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Categoria: FRW
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Pubblicato Lunedì, 03 Novembre 2008 08:09
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Scritto da Luca Salvatelli
Reattiva, sufficientemente rigida, ben assemblata, ha un ottimo rapporto qualità-prezzo. Perfetta sui fondi perfetti e nei continui rilanci, soffre sul veloce e sulle sconnessioni del terreno

Premessa

Con questa prova inizia una nuova fase della collaborazione della nostra rivista con l'Azienda Polar. Grazie alla strumentazione Polar CS600 Power saremo in grado di effettuare una analisi sulle prestazioni globali della bicicletta. Siamo, al momento, la prima ed unica rivista ad adottare un sistema che abbiamo voluto e cercato, convinti della bontà di una rilevazione che indicasse in modo chiaro ed univoco la bontà di una bicicletta nel suo complesso e non in una sua singola parte. Questo consentirà ai Lettori un confronto migliore tra i diversi modelli provati, anche in rapporto al prezzo di acquisto.
L'Azienda

Freewheeling nasce a Ravenna nel 1986 grazie alla passione per la bici di Claudio Brusi e Liliana Raimondi. Da allora molta strada è stata fatta, dalla promozione e sviluppo del fenomeno BMX e poi del fenomeno mountainbike; per questo diventa distributore unico per l’Italia dei marchi americani di biciclette Diamondback e Marin e poco dopo delle forcelle ammortizzate Manitou e dei freni a disco Hayes. Nel 2003, la vera svolta, nasce il marchio FRW (diminutivo di Freewheeling) bicycles, con una completa linea di biciclette mountain e strada di propria produzione. L'impegno nelle competizioni, voluto sia per pubblicizzare il marchio sia come banco di prova dei nuovi prodotti, dà grandi frutti, tra cui 5 titoli italiani, vittorie in Coppa del Mondo, medaglie ai campionati Europei e Mondiali e in gare prestigiose come la Parigi Roubaix VTT, fino al raggiungimento del Campionato del Mondo 1997. Atleti di altissimo livello, come Hubert Pallhuber, campione del mondo di mountain bike, pedalano su bici FRW insieme a molti altri atleti di diversi team amatoriali, come Team Maggi FRW, Team Nostromo, Team Matteoni FRW, Team Rinascita, Team Ragusa. L'ultimo successo l’azienda lo ha ottenuto alle recenti Olimpiadi di Pechino, dove Marco Aurelio Fontana del team professionistico Hard Rock FRW, si è classificato al quinto posto, dopo un’entusiasmante gara con la sua mountain bike “Axum” in titanio.
La gamma FRW

La gamma FRW è abbastanza completa. Una ricca collezione di bici da strada, in carbonio, alluminio e titanio; una completa gamma da Mtb front, sempre nelle opzioni con telaio in carbonio, alluminio o titanio e poi una Mtb full ed una collezione di bici da trekking. Mancano le bici da crono, triathlon, ciclocross e, forse, anche una vera bici da granturismo e da freeride. Ma da una realtà così giovane sarebbe impossibile chiedere di più di quello già fatto. La gamma strada, tutta rinnovata per il 2009, ha al suo apice la bici Sonoma, costruita su di un pregevole telaio fasciato con carbonio a 3K; poi abbiamo la Napa Valley, con telaio in carbonio monoscocca a 3K e quindi la Hunters Hill della nostra prova, con telaio in carbonio monoscocca a 6K. La gamma stradale prosegue con i modelli Diamond Heights, con telaio monoscocca in carbonio a 12K; Charlotte, una bici destinata al pubblico femminile; Silverado, con telaio in titanio idroformato; Nob Hill, con telaio in alluminio allo Scandium idroformato; quindi le proposte in alluminio a doppio spessore Potrero Hills ed Hunters Point. Per tutte le bici i gruppi sono Shimano o Campagnolo, i componenti Ritchey, le selle Selle Italia, le ruote Mavic ed i copertoncini Vittoria. Non mancano alcune varianti con ruote Campagnolo e componenti FSA.
La Hunters Hill in prova

