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Pubblicato Giovedì, 07 Maggio 2009 14:14
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Scritto da Luca Salvatelli

Serena Baldi e Francesco Capaccioli
Da tempo avevamo deciso di effettuare una visita alla Viner, ma il tempo passa e gli impegni si susseguono, così dall’idea iniziale sono passati quasi 12 mesi ….. meglio tardi che mai, comunque.
Certo che senza navigatore satellitare non è che sia facile ritrovare la sede per chi non è pratico della zona o chi si aspetta il solito insediamento produttivo, in un’area industriale. Per fortuna a Pistoia, che pure conta una presenza industriale di un certo livello, sembra che tutti conoscano l’Azienda e così, si è indirizzati in una zona di campagna, tra aziende agricole e vivai, in cui, quando oramai si pensa di aver preso l’ennesima strada sbagliata, emerge una bella struttura, con un’insegna in tipico “stile Viner”: un cartello ben fatto, ma niente clamori, si bada alla sostanza!
Abbiamo l’onore di essere accolti da Francesco e Serena, gli eredi di terza generazione di quel Viviano Nerozzi che molti anni fa fondò la Viner. Sono loro che oggi guidano l’Azienda affiancati da Rodolfo, manager di lunga esperienza e con diverse ed importanti esperienze lavorative in aziende di grande spessore e da tempo legato a Viner, per amicizia con il papà di Serena, Cesare Baldi, prematuramente scomparso lo scorso anno. Se Rodolfo, con la sua lunga esperienza, rappresenta il passato ed il presente di Viner, Francesco e Serena rappresentano il futuro, oltre, ovviamente al presente. Insieme a loro un gruppo di persone appassionate e competenti, che in questi anni hanno permesso alla Casa di superare anche i periodi più difficili.
Ciclonline: in un periodo come questo la prima domanda è d’obbligo, risentite della attuale congiuntura economica?
Francesco: facendo gli opportuni scongiuri fino ad ora le cose vanno bene, anche se ci sono delle evidenti difficoltà. Alcuni mercati esteri sono fermi, mentre altri, almeno per noi, sono in espansione; anche in Italia alcuni negozi sono in crisi, ma altri hanno aumentato la loro quota di vendite; il bilancio conclusivo è per la nostra azienda positivo.
Ciclonline: vi aspettavate alla vostra giovane età di essere chiamati a ricoprire questo ruolo di grande responsabilità?
Serena: le nostre famiglie, partendo da mio nonno Viviano, hanno sempre lavorato in azienda, mia madre stessa ha lavorato qui, ed io mi ricordo da piccola quando uscivo da scuola e venivo qui a trovarla ed a trovare gli altri collaboratori, tutte persone che conosciamo da quando siamo nati. Il loro aiuto, insieme a quello delle nostre famiglie ed a quello di Rodolfo, è stato determinante nel superare i momenti più difficili.
Ciclonline: l’attuale mercato è diviso tra grandi gruppi industriali che producono in Paesi “Low Cost” dominando il mercato e piccoli artigiani, ma dai volumi di vendita irrisori; c’è spazio per un’Azienda di medie dimensioni come la Vostra?
Francesco: se non fossimo convinti che non ci fosse spazio già avremmo cercato un altro lavoro! Noi siamo una azienda di medie dimensioni, ma che fa un vero lavoro artigianale, non produciamo bici in stock, ma solo su richiesta del cliente, che può scegliere ogni singolo componente da adottare. La nostra forza è la qualità e la personalizzazione del prodotto di un piccolo “Atelier” con il vantaggio di un prezzo competitivo.
Ciclonline: però non sembra che la maggior parte dei clienti apprezzino questo discorso, se guardiamo i Vostri volumi di vendita sono ben lontani dalle principali Aziende del settore.
