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Biciclette

In prova: GT Zaskar Carbon Expert

Ben realizzata ed assemblata ha un telaio molto rigido e reattivo che consente prestazioni notevoli; sul veloce richiede esperienza; ottimo il rapporto qualità/prezzo/prestazioni

 

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L'Azienda

 

GT sono le iniziali di Gary Turner, il fondatore dell'Azienda. Nel 1973 il figlio di Gary si cimentava nel BMX, Gary riteneva la bici del figlio pesante e realizzò per lui una nuova BMX più leggera, questa è stata la prima vera bici GT. Nel 1974, grazie all'aiuto di Richard Long, Gary riesce a fondare GT e concentrarsi nella produzione di telai per BMX. Gli anni 80 segnano l'affermazione di GT nel mondo della BMX, ma anche l'inizio dell'avventura in Mtb, dove ben presto GT diventa protagonista. I maggiori campioni della BMX e della Mtb usano bici GT. Nel 1996 Richard Long muore in un incidente, ma questo non ferma l'attività di GT. Infatti, l'Azienda si specializza sempre più nel settore Mtb e Dh, dove arrivano importanti innovazioni dal punto di vista tecnico e molti prestigiosi risultati dal punto di vista sportivo; la gamma di bici, poi, si espande al settore stradale. Nel 2008 Burry Stander diviene XC World Champion Under 23, mentre altri importanti risultati giungono anche dalla BMX e dal Dh. Oggi GT fa parte del colosso industriale Dorel Industries.

 

La gamma GT

 

GT, come da tradizione, ha una gamma molto vasta di bici da BMX e per le varie discipline della Mtb. Più contenuta, per varietà di modelli, la presenza nel sottore Urban/City bike e bici da corsa. Nel settore Mtb, ogni disciplina è ben rappresentata da una serie di modelli che differiscono per il tipo di telaio, in carbonio o alluminio idroformato, e per gli assemblaggi. Non c'è settore che rimanga scoperto, così come le proposte, che partano dalla configurazione più semplice ed economica fino ad arrivare al mezzo specialistico, replica di quello adottato dai team GT che si cimentano nelle varie specialità. Nel Dh, famoso e pluri vittorioso è il telaio Fury, una vera icona di questa Azienda, mentre altrettanto apprezzati sono i telai Force (All Mountain) e Marathon. Nella gamma strada abbiamo il modello GTR, nei suoi vari assemblaggi. La gamma di bici da XC vede il telaio Zaskar Carbon al suo vertice nei vari assemblaggi e poi la gamma con il telaio in alluminio, che ricalca le geometrie e la forma del modello Zaskar Carbon, e la gamma di bici da Mtb non impegnativo.

 

La gamma GT Zaskar Carbon

 

Dal telaio Zaskar Carbon nascono tre modelli, tutti destinati al XC di alto livello. Al vertice abbiamo il modello Team XX, assemblato con il gruppo Sram XX a 10 velocità; poi abbiamo il modello Pro, assemblato con il gruppo Shimano XT, quindi il modello Export, assemblato con il gruppo Shimano SLX. In tutti i casi, i gruppi sono adottati per intero. Il telaio in carbonio è il medesimo è si tratta di un monoscocca in carbonio, struttura con cui GT ritiene di raggiungere i migliori valori di rapporto/ peso/rigidità. La particolarità di questo telaio è la struttura denominata a "triplo triangolo", ripresa anche sui modelli con telaio in alluminio. I tubi alti del carro posteriore, nel triplo triangolo, non si congiungono al tubo orizzontale nella zona del tubo verticale, ma sono più bassi, avvolgono il tubo verticale e si congiungono poi al tubo orizzontale, circa 20 centimetri dopo il tubo verticale. In questo modo GT è riuscita ad ottenere un carro posteriore più compatto, leggero e rigido. Inoltre, il terzo triangolo che si viene a formare (dopo quello del telaio e del carro) contribuisce a rendere il telaio ancora più rigido, senza sacrificarne il peso (il terzo triangolo è formato dal tubo verticale, orizzontale e dal prolungamento dei tubi alti del carro posteriore). La serie di sterzo è di tipo integrato. Il canotto di sterzo è corto e presenta un'ampia zona con cui si unisce al tubo orizzontale ed obliquo. Quest'ultimo ha una sezione generosa alla congiunzione con il canotto di sterzo e si riduce verso il movimento centrale, comunque di generose dimensioni. Il tubo verticale ospita reggisella dal classico diametro di 31.6 millimetri e, nella parte finale, ha il classico rinforzo, per GT, che lo unisce al tubo orizzontale. Il carro è molto compatto, con tubi dalla generosa sezione, come detto i due foderi alti si congiungono oltre il tubo verticale con il tubo orizzontale. I cuscinetti della serie di sterzo sono da 1 pollice ed 1/8 sia sopra che sotto. Di serie, su tutti i modelli, la piastrina in alluminio che protegge il carbonio da un’eventuale uscita della catena e la protezione trasparente sul tubo orizzontale del carro, lato catena, sempre per proteggere il carbonio da urti accidentali con la catena.