La bici della nostra prova è proposta in due colori, il bianco-rosso della bici del test, ed una versione in bianco-nero. Il telaio è una struttura in carbonio monoscocca ad alto modulo a 6K. La forcella, sempre in carbonio monoscocca, ha i foderi dritti e si innesta in un canotto con serie di sterzo integrata Ritchey. Il canotto ha una lunghezza che può variare dai 110 millimetri della taglia XS ai 200 millimetri della XXL; misure più lunghe dello standard di altri produttori di circa 10 millimetri e che portano, come vedremo, ad una posizione di guida più rialzata e confortevole. Il tubo obliquo è di generose dimensioni, abbracciando la scatola del movimento centrale e rastremandosi verso il canotto di sterzo, dal diametro più contenuto. Anche il tubo orizzontale è ben dimensionato e con uno sloping solo moderatamente accennato, si congiunge al tubo verticale con un diametro interno per alloggiare i canotti reggisella da 31.6 millimetri. Il carro posteriore è molto compatto, 406 i millimetri di lunghezza, con i foderi ben dimensionati, ma senza esagerare e senza ricorrere a strutture particolari, corrono dritti e lineari congiungendosi, nella parte alta, poco sopra la ruota e poi all'incrocio con il tubo orizzontale. L'attacco manubrio è il modello Ritchey Wcs 4 axis Wet White, mentre la piega, sempre Ritchey, è il modello Road Wcs Wet Blk. Il reggisella è sempre Ritchey con il modello Ritchey Pro carbon, in carbonio monoscocca e regolazione a doppia vite dell'inclinazione della sella, che è il modello Selle Italia SLK (si veda la prova Selle Italia SLK). Per il gruppo ci si è affidati a Shimano con il modello Ultegra adottato integralmente con comandi, freni, guarnitura compatta 34/50, pacco pignoni a 10 velocità con scala 12/25, catena, cambio e deragliatore. Nella bici della nostra prova (taglia L) le pedivelle hanno una lunghezza di 172,5 millimetri, mentre per il resto della taglie attacco, piega e pedivelle sono differenziati nelle dimensioni in base alla taglia stessa. Le ruote sono Mavic Ksyrium Elite, mentre i copertoncini sono i Vittoria Rubino Pro (si veda la prova Vittoria Rubino Pro). I pedali sono i Look Keo Classic, mentre non è fornito il portaborraccia. Il solo telaio ha un peso dichiarato di 1.150 grammi, mentre la bici, così assemblata ha un peso di 7,7 kg, sempre dichiarati. Noi, nella taglia L, abbiamo riscontrato un peso di 8,100 kg, con i pedali e senza portaborraccia. Le taglie disponibili sono la XS, S, M, L, XL, XXL.
Il resto della gamma Hunters Hill

