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Biciclette

In prova: FRW Hunters Hill Pre Season 2010

 

In anteprima la prova della nuova FRW Hunters Hill, che si rinnova integralmente per il 2010, per rimanere al vertice della categoria

 

Il nuovo telaio Hunters Hill

 

 

  Il nuovo telaio Hunters Hill è stato completamente ridisegnato con l'obiettivo di ridurne il peso e migliorarne la già ottima rigidità del predecessore. Per prima cosa si è abbandonato il carbonio 6K per passare al carbonio 12K, ma ad alto modulo, quindi con migliori caratteristiche meccaniche, poi una completa rivisitazione delle sezioni dei tubi. Abbandonate le classiche sezioni più o meno tonde il nuovo telaio eredita, in parte, le forme del modello superiore Napa Valley. Il tubo di sterzo è lungo, più del vecchio modello, con la serie di sterzo integrata, ed un profilo ovale, prima assente.

Il tubo orizzontale è ora arcuato, con una sezione ben maggiore e non più regolare, ma con un'ampia fascia centrale di irrigidimento. Il tubo obliquo è stato incrementato nella sezione e si congiunge alla scatola del movimento centrale che dispone di una fasciatura maggiore. Tutto nuovo è anche il carro posteriore. I due tubi bassi sono di maggiori dimensioni, più alti e spessi, e si congiungono alla scatola del movimento centrale con una maggiore area di congiunzione, più alta e spessa. I tubi alti sono più fini, invece, ma si congiungono, sopra il freno, in una unica parte, piatta e molto larga, che poi si unisce al tubo verticale dal classico profilo tondo. La forcella monoscocca è realizzata con lo stesso carbonio ad alto modulo 12k del telaio ed ora ha foderi di maggiori dimensioni, pur avendo ridotto il suo peso. La qualità costruttiva del telaio è rimasta la medesima del precedente modello, cioè elevata e priva di difetti. E' da segnalare, inoltre, che sono state aggiunte la protezione (trasparente) contro gli urti della catena sul tubo basso del carro posteriore ed una protezione, sempre trasparente, che evita il contatto tra il telaio e la parte finale del cavo del freno posteriore. Entrambe queste soluzioni erano assenti sul vecchio modello e da noi evidenziate come difetti.

  

Il modello in prova: Hunters Hill Ultegra

 

 

Abbiamo ricevuto in prova il modello assemblato Ultegra, proprio lo stesso livello qualitativo della bici provata lo scorso anno; questo ci permette un confronto perfetto nel valutare la reale evoluzione del modello. Il gruppo Ultegra è usato per intero, come tradizione FRW, con comandi, freni, guarnitura (in questo caso compatta), pacco pignoni 12-27, catena, cambio e deragliatore. L'attacco manubrio è il modello Ritchey Wcs 4 Axis Wet White, mentre la piega, sempre Ritchey, è il modello Road Wcs. Il reggisella è sempre Ritchey con il modello Ritchey Pro Carbon, in carbonio monoscocca e regolazione a doppia vite dell'inclinazione della sella; tutti questi componenti facevano parte anche della dotazione tecnica del precedente modello. La sella, invece, è stata sostituita, si è passati dal modello Selle Italia SLK, al modello, sempre Selle Italia, SL Flow White. Nella bici della nostra prova (taglia L) le pedivelle hanno una lunghezza di 172,5 millimetri, mentre per il resto delle taglie attacco, piega e pedivelle sono differenziati nelle dimensioni in base alla taglia stessa, soluzione tipica di FRW. Le ruote sono le nuove DT Swiss Monchasseral 1450, che possono essere adottate in alternativa alle Mavic Ksyrium Elite del precedente modello, mentre i copertoncini rimangono gli ottimi Vittoria Rubino Pro. I pedali sono i Look Keo Classic, mentre da questa stagione, come per tutta la gamma FRW, è fornito di serie il portaborraccia, Elite, e la borraccia. Anche in questo ultimo caso avevamo evidenziato la loro assenza sul precedente modello, lacuna ora colmata. La bici così assemblata, nella taglia L, ha un peso, rilevato con la nostra strumentazione, di 7.8 kg, 300 grammi in meno del vecchio modello a parità di taglia e di gruppo adottato e con l'aggiunta del porta borraccia.

