da corsa, anche molto interessante, ma non ha avuto il successo che meritava e che si aspettava l'Azienda. Purtroppo, per stessa ammissione dei vertici aziendali, nelle bici da corsa conta più il nome della qualità …..
Per il 2009, quindi, c'è stato un rafforzamento della gamma nei settori maggiormente competitivi, come mtb e city bike, ed una rivisitazione della gamma corsa; tutte caratterizzate dal Made in Italy e dall'ottimo rapporto qualità-prezzo come punti di forza.

La gamma stradale

Per il 2009 la gamma stradale consta di due modelli: Corsa Road EST ed Ibrida Road EST. Sostanzialmente i due modelli sono identici e si differenziano solo per l'adozione del Flat Bar nella versione ibrida. Per il resto la componentistica ed il telaio sono i medesimi. Noi abbiamo provato la versione Corsa, ma le considerazioni possono essere ritenute valide anche per la versione Ibrida.

La Corsa Road EST in prova

La base della bici è un telaio in alluminio con forcella in carbonio a 3K e stelo in alluminio. Le misure disponibili sono 47 - 50 - 52 - 55 - 58; sono previsti, per il 2009, i colori nero-grigio e nero-rosso. Il telaio nel complesso è ben realizzato, senza particolari innovazioni. Si basa su di una collaudata tecnologia con tubi a spessori costanti, di buona dimensione, con un canotto di sterzo ben dimensionato ed un carro posteriore non esasperatamente compatto; ottime e ben eseguite le saldature. La verniciatura è ben eseguita e coperta da trasparente. Tutte le decals sono ben posizionate. L'attacco è uno Zoom in alluminio rifinito in fibra di carbonio, mentre la piega è sempre Zoom in lega leggera a profilo alare. Il reggisella è anch'esso in lega leggera e viene adottata una sella Selle Italia XR. Il gruppo prevede i comandi, il cambio ed il deragliatore Campagnolo Xenon per tripla guarnitura con 9 velocità. La guarnitura ed il movimento centrale sono Miche, modello sporting, con corone da 30-40-50 denti, catena Miche per 9 velocità e pacco pignoni Miche 12-26. Le ruote si basano su mozzi Miche, raggi in acciaio inox incrociati in seconda e cerchi Ambrosio a medio profilo. I freni sono sempre Miche, modello Performance, a doppio perno. I copertoncini adottati hanno una misura di 700x23. Di serie è previsto anche il portaborraccia, la borraccia ed una coppia di pedali a sgancio automatico e provvisti delle relative tacchette.

 