Con il telaio Hunters Hill, disponibile anche nella sola configurazione Kit telaio, composta da telaio, serie di sterzo, forcella e reggisella, abbiamo anche gli assemblaggi Ultegra Standard, con guarnitura tradizionale 39/53, e Campagnolo Centaur a 10 velocità. Entrambi questi modelli hanno la medesima componentistica della bici della nostra prova. Esiste, inoltre, la versione Campagnolo Chorus 11 velocità, che adotta il nuovo gruppo della casa vicentina e differisce unicamente nelle ruote adottate, che in questo caso sono le Mavic Ksyrium SL, mentre il resto dei componenti è il medesimo. In tutti i casi, il gruppo è adottato integralmente con comandi, freni, cambio, deragliatore, catena, guarnitura e pacco pignoni. Di seguito la lista dettagliata degli assemblaggi e le taglie:
SHIMANO ULTEGRA:
Telaio: Carbonio in monoscocca alto modulo, in fibra 6K
Forcella: M.MC52 f/c
Manubrio: Ritchey Road Wcs Wet Blk
Attacco manubrio: Ritchey Wcs 4 axis Wet White
Guarnitura: Ultegra 39/53
Pedali: Look Keo Classic
Ruote: Mavic Ksyrium Elite
Coperture: Vittoria Rubino Pro
Reggisella: Ritchey Pro carbon
Sella: Selle italia SLK man white
Peso telaio: 1.150 g.
Peso bici: 7,7 Kg.
SHIMANO ULTEGRA COMPACT:
Telaio: Carbonio in monoscocca alto modulo, in fibra 6K
Forcella: M.MC52 f/c
Manubrio: Ritchey Road Wcs Wet Blk
Attacco manubrio: Ritchey Wcs 4 axis Wet White
Guarnitura: Ultegra Compact
Pedali: Look Keo Classic
Ruote: Mavic Ksyrium Elite
Coperture: Vittoria Rubino Pro
Reggisella: Ritchey Pro carbon
Sella: Selle italia SLK man white
Peso telaio: 1.150 g.
Peso bici: 7,7 Kg.
CAMPAGNOLO CENTAUR 10V.:
Telaio: Carbonio in monoscocca alto modulo, in fibra 6K
Forcella: M.MC52 f/c
Manubrio: Ritchey Road Wcs Wet Blk
Attacco manubrio: Ritchey Wcs 4 axis Wet White
Guarnitura: Centaur Compact
Pedali: Look Keo Classic
Ruote: Mavic Ksyrium Elite
Coperture: Vittoria Rubino Pro
Reggisella: Ritchey Pro carbon
Sella: Selle italia SLK man white
Peso telaio: 1.150 g.
Peso bici: 7,7 Kg.
CAMPAGNOLO CHORUS 11V.:
Telaio: Carbonio in monoscocca alto modulo, in fibra 6K
Forcella: M.MC52 f/c
Manubrio: Ritchey Road Wcs Wet Blk
Attacco manubrio: Ritchey Wcs 4 axis Wet White
Guarnitura: Chorus Compact
Pedali: Look Keo Classic
Ruote: Mavic Ksyrium SL
Coperture: Vittoria Rubino Pro
Reggisella: Ritchey Pro carbon
Sella: Selle italia SLK man white
Peso telaio: 1.150 g.
Peso bici: 7,4 Kg.
TAGLIA TELAIO --------- XS ----------S --------- M ----------- L -----------XL -------- XXL
Tubo Piantone CC: ---- 416 -------- 450,8 ----- 490,4 ------- 493,1 ------ 529,2 ------ 554,5
Tubo Piantone CF: ---- 470 -------- 500 ------- 530 --------- 550 -------- 580 -------- 610
Angolo Sterzo: --------72° -------- 72° ------- 73° --------- 73° -------- 73° -------- 73,5°
Angolo Piantone: ------74,5° ------ 74,5° ----- 74,5° ------- 73,5° ------ 73° -------- 73°
Tubo Orizz Virt: ------515 -------- 524,6 ----- 538 --------- 556,8 ------ 570 -------- 585
Tubo Orizz. CC: -------507,2 ------ 513,6 ----- 528,9 ------- 542,7 ------ 557,2 ------ 569,5
Carro Posteriore: ---- 406 -------- 406 ------- 406 --------- 406 -------- 406 -------- 406
Tubo Sterzo Integ: --- 110 -------- 115 ------- 145 --------- 160 ---------195 -------- 200
I particolari tecnici