 

ll modello GT Zaskar Carbon Expert in prova

 

Il modello Expert si basa sul telaio Zaskar Carbon, disponibile nella sola versione rossa che si vede in foto e proposta nelle taglie S, M, L ed X. La bici è poi assemblata con il gruppo Shimano SLX, con cambio, deragliatore, freni a disco, comandi, guarnitura 22/32/44, catena e pignoni 11/32. La forcella è RockShox, modello Recon Race, priva di Lock Out. Le ruote sono le Mavic CrossRide Disc ed adottano copertoncini Kenda Karma nella misura 26x2.0. Attacco, reggisella e piega sono i modelli Ritchey Pro in alluminio, mentre la sella è la Fi'zi:k Gobi XM. Di serie i pedali Shimano PDM 540. Così assemblata, nella taglia M, la bici ha un peso, rilevato con la nostra strumentazione, di 10.8 kg.

 

 La prova su strada

 

La GT Zaskar Expert si presenta con un'estetica aggressiva e particolare, determinata dal triplo triangolo del telaio, che oltre a conferire a questa bici un comportamento dinamico unico, come vedremo, ne determina in modo esclusivo anche l'estetica. Peccato che non ci sia la possibilità di scegliere una gamma di colori; infatti ogni Zaskar Carbon è disponibile in un unico colore. Il modello Expert è solo rosso, segnaliamo che il modello con telaio in alluminio Zaskar Pro (alluminio triplo spessore idroformato) è disponibile anche nella taglia XS, così da venire incontro anche alle morfologie meno diffuse. La realizzazione del telaio rasenta la perfezione estetica: trama di carbonio perfettamente stesa, vernice brillante e coperta da trasparente, decals protette da trasparente, protezioni nelle zone di possibile contatto con la catena e perfetta guida dei cavi. Anche l'assemblaggio è curato e preciso. Almeno sull'esemplare in prova, avremmo reso più corti i cavi (giudizio soggettivo), ma niente che, eventualmente, un bravo ciclista non possa risolvere alla consegna della bici. L'assemblaggio è di qualità medio/alta, molto uniforme. I componenti Ritchey Pro non sono leggerissimi, ma affidabili e ben realizzati; le Route Mavic CrossRide, sono ruote di una buona qualità, ideali come ruote da allenamento. I copertoncini Kenda sono un buon complemento alle ruote, così come la sella Fi'zi:k. Di serie anche i pedali, sempre Shimano PDM 540, mentre manca il porta borraccia, pur essendo previsto l'alloggiamento di ben due borracce. In pratica il livello qualitativo della bici è molto elevato, soprattutto se si tiene in considerazione il prezzo di acquisto. In sella si assume una buona posizione, le manopole si impugnano con facilità e sono in morbida gomma, non affaticano neanche dopo diverse ore in sella. Anche quest'ultima si distingue per la buona base di appoggio e la seduta sostenuta, permette facili spostamenti del corpo, ma per i più sensibili è bene adottare dei buoni fondelli per evitare indolenzimenti al gluteo, soprattutto nelle prime uscite. Il reggisella Ritchey Pro ha la possibilità di regolare in modo millimetrico l'inclinazione della sella, così da rendere perfetto l'assetto in sella. Anche l'attacco Ritchey Pro 4Axis è corto e rigido, così come il manubrio, sempre non leggerissimo, ma affidabile e rigido. I comandi Shimano SLX si usano con facilità, anche se l'escursione delle leve potrebbe essere più contenuta; buona la velocità di cambiata ed ottima la precisione nel passaggio di rapporto, in ogni condizione. La rumorosità è contenuta e diventa avvertibile solo con la catena in tiro. I freni hanno le leve vicine al manubrio e la conformazione delle stesse agevola sia le mani grandi che piccole; ottima la possibilità di regolare la distanza della leva dal manubrio. La forza dell'impianto frenante è eccellente, così come la sua modulabilità, solo la pressione da esercitare sulle leve potrebbe essere più contenuta, ma questo agevola la modulabilità dell'impianto frenante, che è uno dei punti di forza. Non ci sono, comunque, problemi ad ottenere frenate decise con una pressione da esercitare sulla leva che, se pure maggiore di