I particolari


La prova su strada

Nel giudizio della Elios Road EST non si deve dimenticare il suo prezzo di acquisto, senza di cui ogni ragionamento diventa errato. La bici è ben realizzata, con il passaggio dei cavi curato, meglio di bici spesso più costose, saldature ben realizzate al pari delle verniciature e dell'assemblaggio. La bici è completa, con borraccia e pedali, pronta per pedalare senza ulteriori spese, non è poco visto che sempre più altri concorrenti usano risparmiare sul costo dei pedali, della borraccia o del portaborraccia. Ovviamente non ci sono quei particolari eclatanti di altri prodotti di top gamma, ma tra le entry level, questa bici non teme rivali. In sella si scopre una posizione confortevole, solo in parte inficiata da una sella un po’ dura, ma comunque nettamente migliore di quelle adottate su bici della concorrenza. I pedali sono efficaci, con tanto di regolazione della forza di aggancio, ed a parte il peso, superiore ai modelli più costosi, e ad una minore scorrevolezza hanno mostrato una bella affidabilità, con una buona base di appoggio ed un facile uso, anche ai meno esperti con i pedali automatici. L'ergonomia dei comandi Campagnolo è perfetta, anche se non ci troviamo di fronte all'ultima tecnologia, ma nella loro semplicità offrono un comportamento sempre sicuro ed efficace, tanto da accontentare un po’ tutti. Ottima la presa della piega alare, sia in alto che in basso. In movimento si apprezzano le quote del telaio, che privilegiano la stabilità con un comportamento sempre sicuro e preciso, sia in curva che sullo sconnesso o sul veloce. Un comportamento rassicurante, che se scontenta i più esperti, rassicura chi è alle prime armi, con risposte sempre sicure e prevedibili ai comandi impartiti, con una stabilità esemplare sul veloce e sullo sconnesso. In quest'ultimo frangente si deve mettere in conto una maggiore sensibilità del telaio alle sconnessioni, solo in parte mitigata dal carro appena più lungo del solito, così che è da mettere in conto una maggiore sensibilità alle vibrazioni ed ai colpi del terreno, ma meno di quello che un telaio full-alluminio potrebbe far supporre. Sul veloce si pedala bene, grazie alla buona scorrevolezza della guarnitura e dei mozzi Miche e si potrebbero raggiungere anche buone prestazioni con copertoncini migliori di quelli adottati, rigidi e poco scorrevoli, e con una guarnitura ancora più rigida. Cambio e deragliatore rispondono al meglio con passaggi di rapporto sempre precisi, mentre la guarnitura tripla consente sempre di trovare il rapporto ideale. Il peso maggiore, rispetto alle bici di alta gamma, e la non elevata rigidità del telaio, della scatola del movimento centrale e della guarnitura, si sentono nei rilanci e nelle progressioni, in cui si fa più fatica per prendere rapidamente velocità, questo, però, sempre in confronto alle bici top gamma, mentre il comportamento è ottimo rispetto ad altre bici di analoga dotazione tecnica. Nelle salite, anche le più impegnative, non ci sono particolari problemi, grazie alla tripla che consente a tutti di trovare il giusto rapporto per ottenere una ottimale frequenza di pedalata e sentire meno il peso della bici. Senza alcun confronto diretto o con bici di pari peso la soddisfazione è massima, anche con pendenze importanti, e solo con compagni con bici di alto livello si potrà notare che gli altri riescono ad essere più veloci con meno fatica, ma hanno anche speso cifre ben maggiori…..
Nelle discese il comportamento è perfetto per precisione e sicurezza di guida, ma si desidererebbe una maggiore forza frenante. I freni Miche Performance sono molto modulabili e progressivi nell'azione, non mettono mai in crisi nè sul bagnato nè sul brecciolino, si sente sempre il perfetto controllo sul freno, ma per ottenere rapide decelerazioni occorre tirare molto la leva. Anche in questo caso, però, a lamentarsi saranno i più esperti, mentre il neofita non potrà che apprezzare la modulabilità e la sincerità di comportamento dei freni. Sul bagnato si dovrà fare attenzione alla presa dei copertoncini, non eccelsa, ed agli spazi di frenata lunghi, mentre non si deve aver paura del vento laterale, di cui la bici risente pochissimo o nulla.

 

Le prestazioni rilevate con il Polar CS 600 Power

Il perché della prova:

Abbiamo deciso di utilizzare la strumentazione Polar CS 600 Power per analizzare le prestazioni della bici. Altri strumenti ci possono indicare i valori di rigidità di un telaio, informazioni importanti, certo, ma che dicono poco sulla bontà complessiva della bici che l'appassionato andrà ad acquistare e sul suo reale rapporto qualità-prezzo. E' chiaro, infatti, che una bici non è solo telaio, ma anche i componenti con cui viene assemblata e che ne determinano le prestazioni globali. Con il Polar CS 600 Power riusciamo a sapere quanti watt l'atleta deve sviluppare per andare ad una velocità X. Tanto più il telaio sarà rigido, la guarnitura ottima, le ruote ottime, il resto dei componenti ottimi, tanto più bassa sarà la richiesta di potenza per raggiungere quella velocità X; tanto migliore sarà la bontà della bici nel suo complesso. Per contro, un telaio ottimo, ma con componenti non al top, potrà avere risultati peggiori di un telaio di media gamma ma assemblato con buoni componenti. Valutiamo quindi la bici nel suo complesso, così come la acquistiamo dal rivenditore, e non un singolo elemento di essa, se pure importante. Il Polar CS 600 Power, inoltre, è l'unico strumento che permette di rilevare la potenza sviluppata senza sostituire guarnitura o ruota posteriore.
La realizzazione del test:
montato e tarato a dovere il CS 600 Power, l’atleta ha percorso un tratto di strada perfettamente pianeggiante ed in ottime condizioni, senza vento ed altre interferenze. L'atleta ha percorso diversi tratti prima a 30 km/h costanti, poi a 40 km/h costanti ed infine a 50 km/h costanti, sempre con il rapporto più lungo disponibile. Queste le potenze necessarie per mantenere le velocità:
30 Km/h 245 watt
40 Km/h 335 watt
46 Km/h 490 watt