Serena: purtroppo la percezione della qualità di un prodotto in Italia è legata, in gran parte, alle sponsorizzazioni sportive e non ad un reale esame dell’oggetto. Nei Paesi esteri non abbiamo questi problemi perché gli appassionati guardano più alla qualità oggettiva ed al rapporto qualità-prezzo, per questo vendiamo benissimo all’estero ed abbiamo, in proporzione, più difficoltà in Italia.
Ciclonline: proprio i Vostri prezzi sono uno dei Vostri punti di forza, come fate a produrre in Italia telai che costano meno di moltissimi prodotti del Sud-Est asiatico?
Francesco: semplice, ci accontentiamo di un onesto guadagno; poi come ha detto Serena è difficile chiedere all’appassionato italiano prezzi elevati, quando il prodotto non è usato da un campione del ciclismo. Però chi scopre Viner, non lascia più il nostro marchio e questo è per noi il più bel biglietto da visita.
Ciclonline: non sarebbe il caso di avere una politica di marketing più aggressiva?
Serena: ci abbiamo pensato e spesso il pensiero ritorna, avremmo anche le forze necessarie per sponsorizzare un team Pro Tour con campioni di primo livello, ma non vogliamo cadere nella trappola del tanto e subito a discapito del cliente.
Ciclonline: cosa vuol dire?
Francesco: significa che vogliamo crescere mantenendo intatta la nostra qualità ed il nostro rapporto con i clienti. Mentre stiamo parlando in Azienda ci sono dei meccanici che stanno assemblando delle bici, sono persone che conosciamo da quando siamo nati, ci fidiamo di loro, e sappiamo bene che noi stessi non sapremmo fare di meglio di quanto stanno facendo loro, questa è la nostra forza. Vogliamo crescere piano piano, con le nostre forze, un incremento brusco della produzione metterebbe in pericolo la qualità del nostro prodotto. Non è facile quintuplicare i volumi produttivi e non vogliamo seguire la strada di molti nostri concorrenti, fatta di frequenti richieste di assistenza in garanzia.
Ciclonline: parlando di qualità, quale è il vostro telaio più affidabile e quale è la vostra percentuale di difettosità?
Serena: non abbiamo un telaio più affidabile di un altro e la percentuale di difettosità riscontrata dai clienti è inferiore allo 0.5%, in questo siamo molto soddisfatti.
Ciclonline: quale è il difetto più ricorrente?
Francesco: non abbiamo difetti ricorrenti, nè abbiamo mai avuto difetti di progettazione; come detto facciamo un lavoro veramente artigianale e può succedere che l’addetto alla lavorazione commetta un errore ….
Ciclonline: come avviene la creazione di un nuovo modello?
Serena: per prima cosa si definiscono gli obiettivi da raggiungere, attraverso le richieste dei nostri atleti e del mercato, poi si passa alla progettazione e quindi alla fase di collaudo del prodotto, infine alla sua realizzazione, il tutto in almeno 18 mesi, ma spesso anche di più.
Ciclonline: la progettazione è interna all’Azienda?
Francesco: è uno dei nostri fiori all’occhiello, siamo noi che ideiamo il telaio, che lo disegniamo e lo progettiamo, anche grazie all’aiuto di una serie di amici di vecchia data; quindi siamo sempre noi che lo collaudiamo su strada, avvalendoci anche dei nostri atleti, quindi la fase finale, la realizzazione che avviene a stretto contatto con i nostri fornitori.
Ciclonline: perché la realizzazione vera e propria è esterna all’Azienda?
Serena: l’attuale specializzazione impone elevati investimenti, impossibili da fare per un’Azienda delle nostre dimensioni; alluminio, carbonio, titanio, acciaio, più tutte le varie combinazioni, ognuna richiede macchinari adeguati, preferiamo rivolgerci a singoli specialisti del settore, ma sono tutti artigiani italiani.
Ciclonline: ma i tubi in carbonio però non sono mai italiani, o no?
Francesco: no, noi siamo, credo, l’unica od una delle pochissime aziende che usa anche tubi in carbonio realizzati in Italia, per un prodotto che è realmente Made in Italy.
Ciclonline: la Vostra partnership con Deda non rischia di limitare la Vostra possibilità di crescita tecnica?