L'ottimo telaio, rigido e reattivo

Ben dimensionata la scatola del movimento centrale

Nel particolare l'ottima realizzazione del telaio

Rigida la forcella integralmente in carbonio

Il carro posteriore, molto reattivo, e la ruota, molto scorrevole

Sempre ottime le Mavic Ksyrium Elite

I copertoncini Vittoria si sono dimostrati perfetti per grip, sia sul bagnato che sull'asciutto

Ottimo il gruppo Shimano Ultegra, rigido e scorrevole

Ottima la scelta dei rapporti

Perfetta l'ergonomia dei comandi

Belle le grafiche

Ottimi i freni Ultegra

La prova su strada

La Hunters Hill appare subito ben realizzata e rifinita. Non fa gridare al prodigio per rifiniture sopra alla norma, ma non ci sono punti deboli da segnalare, se non la mancanza di una protezione sul fodero basso del carro posteriore dal lato catena. La verniciatura è buona e le grafiche ben disposte. L'assemblaggio è curato e funzionale, con una qualità omogenea dei componenti utilizzati. Nel complesso la bici si presenta bene con una estetica accattivante e con componenti dalla buona qualità. Mancano alcune rifiniture al disopra della norma, tipiche delle bici di altissima gamma, come verniciature più brillanti, componenti di maggior pregio ecc., ma nell'ottica di un favorevole rapporto qualità-prezzo la bici è ottima. In sella si assume una posizione naturale e rilassata grazie al canotto di sterzo appena più lungo della norma. Ottima l'impugnatura del manubrio e dei collaudati comandi Shimano Ultegra. Il manubrio con la curva anatomica permette di avere una presa sicura e confortevole, sia sulla presa bassa che su quella alta, con una corretta distanze dei comandi dalle mani, così da riuscire a soddisfare le esigenze di quasi tutte le taglie. Il confort è migliorato, inoltre, dall'ottima sella Selle Italia SLK e dalla possibilità offerta dal reggisella di regolarne l'inclinazione in modo millimetrico. In generale, sia per l'assetto appena rialzato, sia per la qualità dei componenti utilizzati, il confort della postura in sella è ottimo ed in grado di soddisfare tutte le taglie. Ottimi come sempre i pedali Look Keo, non rigidissimi, ma sufficientemente scorrevoli, con una buona base di appoggio e una grande facilità di regolazione della tensione di aggancio. Subito dalle prime pedalate si comprende il carattere di questa bici, abbastanza rigida e reattiva. Il carro posteriore risponde bene ad ogni minima sollecitazione impressa sui pedali e, complici la buona scorrevolezza e rigidità delle ruote Mavic e dei copertoncini Vittoria, è facile rilanciare l'azione in fuorisella o cambiare ritmo. Nei tratti ben asfaltati si riesce quindi ad avere un ottimo passo con uno sforzo contenuto, e la corretta ergonomia generale consente di rimanere a lungo sull'impugnatura bassa del manubrio, migliorando l'aerodinamica e la velocità di crociera. E' facile rilanciare l'azione fuori dalle curve più strette o per superare una collina di slancio, perfettamente assecondati anche dalla buona scorrevolezza e rigidità della guarnitura e dall'ottima scala di rapporti adottata, che i più forti troveranno comunque troppo corta (per questi ultimi consigliamo l'adozione della guarnitura tradizionale). Ottima la scelta di differenziare anche la lunghezza delle pedivelle in base alla taglia. La buona leggerezza del mezzo e la reattività del carro posteriore portano a prestazioni di tutto rispetto anche in salita, dove si riesce a tenere un passo molto veloce ed in cui la rapportatura scelta di serie sarà in grado di permettere di affrontare le salite più impegnative anche ai meno allenati. Anche la forcella è sufficientemente rigida e riesce a ben sopportare l'azione dei freni. Questi ultimi si sono dimostrati potenti e modulabili con solo uno sforzo appena superiore da applicare alla leva rispetto al fratello maggiore Dura Ace. Anche cambio e deragliatore assecondano al meglio l'azione nervosa, tutto scatti e rilanci, a cui invita questo telaio, con passaggi di rapporto sempre precisi e silenziosi, con un modesto sforzo da azionare sulle leve ed una fluidità di azione da riferimento. Appena superiore alla media l'escursione delle leve per il passaggio di rapporto, ed appena più lenta l'azione rispetto agli ultimi prodotti di alta gamma. Ma l'affidabilità e la qualità di questo gruppo rimangono, nonostante il passare del tempo, un punto di riferimento assoluto. Sul veloce, invece, il comportamento del telaio è meno convincente perché le quote geometriche adottate portano ad una elevata sensibilità dello sterzo ai comandi impartiti; si deve tenere ben saldo lo sterzo, quindi, per avere traiettorie precise e rotonde con uno sforzo di concentrazione superiore a quello richiesto da altre geometrie. Per contro, la velocità di inserimento in curva è da primato. Sullo sconnesso, poi, la leggerezza del mezzo e soprattutto la rigidità del carro posteriore e della forcella portano ad un comportamento meno efficace. Si sentono molto le sconnessioni, che influenzano la rotondità della pedalata, e sul veloce, complice la sensibilità dello sterzo, portano ad una certa imprecisione di guida che consiglia di rallentare per mantenere la situazione sotto controllo. Per inciso, in una discesa molto veloce, se l'asfalto è in ordine, si riesce a stare con i concorrenti, mentre se l'asfalto è in pessime condizioni si dovrà frenare di più dei concorrenti per rimanere in un'area di controllo e sicurezza. Invece, se la discesa ha curve molto strette ed un asfalto in ordine si lasceranno al palo tutti i concorrenti grazie all'ottima frenata, alla rigidità della forcella, alla velocità di inserimento in curva ed alla capacità di reazione del telaio, che consente di rilanciare rapidamente l'azione fuori delle curve. Rimane, però, sempre un certo impegno nella guida, ma le prestazioni non mancano. E', in pratica, una bici che dà il meglio di se nei percorsi molto guidati e nervosi, con continui cambi di direzione e di ritmo; in queste condizioni è una bici ideale, molto ma molto competitiva a patto che non ci sia un asfalto in pessime condizioni. In presenza di forte vento laterale è richiesto un ulteriore impegno, non tanto a causa delle ruote, quanto proprio per la geometria molto svelta dell'avantreno, un certo impegno fisico nel mantenere la giusta traiettoria sarà quindi da mettere in conto. Se il ritmo scende, invece, nella classica gita con gli amici, si torna ad apprezzare la perfetta ergonomia, la pastosità e precisione dei comandi, la sicurezza della frenata, la reattività del telaio; si avvertiranno sono un pò di più le sconnessioni del terreno.
Le prestazioni rilevate con il Polar CS 600 Power