alcuni concorrenti, è alla portata di tutti e non fastidiosa. I pedali PDM 540 hanno l'unico difetto di essere pesanti, per il resto la loro funzionalità rimane ottima; come al solito con il fango pesante non sono il massimo, ma si tratta di un pedale entry-level a cui non si può chiedere di più. Le ruote Mavic sono robuste ed affidabili, scorrono bene, ma anche in questo caso è il peso il loro lato negativo, che penalizza l'accelerazione e gli scatti, oltre che la salita. Come detto, sono ottime ruote da allenamento e per chi non è interessato alle competizioni, mentre questi ultimi faranno meglio a trovare una coppia di ruote più leggere da usare in gara (insieme ad altri pedali, sempre dal peso minore); d'altro canto al prezzo di acquisto della bici è impossibile trovare ruote o pedali di più alto livello. I copertoncini Kenda sono ideali su fondi compatti o moderatamente sabbiosi; in queste condizioni rendono al meglio, mentre vanno in crisi sui terreni molto lenti, i ghiaioni ed i terreni fangosi; non sono dei copertoncini a 360 gradi, ma nel range per cui sono stati realizzati si comportano in modo egregio e, come già detto in altre occasioni, nella Mtb è impossibile trovare un copertoncino realmente universale. La forcella ha mostrato, sull'esemplare in prova, di avere bisogno di un periodo di rodaggio per rendere al meglio; nei primi chilometri scorreva poco ed era poco sensibile alle regolazioni, ma la situazione è poi migliorata con l'uso e dopo circa 200km di fuoristrada duro si è completamente "slegata", offrendo un comportamento più che buono. Non leggerissima, è in grado di soddisfare le esigenze dei più, con una buona sensibilità alle regolazioni ed una scorrevolezza più che ottima. In questo caso emerge, caso mai, come per la Mtb sia importante scegliere un negozio che offra un'ottima assistenza post vendita. Infatti, in un caso come nella forcella del test, in cui c'è bisogno di un periodo di rodaggio prima di avere buone prestazioni, si riesce a migliorare ulteriormente il comportamento della stessa facendo eseguire una pulizia interna della forcella ed una sostituzione dell'olio, dopo il periodo di rodaggio. In questo modo vengono eliminate le impurità presenti all'interno, causate dalle lavorazioni meccaniche e dall'assestamento dei componenti della forcella stessa, ottenendo un comportamento ancora più preciso e fluido. Detto della scorrevolezza e della sensibilità alle regolazioni, rimane il neo dell'assenza del Lock Out al manubrio, mentre è efficace ed utile la possibilità di regolare il freno idraulico in compressione della forcella, che insieme alla velocità di ritorno ed al precarico permettono una personalizzazione totale della stessa. Altra accortezza che si può usare è quella, una volta decisa la regolazione del freno idraulico in compressione, di segnare con un pennarello indelebile la posizione della leva di regolazione; infatti è la stessa del Lock Out e senza un punto di riferimento si corre il rischio di non trovare più la corretta posizione riaprendo il passaggio dell'olio, specie in gara. Sin dalle prime pedalate emerge la grande rigidità di questo telaio, sia in generale che del carro posteriore in particolare; anche la geometria dello sterzo è improntata alla massima reattività. Questo si traduce in un comportamento che se da un lato penalizza il confort avvicinando questo telaio a quelli in alluminio, dall'altro esalta le prestazioni. La scorrevolezza della guarnitura, la rigidità del movimento centrale e del carro posteriore, oltre che del telaio in generale, unita alla buona scorrevolezza delle ruote, portano a prestazioni ottime sui fondi scorrevoli, con una trasmissione della potenza perfetta e una reattività eccezionale, solo in parte penalizzata dalle ruote, non leggerissime. Cambi di ritmo ed accelerazioni sono efficacissimi e competitivi in assoluto. Lo sterzo rimane sempre leggero, il che porta ad una manovrabilità ottima sullo stretto e nei percorsi