Serena: con Deda Acciai c’è un bellissimo rapporto, loro ci forniscono quello che vogliamo, è qui la forza di questo accordo, esserci legati ad un’Azienda leader del settore che produce su nostre specifiche richieste. Al momento siamo molto soddisfatti di questo rapporto.
Ciclonline: come è nata l’idea delle ruote Viner Caesar?
Francesco: nella continua ricerca di un prodotto di alta qualità ci siamo resi conto che il massimo era avere delle ruote che seguissero la grafica ed i colori della bici. Già in passato avevamo avuto diversi contatti, ma non riuscivamo a trovare un fornitore che avesse prodotti di qualità e fatti in Italia. Così grazie all’incontro con Marchisio siamo riusciti nel nostro intento. Siamo molto soddisfatti di questo accordo tecnico, perché le ruote Marchisio hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo, migliore dei più diffusi concorrenti. Sottolineo che le ruote sono completate, nella grafica, da un nostro collaboratore, che con tanta pazienza le rifinisce a mano una ad una.
Ciclonline: come sono divise le vendite tra i vari modelli?
Serena: in Italia il mercato è uno solo, bici da corsa in carbonio; il mercato estero è differente, si torna all’alluminio ed all’acciaio, oltre al carbonio, ovviamente. Inoltre, è vivo il mercato delle bici da corsa retrò e di quelle a ruota fissa.
Ciclonline: la vostra gamma da Mtb come va?
Francesco: abbiamo lavorato molto in passato con la Mtb, poi il mercato è cambiato e noi abbiamo operato scelte diverse. Siamo per una Mtb su misura e non come l’attuale mercato che vede bici con due o tre taglie realmente commercializzate ed adattate al cliente. Diversi atleti del nostro Team 13 Viner hanno corso con bici da Mtb realizzate su misura e sono rimasti entusiasti dei loro mezzi. Purtroppo il mercato non sembra recepire molto questo concetto, anche se le soddisfazioni non mancano anche in questo settore.
Ciclonline: torniamo alla strada, tutti i vostri competitors si stanno indirizzando, anche per l’alta gamma, verso telai in carbonio monoscocca, voi rimanente ancorati ai “vecchi” tubi fasciati, come mai?
Serena: torniamo al discorso di prima, si fa un telaio che introduce consistenti risparmi di produzione per l’azienda, lo si dà ad un grande campione e quel prodotto diventa il punto di riferimento per gli appassionati; in tutto questo gioco a rimetterci sono gli appassionati e la qualità, per fortuna c’è ancora spazio per prodotti seri.
Ciclonline: ma proprio sicuri che sia così?
Francesco: certamente! Un telaio fasciato, quando è un prodotto di qualità, è rigido quanto e più di un monoscocca, ma soprattutto è ben più affidabile, pensi che noi abbiamo amatori di oltre 100 kg che viaggiano sul nostro Maxima, con massima soddisfazione e senza alcun problema. E’ anche per questo che noi non produciamo telai con l’ossessione del peso minimo, la sicurezza viene prima di tutto.
Ciclonline: ma, in sincerità, dovendo individuare un telaio da strada migliore del Vostro top gamma Maxima, che nome ci fate?
Interviene Rodolfo, che, da grande saggio, è rimasto in disparte ed in silenzio ad osservare: “Sono venti anni che lavoro in Viner, azienda che conoscevo già da prima, perchè legato da profonda amicizia con Cesare Baldi, mio compagno di scuola in un periodo in cui nessuno di voi era nato, dopo tanti anni di lavoro e di esperienza nel settore ciclo, mi sento forte nel sostenere che, per il momento, il nostro Maxima è un superlativo assoluto come il nome che porta”.

Telai grezzi pronti per il controllo qualità

Telai verniciati in attesa del controllo qualità prima del montaggio

Controllo qualità dei telai verniciati



Telai pronti per il montaggio


La fase del montaggio

Bici pronte per la spedizione


Esempio di bici assemblate su richiesta del cliente