Spiegazione del perché della prova:
abbiamo deciso di utilizzare la strumentazione Polar CS 600 Power per analizzare le prestazioni della bici. Altri strumenti ci possono indicare i valori di rigidità di un telaio, informazioni importanti, certo, ma che dicono poco sulla bontà complessiva della bici che l'appassionato andrà ad acquistare e sul suo reale rapporto qualità-prezzo. E' chiaro, infatti, che una bici non è solo telaio, ma anche i componenti con cui viene assemblata e che ne determinano le prestazioni globali. Con il Polar CS 600 Power riusciamo a sapere quanti watt l'atleta deve sviluppare per andare ad una velocità X. Tanto più il telaio sarà rigido, la guarnitura ottima, le ruote ottime, il resto dei componenti ottimi, tanto più bassa sarà la richiesta di potenza per raggiungere quella velocità X; tanto migliore sarà la bontà della bici nel suo complesso. Per contro, un telaio ottimo, ma con componenti non al top, potrà avere risultati peggiori di un telaio di media gamma ma assemblato con buoni componenti. Valutiamo quindi la bici nel suo complesso, così come la acquistiamo dal rivenditore, e non un singolo elemento di essa, se pure importante. Il Polar CS 600 Power, inoltre, è l'unico strumento che permette di rilevare la potenza sviluppata senza sostituire guarnitura o ruota posteriore.
La realizzazione del test:
montato e tarato a dovere il CS 600 Power, l’atleta ha percorso un tratto di strada perfettamente pianeggiante ed in ottime condizioni, senza vento ed altre interferenze. L'atleta ha percorso diversi tratti prima a 30 km/h costanti, poi a 40 km/h costanti ed infine a 50 km/h costanti, sempre con il rapporto più lungo disponibile. Queste le potenze necessarie per mantenere le velocità:
30 Km/h 223 watt
40 Km/h 310 watt
50 km/h 465 watt
Il commento al test strumentale

La rigidità rilevata e la buona componentistica adottata hanno portato ad un valore di tutto rispetto, paragonabile a quello di telai più blasonati, ma poi penalizzati da ruote e copertoncini di bassa gamma. Nel caso della Hunters Hill, invece, la scelta di componenti di qualità livellata alle prestazioni del telaio ha consentito di raggiungere un risultato di rilevo, ottimo per la fascia di prezzo a cui appartiene la bici.
Conclusioni

La Hunters Hill ha messo in mostra un chiaro comportamento, rigida e reattiva è una bici ideale per chi si avvicina alle competizioni, magari nei nervosi circuiti cittadini. E' ben rifinita e con un'ottima ergonomia e dà il meglio di se nei continui cambi di ritmo e di traiettoria. Il comportamento sul veloce è meno vincente, ma mani esperte sapranno comunque portarla ad alti livelli. Soffre solo sullo sconnesso, dove altri telai sono più efficienti, ma magari non hanno la reattività della Hunters Hill. Quando il ritmo scende, invece, rimane solo il fastidio di una sensibilità maggiore sulle sconnessioni del terreno, che si sentono maggiormente. Per il resto, il comportamento del telaio e dei componenti adottati è ottimo, come testimoniato anche dalle rilevazioni strumentali, dove la bici è uscita a testa alta.
Il prezzo

Il prezzo della bici in prova è di 2.799 Euro, mentre il kit telaio ha un prezzo di 1.399 Euro. Considerando la qualità dei componenti e le prestazioni emerse, il rapporto qualità-prezzo della bici assemblata è ottimo. Il kit telaio ha, invece, un prezzo allineato alla concorrenza.
A chi è adatta

Agonista: è la bici ideale per chi si avvicina al mondo delle corse e magari non può spendere cifre elevate; ideale nei percorsi cittadini e dove serve rigidità e reattività, le prestazioni sono al di sopra delle aspettative.
Granfondista-cicloturista: ben assemblata, con un prezzo concorrenziale ed un'ottima posizione di guida può essere una bici ideale anche per il granfondista, che però dovrà sacrificare qualcosa al confort sullo sconnesso.
Donne: ci sarebbe la taglia XS ed S per le corporature più minute, ma siamo sempre dell'idea che un telaio da donna va fatto con geometrie studiate per la morfologia femminile e non realizaando una taglia piccola di un telaio da uomini.
Aspetti positivi

Rapporto qualità-prezzo-prestazioni
Reattività del carro posteriore
Rigidità del telaio
Assemblaggio di qualità
Frenata
Velocità di inserimento in curva
Ergonomia della posizione in sella
Aspetti negativi

Precisione di guida sullo sconnesso e sul veloce
Scarso assorbimento delle sconnessioni da parte della forcella e del telaio
Il portaborraccia non è di serie
Manca una protezione sul fodero basso del carro posteriore lato catena
Per Saperne di più
Freewheeling srl
via Barsanti, 10
48010 Fornace Zarattini (RA)
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