molto guidati, dove le curve "basta pensarle", per eseguirle con una velocità e naturalezza disarmante. Nelle salite più impegnative si sale con facilità, grazie al peso contenuto ed alla già citata rigidità del telaio e del carro posteriore, che offre anche un'ottima trazione su ogni tipo di fondo. In questi casi, però, si deve fare i conti con lo sterzo leggero che, causa la salita, diventa ancora più reattivo e meno preciso. In questi frangenti si deve adottare uno stile di guida avanzato per trovare la direzionalità necessaria; ciò non compromette la trazione della ruota posteriore, che rimane sempre ottima, pur con i limiti che abbiamo segnalato nel comportamento dei copertoncini. Vista l'elevata rigidità e reattività del telaio i copertoncini, specialmente il posteriore, possono essere gonfiati al minimo, senza che le prestazioni velocistiche siano penalizzate in modo evidente e trovando un'aderenza maggiore sui fondi poco congeniali a questi copertoncini. Sul veloce il comportamento si mantiene sempre molto competitivo, con prestazioni ottime, ma nelle lunghe discese ad alta velocità è meglio spostare più avanti il peso per caricare meglio l'avantreno e trovare una migliore stabilità e direzionalità. Anche in questo caso, con la tecnica di guida appropriata, si riesce ad essere velocissimi, mentre tenendo dei ritmi più bassi non ci sono problemi di sorta. E' una bici facile da guidare in Mtb, anche per il neofita, ma fino a ritmi medi, oltre inizia ad essere impegnativa e va conosciuta nelle sue caratteristiche e reazioni: è una bici a cui si deve dare del "Lei" nelle prime uscite. Va conosciuta poco alla volta, imparando a conoscere i segreti e le peculiarità di un telaio che possiamo definire "Border Line". Un telaio rigidissimo ed efficacissimo, ma che risponde in modo particolare sulle asperità e sul veloce, che cambia carattere e comportamento secondo la taratura della forcella, dei copertoncini usati e della loro pressione. Non è uno di quei telai che corre su di un binario, sempre; al contrario, va conosciuto e si deve imparare a farlo correre sui binari: siamo noi a doverlo guidare non lui a portare noi. La forcella, per esempio, va regolata in modo da renderla scorrevole sulle piccole asperità, così da non far saltare molto la bici, ma anche regolarla in modo da resistere ai colpi più duri e con un ritorno ed una compressione controllati, in modo da consentire pochi trasferimenti di carico allo sterzo. Anche i copertoncini vanno scelti con cura, l'importante è l'anteriore, che deve assicurare una buona tenuta in curva ed una buona direzionalità, eventualmente lasciandolo alla minima pressione di gonfiaggio. Il posteriore crea meno problemi, se non si hanno esigenze di confort si può lasciare ben gonfio, per migliorare la già ottima reattività del carro. Associando alla scelta idonea al percorso ed alle nostre esigenze di guida le giuste regolazioni, ci ritroveremo in mano "un'arma totale", impegnativa da portare al limite, è vero, ma efficacissima in ogni condizione: reattiva, velocissima sullo stretto e stabile a sufficienza sul veloce, bilanciata nei salti e nei percorsi più tecnici. In queste condizioni risulta competitiva in termini assoluti con la migliore concorrenza del settore, ed in molti aspetti anche superiore. I neofiti ed i più tranquilli, invece, non avranno problemi, perchè fino a velocità medie il comportamento rimane sempre prevedibile e sicuro. Questi ultimi troveranno solo uno sterzo molto leggero e reattivo ai comandi, e solo qualche difficoltà, senza la giusta tecnica di guida, nelle salite con le pendenze più ripide, dove lo sterzo si fa sempre molto leggero, anche se il controllo della traiettoria non entra mai in crisi. Sempre il neofita o l'escursionista faranno bene a lasciare gonfiati al minimo i copertoncini, per trovare confort e direzionalità, ed una taratura "soft" della forcella, così da migliore il feeling con l'avantreno ed il confort di marcia.