 

La prova su strada

 

 

Il nuovo modello Hunters Hill presenta un bel salto di qualità dal punto di vista tecnico, non tanto nella componentistica, rimasta sostanzialmente identica, quanto nella realizzazione del telaio, che è ben più raffinato del precedente modello. Fa piacere vedere che alcune "lacune" che avevamo evidenziato, come la mancanza di protezioni tra telaio e catena o il porta borraccia, siano state abilmente colmate. Positivo il passaggio dalle ruote Mavic alle ancora più raffinate DT Swiss Monchasseral 1450. Unico cambio che non ci convince è la sella, in quanto è stata abbandonata l'ottima SLK, per passare ad una più semplice SL Flow White. A parte questo, non si può non notare un aumento generale della qualità del prodotto, come anche dimostrato dai 300 grammi di peso in meno. In sella si ritrovano le stesse ottime sensazioni del precedente modello con una ergonomia ottima, sia dei comandi che della piega anatomica. Solo la sella è più dura e meno confortevole del vecchio modello. Il gruppo Ultegra non è più una novità, ma per fluidità di azione, precisione ed affidabilità, rimane ancora un prodotto vincente. Ottima la scelta dei rapporti. Grazie al peso ridotto della bici ed ad un 34/27 come rapporto più corto, anche i meno allenati ed i neofiti non avranno problemi a superare le pendenze più impegnative. Come sempre, potenti e modulabili i freni. Altra sicurezza viene dai pedali, sempre ben scorrevoli e con una buona base di appoggio. In movimento si apprezza subito il nuovo telaio che è riuscito a migliorare le già ottime prestazioni del vecchio modello. Il nuovo tipo di carbonio e la nuova progettazione, sono riusciti ad incrementare ulteriormente la sua rigidità e la reattività del carro posteriore. Grazie anche alle nuove ottime ruote DT Swiss, leggere e scorrevoli, la capacità della bici di esprimersi in ottimi rilanci ed accelerazioni è sensibilmente aumentata, così come la sua velocità generale nei tratti pianeggianti, proprio grazie alla rigidità del movimento centrale e la scorrevolezza delle ruote, oltre al peso complessivo della bici, inferiore. Anche in salita si riscoprono gli stessi vantaggi, riuscendo a tenere un passo generalmente superiore al vecchio modello. Oltre al peso inferiore ed alle nuove ruote, influisce soprattutto la maggiore rigidità del telaio, che è l'elemento maggiormente avvertibile rispetto al vecchio modello. Il confort sullo sconnesso e appena migliorato; rimane un modello più rigido e reattivo che confortevole, ma rispetto al precedente modello (che avevamo criticato per lo scarso confort) si è riusciti a fare un bel passo in avanti. In considerazione delle prestazioni di rigidità e reattività del telaio è ben difficile avere, comunque, un confort superiore. Le nuove caratteristiche del telaio hanno anche migliorato la precisione di guida sul veloce e sullo sconnesso, altro aspetto criticato sul vecchio modello. Ora la bici segue meglio la traiettoria impostata e non ha bisogno di correzioni. Rimane una bici molto veloce nell'inserimento in curva e che richiede solo un minimo di pressione sul manubrio per impostare velocemente la svolta. Ancora una volta si è preferito, quindi, privilegiare le prestazioni a comportamenti più "soft". Con queste caratteristiche, quindi, si è ancora più veloci nelle discese e nei percorsi guidati o nei circuiti cittadini, con continue frenate e rilanci. Ottimo il comportamento della forcella, ha migliorato le capacità di assorbire i colpi dell'asfalto senza perdere in rigidità e precisione di guida nelle frenate più violente.