Il commento al test strumentale

Le rilevazioni strumentali hanno combaciato con le impressioni emerse su strada. Alle velocità di 30 e 40 Km la maggiore fatica rispetto a bici di alta gamma è quasi trascurabile e comunque non determinante per un uso turistico-amatoriale. Si tratta di un gap di circa 25 watt, a favore delle bici più costose; però più aumenta la velocità più il gap si fa consistente. La motivo va ricercato nella rigidità del telaio e della guarnitura non a livello di bici top gamma, ma anche nei copertoncini. Il risultato, quindi, è che non si è raggiunta la soglia dei 50 km/h, nonostante gli elevati watt sviluppati. Oltre alla maggiore richiesta di watt per raggiungere velocità inferiori, si deve anche annotare che occorre un maggiore tempo per raggiungere le stesse partendo da fermi. Se si può rimanere delusi da un confronto con bici di alta gamma, il test è invece ottimo se confrontiamo i valori con altre bici di pari livello e non solo. In definitiva, se pure il test mette in mostra i limiti di bici con questo tipo di dotazione tecnica, non si può notare che per ottenere prestazioni migliori si deve spendere molto, ma molto di più di quanto richiesto per entrare in possesso di questa bici.

Conclusioni

La Elios Corsa EST va giudicata per il suo prezzo ed il suo posizionamento nel mercato. Non tutti possono o hanno voglia di spendere cifre elevate per acquistare una bici da corsa e per costoro questo modello è ideale. Si può criticare in ogni suo componente, ma solo in confronto a bici ben più costose, altrimenti è difficile pretendere di avere di più. In realtà, non ha particolari punti deboli, forse freni non molto potenti e copertoncini non esaltanti, ma i concorrenti diretti fanno anche peggio ….
Questa bici costa ben meno di molti usati e per un utilizzo amatoriale o per chi vuole scoprire il mondo delle bici da corsa è perfetta. I suoi nèi emergono solo a confronto con bici di gamma superiore, mentre non si può notare che rispetto ad altre bici di pari fascia di prezzo o anche superiore, va altrettanto bene e non soffre il confronto per la qualità dei prodotti con cui è assemblata.

Aspetti positivi

Prezzo
Qualità generale
Comportamento dinamico sicuro e rassicurante
Adattabilità ad ogni percorso
Buon confort

Aspetti negativi

Copertoncini rigidi
Frenata poco potente

Il prezzo

La bici ha un costo di 560,00 Euro al pubblico, impossibile fare di meglio per un prodotto assemblato tutto in Italia. Ottimo il rapporto qualità-prezzo.

A chi è adatta

Agonista: non è una bici per un agonista
Cicloturista-Granfondista: una bici perfetta per chi si avvicina la mondo delle bici da corsa e vuole un mezzo affidabile e poco impegnativo economicamente
Donne: a causa delle geometrie e della sella non è molto indicata per le donne

Per saperne di più:

Cicli Elios
Via G. Ferrarsi, n. 996-1030
45021 BADIA POLESINE (RO)
Tel. 0425-51910
Sito internet: www.ciclielios.com
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.