 

Conclusioni

 

La GT Zaskar Expert si è rilevata una bici dalle caratteristiche peculiari e, nelle giuste mani, di un'efficienza unica. Facile da guidare nel turismo e nell'escursionismo, diventa impegnativa se si cercano le prestazioni massime assolute, ma ripaga con una efficienza ottima, per molti aspetti migliore di altri blasonati concorrenti, e noi non abbiamo provato il modello "Top Gamma" Team XX…. Realizzata con grande cura è un bel prodotto, con il limite della gamma colori, ma il telaio, in se, è veramente valido, rigido e reattivo. In questo si avvicina al comportamento di molti telai in alluminio, quindi chi cerca un telaio in carbonio per il confort potrebbe rimanere deluso. Però questa bici assicura prestazioni eccezionali e nelle giuste mani, con la giusta tecnica di guida, ha un comportamento dinamico vincente, imbattibile sullo stretto. Una bici, quindi, che farà la felicità dei più esperti e di chi cerca un mezzo competitivo in gara; in questo frangente solo le ruote, non leggerissime, possono risultare un limite. Chi non ha ambizioni agonistiche, invece, si porterà a casa una bici assemblata con cura, affidabile e dal grande rapporto qualità-prezzo che, all'occorrenza, può essere anche molto veloce. Si potrebbero criticare i pedali e le ruote pesanti, o l'assenza del porta borraccia; ma è impossibile fare le magie ed il prezzo di acquisto tiene in considerazione questi aspetti.


Aspetti positivi

 

Estetica particolare

Qualità costruttiva

Rigidità e reattività del telaio

Manegevolezza

Velocità di inserimento in curva

Prestazioni generali

Rapporto qualità-prezzo


Aspetti negativi

 

Elevata reattività dello sterzo per un uso turistico

Scarso confort del carro posteriore

 

 

Il prezzo

 

La bici proposta ha un prezzo di circa 2.199 Euro. Considerando le prestazioni emerse e la qualità del prodotto è ben difficile fare di meglio. Gli altri modelli hanno sempre prezzi molto convenienti: Carbon Team XX 5.499 Euro, Carbon Pro 2.999 Euro. In definitiva il modello Expert, per chi non ha ambizioni di vittoria assoluta, si può considerare il migliore acquisto all'interno della gamma Zaskar Carbon, soprattutto per chi pratica Mtb solo a livello amatoriale.

 

A chi è adatta

 

Agonista: leggera, rigida e reattiva, una bici ideale per l'agonista, nel modello Export, soltanto le ruote sono da cambiare, mentre il modello Team XX è "pronto gara"; nel mezzo troviamo il modello Carbon Pro.

Cicloturista: una bici di grande qualità e con un ottimo rapporto qualità-prezzo, non è molto confortevole, adatta a chi cerca anche delle ottime prestazioni.

Donne: non ci sono modelli specifici, mentre il ridotto numero di taglie potrebbe costituire un limite; da analizzare caso per caso; da cambiare, almeno, la sella.


Per saperne di più:

 

GT Bicycles
Sito Internet:
www.gtbicycles.com