   

Le prestazioni rilevate con il Polar CS 600 Power

 

 

 Il perché della prova:

 Abbiamo deciso di utilizzare la strumentazione Polar CS 600 Power per analizzare le prestazioni della bici. Altri strumenti ci possono indicare i valori di rigidità di un telaio, informazioni importanti, certo, ma che dicono poco sulla bontà complessiva della bici che l'appassionato andrà ad acquistare e sul suo reale rapporto qualità-prezzo. E' chiaro, infatti, che una bici non è solo telaio, ma anche i componenti con cui viene assemblata e che ne determinano le prestazioni globali. Con il Polar CS 600 Power riusciamo a sapere quanti watt l'atleta deve sviluppare per andare ad una velocità X. Tanto più il telaio sarà rigido, la guarnitura ottima, le ruote ottime, il resto dei componenti ottimi, tanto più bassa sarà la richiesta di potenza per raggiungere quella velocità X; tanto migliore sarà la bontà della bici nel suo complesso. Per contro, un telaio ottimo, ma con componenti non al top, potrà avere risultati peggiori di un telaio di media gamma ma assemblato con buoni componenti. Valutiamo quindi la bici nel suo complesso, così come la acquistiamo dal rivenditore, e non un singolo elemento di essa, se pure importante. Il Polar CS 600 Power, inoltre, è l'unico strumento che permette di rilevare la potenza sviluppata senza sostituire guarnitura o ruota posteriore.

 

La realizzazione del test:

 

montato e tarato a dovere il CS 600 Power, l’atleta ha percorso un tratto di strada perfettamente pianeggiante ed in ottime condizioni, senza vento ed altre interferenze. L'atleta ha percorso diversi tratti prima a 30 km/h costanti, poi a 40 km/h costanti ed infine a 50 km/h costanti, sempre con il rapporto più lungo disponibile. Queste le potenze necessarie per mantenere le velocità:

30 Km/h  watt 190

40 Km/h  watt 290 

50 Km/h  watt 440

  

Il commento al test strumentale

 

  

 

Il test ha confermato le impressioni ricevute su strada con un sensibile incremento di prestazioni rispetto al vecchio modello. Le nuove ruote e soprattutto il nuovo telaio permettono una migliore trasmissione della potenza ed un miglioramento avvertibile e tangibile delle performance della bici che risulta, a parità di watt sviluppati, sensibilmente più veloce del precedente modello.

 

 

I particolari

 

 

 
 
 
 
  

 
  
  
 
 

   

Conclusioni

 

 

La nuova versione Hunters Hill ha messo in mostra un sensibile miglioramento generale delle sue prestazioni e della sua qualità globale. Un telaio tutto nuovo, di migliore qualità, più rigido e reattivo e con migliori doti dinamiche. Nuove ruote, migliori rispetto alla vecchia dotazione ed una migliore attenzione ai particolari come il batti catena o il porta borraccia. Un modello quindi che evolve effettivamente la bici precedente. La nuova Hunters Hill si dimostra vincente per le prestazioni e le doti di guida, con una prevalenza delle doti di rigidità e reattività, rispetto al confort, che è comunque migliorato rispetto al passato. L'unica parte che non ci ha convinto, in una bici che è sicuramente migliore di quella precedente, è la nuova sella, più rigida e meno confortevole della vecchia. 

 

 

 

Aspetti positivi


Qualità costruttiva del telaio

Rigidità e reattività

Assemblaggio di qualità

 

Prestazioni

 

Dotazione completa

 

Incremento di prestazioni rispetto al precedente modello

 

 

  

Aspetti negativi

 

La sella è meno confortevole rispetto al precedente modello

 


Per chi è adatta

 

Agonista: sono esaltate le doti di rigidità e reattività del telaio, un ottimo mezzo per l'agonista.

Granfondista-cicloturista: ora il confort è aumentato e con una sella migliore si possono percorrere molti chilometri senza problemi.

  
 

Il prezzo

 

La bici in prova non è disponibile, al momento, con il gruppo Ultegra. I prezzi degli altri modelli sono i seguenti: € 2896,00 con gruppo Campagnolo Athena, € 3269,00 con gruppo Campagnolo Chorus, € 4539,00 con gruppo Campagnolo Super Record e € 4399,00 con gruppo Shimano Dura-ace. Il rapporto qualità-prezzo, quindi, si mantiene sugli ottimi livelli della precedente versione.

  

Per saperne di più:

Freewheeling S.r.l.

via Barsanti, 10

48100 Fornace Zarattini (RA)

tel. 0544 461525

fax 0544 462096

Sito internet: www.frwbike.it

Test svolto in collaborazione con: