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In prova: Viner Maxima PDF Stampa E-mail
Biciclette - Viner
Scritto da Luca Salvatelli   
Giovedì 11 Giugno 2009 11:02

Rigida, reattiva, leggera; con un telaio realizzato solo su misura è una vera "Dream Bike"

Il progetto Maxima

Per il suo top gamma Viner ha realizzato un modello molto esclusivo e particolare, dove non solo si realizza il telaio su misura, ma lo stesso viene definito, per quello che riguarda la stratificazione dei tubi di carbonio, in base alle esigenze del cliente. Questo processo, interamente realizzato in Italia, permette di avere un telaio di volta in volta unico ed assolutamente personalizzato per il cliente.

Ciò consente, anche ad amatori pesanti, di poter pedalare su di un telaio in fibra di carbonio in assoluta sicurezza e tranquillità; per questo non c'è nessun limite di peso per l'utilizzatore. Il triangolo principale del telaio, il cui debutto è avvenuto durante lo scorso anno, è realizzato con tubi in carbonio 6K il cui spessore è determinato, come detto, in base alle caratteristiche ed alle richieste dell'atleta. Le congiunzioni sono in evidenza con carbonio 3k. Il carro posteriore è realizzato da Deda Acciai, così come la forcella Black Drive. La serie di sterzo FSA è integrata e da 1 pollice ed 1/8. Il peso del telaio è dichiarato in 1.080 grammi, mentre la forcella pesa 320 grammi. Per il telaio viene dichiarato il peso minimo, in quanto, nella realtà, ogni telaio ha un proprio peso in base alla diversa realizzazione dei tubi di carbonio. Tra le varie possibilità di personalizzazione è possibile scegliere il movimento centrale di tipo tradizionale o BB30, ed il canotto reggisella integrato o meno. Il curioso e distintivo finale del tubo orizzontale può essere o meno incluso, scegliendo un profilo classico. Il diametro dei tubi principali del telaio è generoso e standard in ogni caso (varia lo spessore non il diametro) e perfette sono le congiunzioni che sono state volutamente messe in evidenza. I colori disponibili sono rosso, arancio, giallo e rosa.

La Maxima in prova

Come ogni Maxima, anche il modello in prova è stato realizzato appositamente su misura, con un assemblaggio fatto su richiesta del cliente. In questo caso si è scelto di adottare il gruppo Sram Red al completo con comandi, freni, catena, cambio, deragliatore, guarnitura 53/39 e pacco pignoni 11/23. I pedali che vedete in foto, non fanno parte della bicicletta. L'attacco è il noto Deda Zero 100 Servizio Corse, mentre la piega anatomica è l'omonima Zero 100, come il reggisella, provvisto di regolazione micrometrica dell'inclinazione della sella. Tutti questi tre componenti sono in alluminio e si caratterizzano per l'elevata rigidità ed il peso estremamente contenuto. La sella è una Selle Italia SLR Gel Flow. La borraccia Elite è di serie, così come il portaborraccia, sempre Elite, in resina carbon look. Le ruote scelte sono le nuove Viner Caesar Carbon in carbonio per tubolare, realizzate da Marchisio e rifinite nell'estetica dalla stessa Viner. I tubolari sono gli Schwalbe Stelvio, nella misura 700x22. La bici, così assemblata, ha un peso, senza pedali, di 6.5 kg, con un telaio della misura di circa 56 cm.

La prova su strada

La Viner Maxima si caratterizza per la particolare estetica del telaio, dove spicca il finale del tubo orizzontale, un elemento distintivo di questo modello. Le finiture sono ottime, come si conviene ad una bici di altissima gamma ed anche i componenti scelti rispecchiano la volontà di creare una bici molto competitiva, come dimostra il peso contenuto, nonostante la taglia generosa del telaio. D'altro canto avrebbe poco senso acquistare un telaio simile e mortificarlo con componenti non all'altezza. In definitiva, l'unico particolare non di "fama" sono le ruote in carbonio Viner, ma sono in realtà delle ottime Marchisio, mentre chi vuole esagerare può scegliere altri componenti ancor più "esoterici". Bastano poche pedalate per comprendere il carattere di questa bici, che non ha timori nei confronti della concorrenza più quotata ed anzi, molti vantaggi a suo favore. Il peso contenuto del mezzo esalta la rigidità del telaio e questo si traduce in accelerazioni e cambi di ritmo fulminanti, oltre alla possibilità di mantenere a lungo velocità elevate con minimo dispendio energetico. La rapportatura lunga, che metterebbe a disagio su altri modelli, in questo caso non impensierisce, vista la facilità con cui si affrontano le salite e risulta lunga solo nelle pendenze più accentuate. Un pacco pignoni alternativo è comunque più che sufficiente per coprire ogni esigenza, lasciando la guarnitura compatta al "popolo". Le ruote Marchisio sono una piacevole sorpresa, perchè rigide, leggere (ma non leggerissime) e scorrevoli, veramente un'ottima coppia di ruote con un favorevole rapporto qualità-prezzo. I tubolari Stelvio sono un degno completamento delle ruote: precisi, confortevoli e scorrevoli, anche se non leggerissimi. La sella è ottima per confort, ma soprattutto perchè lascia ampio spazio di movimento alle gambe. Il gruppo reggisella, attacco e piega, è molto rigido; questo contribuisce alla sensazione di assoluta rigidità e reattività della bici, anche se in parte penalizza il confort, ma non è questa la bici adatta a chi cerca il confort, almeno nell'assemblaggio scelto. Invece è la bici ideale per chi cerca le prestazioni massime, dalla rigidità del movimento centrale, al carro posteriore per passare al canotto di sterzo ed alla forcella. Per questo ogni pedalata viene trasmessa, con un minimo dispendio di energia, alla ruota posteriore. In questo, buon merito lo ha anche il gruppo Sram Red, leggero e con una guarnitura scorrevole e rigida. Ottima la potenza dei freni, con materiale di attrito dedicato ai cerchi in carbonio ed ottima la precisione e la velocità di passaggio tra un rapporto e l'altro, uno dei maggiori pregi di questo gruppo. C'è da segnalare che la potenza frenante è ottima, meno lo è la modulabilità, come su molti cerchi in carbonio, con una prima fase di mordente modesto ed una seconda parte della frenata più incisiva; una questione di abitudine e di dosaggio della forza frenante. La piega anatomica si impugna benissimo e si riesce a percorrere senza fastidi molti chilometri con le mani sull'impugnatura bassa, migliorando la penetrazione aerodinamica e le già ottime prestazioni. Nonostante la bici di taglia elevata, ottima è anche la velocità di inserimento in curva e nei cambi di direzione. In discesa, quindi, si è molto competitivi, grazie anche alla possibilità di rilanciare forte l'azione in uscita di curva, assecondati dalla rigidità del telaio. Ovviamente l'impegno di guida risulta maggiore rispetto ad altri modelli Viner, ma anche le prestazioni sono ben maggiori. Invece, rispetto ai più quotati concorrenti, questo modello si segnala per una grande precisione di guida unita ad un'ottima velocità nei cambi di direzione. Le ruote risentono un po’ del vento laterale, ma solo in presenza di vento forte. In queste condizioni un maggiore impegno fisico deve essere messo in preventivo. Così come un maggiore stress nei percorsi molto sconnessi. Ma il bello di questa bici lo si apprezza sui percorsi guidati ricchi di cambi di ritmo, dove è un piacere rilanciare l'azione, uscire in fuori sella e sentire la rigidità del telaio trasmettere tutta la forza alla ruota posteriore, e vedere la velocità che aumenta rapidamente. Una bici il cui limite è l'atleta.

Le prestazioni rilevate con il Polar CS 600 Power

Il perché della prova:

Abbiamo deciso di utilizzare la strumentazione Polar CS 600 Power per analizzare le prestazioni della bici. Altri strumenti ci possono indicare i valori di rigidità di un telaio, informazioni importanti, certo, ma che dicono poco sulla bontà complessiva della bici che l'appassionato andrà ad acquistare e sul suo reale rapporto qualità-prezzo. E' chiaro, infatti, che una bici non è solo telaio, ma anche i componenti con cui viene assemblata e che ne determinano le prestazioni globali. Con il Polar CS 600 Power riusciamo a sapere quanti watt l'atleta deve sviluppare per andare ad una velocità X. Tanto più il telaio sarà rigido, la guarnitura ottima, le ruote ottime, il resto dei componenti ottimi, tanto più bassa sarà la richiesta di potenza per raggiungere quella velocità X; tanto migliore sarà la bontà della bici nel suo complesso. Per contro, un telaio ottimo, ma con componenti non al top, potrà avere risultati peggiori di un telaio di media gamma ma assemblato con buoni componenti. Valutiamo quindi la bici nel suo complesso, così come la acquistiamo dal rivenditore, e non un singolo elemento di essa, se pure importante. Il Polar CS 600 Power, inoltre, è l'unico strumento che permette di rilevare la potenza sviluppata senza sostituire guarnitura o ruota posteriore.

La realizzazione del test:
montato e tarato a dovere il CS 600 Power, l’atleta ha percorso un tratto di strada perfettamente pianeggiante ed in ottime condizioni, senza vento ed altre interferenze. L'atleta ha percorso diversi tratti prima a 30 km/h costanti, poi a 40 km/h costanti ed infine a 50 km/h costanti, sempre con il rapporto più lungo disponibile. Queste le potenze necessarie per mantenere le velocità:
30 Km/h 171 watt
40 Km/h 255 watt
50 Km/h 400 watt

Il commento al test strumentale

Il test ha messo in evidenza quanto riscontrato nella prova su strada. L'elevata rigidità del telaio, il peso contenuto e l'ottima scorrevolezza di ruote e tubolari (ma anche della guarnitura) hanno permesso prestazioni ottime. Il divario con le bici fin qui provate (tutte di gamma media e medio alta) aumenta con l'aumentare della velocità. Segno che l'elevata rigidità del telaio permette un'ottima trasmissione della potenza anche quando questa cresce, punto dove gli altri telai iniziano ad andare in crisi. Il test è ottimo anche in confronto con la concorrenza di pari livello.

I particolari

Conclusioni

La Viner Maxima ha dimostrato di essere una delle migliori bici in assoluto, per peso contenuto, rigidità del telaio, prestazioni, ma soprattutto per la sua particolare realizzazione. Questa porta ad una bici realmente unica e proposta, per di più, ad un prezzo veramente concorrenziale. Difetti non ne ha e le prestazioni sono ottime, superiori ai concorrenti più accreditati, come dimostrato dal test strumentale. Non giudichiamo l'assemblaggio proposto (comunque di altissimo livello e qualità) perché ognuno sceglie i componenti che più preferisce, ma il telaio è realmente una piccola "opera d'arte" il cui unico difetto è quello di non avere un "brand" così incisivo come altri concorrenti, magari di spessore tecnico ben inferiore. E' la bici perfetta per chi bada alla qualità vera, alle prestazioni ed al rapporto qualità-prezzo, ma non è la bici migliore per vantarsi con gli amici di aver acquistato il modello di questo o quel campione del ciclismo professionistico: questo è il suo vero ed unico limite. Per molti un ostacolo all'acquisto, purtroppo.

Aspetti positivi

Estetica e qualità costruttiva
Massima possibilità di personalizzazione
Rapporto qualità-prezzo
Rigidità e reattività del telaio
Peso contenuto
Affidabilità
Prestazioni
Realizzazione interamente Made in Italy

Aspetti negativi

Nessuno

Il prezzo

Il kit telaio ha un prezzo di circa 2.900 Euro. Un prezzo ottimo inferiore a quasi tutti i concorrenti che non possono vantare una simile possibilità di personalizzazione. Il costo finale della bici assemblata dipende dai componenti scelti e varia di conseguenza.

A chi è adatta

Agonista: una delle migliori scelte in assoluto, per prestazioni e qualità della guida.
Granfondista-cicloturista: con i giusti componenti e le specifiche richieste nella realizzazione del telaio, una bici perfetta per l'amatore che bada alla qualità ma non rinuncia alle prestazioni.
Donne: il telaio su misura e la personalizzazione ne fanno una delle pochissime top bike realmente indirizzata alle donne.

Per saperne di più:

Viner Spa
Via Gora e Barbatole 276
051100 Pistoia
Tel. 0573/477222
Fax. 0573/47711
Sito Internet: www.viner.it
E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Test svolto in collaborazione con:

 

 

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