BicicletteIn prova: Orbea Orca Filippo Simeoni
Nota della Redazione: non è facile mettere a disposizione di una Rivista la bici di un professionista, soprattutto a stagione avviata. Questa prova è stata realizzata grazie alla professionalità ed alla passione per il ciclismo di alcune persone senza di cui il test non si sarebbe potuto realizzare. E' doveroso ringraziare, quindi, Roberto Marrone, Team Manager del Team Ceramica Flaminia-Bossini Docce, l'importatore ufficiale Orbea in Italia, nella persona del Dott. Paolo Giannoni, il meccanico del Team Ceramica Flaminia-Bossini Docce Sergiy Dekhtyar, gli sponsor del Team. Senza di loro non sarebbe stato possibile realizzare la prova. L'Orbea Orca 2009 Il telaio Orca è stato profondamente rivisto per la stagione 2009, tanto da poterlo considerare un telaio interamente nuovo, pur mantenendo l'estetica particolare che ha da sempre contraddistinto il modello Orca. Quindi dopo 5 anni dalla sua apparizione il nuovo telaio Orca è realizzato con nuove fibre di carbonio, con fibre disposte ed incrociate diversamente. Questo ha permesso di realizzare un monoscocca con un peso ridotto del 10% e con una rigidità aumentata del 20% rispetto alla "vecchia" Orca. La forcella è stata completamente rivista ed è parte integrante del progetto del telaio. Il suo profilo dritto è stato realizzato per migliorare la rigidità frontale e laterale. Ha un peso di circa 345 grammi. Le taglie disponibili (48, 51, 54, 57 e 60) sono realizzate singolarmente, cioè ogni taglia ha un progetto specifico e non viene realizzata semplicemente accorciando ed allungando i vari tubi dello stesso telaio; per questo ogni telaio, di differente misura, ha lo stesso rapporto rigidità/peso, cosa che non avviene nel sistema di realizzazione tradizionale. Il nuovo telaio, grazie anche all'uso di nuovi forcellini e della viteria in magnesio ha un peso di 875 grammi nella taglia 54, mentre il telaio completo di forcella e serie di sterzo ha un peso di 1290 grammi. Il telaio, poi, si caratterizza per la forma particolare dei tubi a differente sezione e tutti ben dimensionati, con particolare riferimento alla scatola del movimento centrale, il tubo verticale, orizzontale ed obliquo. Orbea ha ben deciso di sfruttare appieno le potenzialità offerte dalla fibra di carbonio realizzando dei tubi che in ogni punto della loro lunghezza fossero dimensionati secondo i rispettivi carichi di lavoro, per questo hanno sezioni particolari e differenti durante tutta la lunghezza dei tubi; questo porta anche ad una forte caratterizzazione estetica del telaio, che risulta inconfondibile con altri prodotti. Abbondantemente rinforzati sono gli angoli principali del telaio, così come generose sono le dimensioni dei tubi del carro posteriore, soprattutto vicino alla congiunzione con il triangolo principale del telaio. La forcella è dritta e con steli di generosa dimensione. L'Orbea Orca di Filippo Simeoni Il Team Ceramica Flaminia-Bossini Docce sarà anche un Team di piccole dimensioni, ma non si può dire che non manchi serietà e competenza. Tutti gli atleti hanno a disposizione lo stesso materiale tecnico e le differenze risiedono unicamente nelle preferenze e nelle richieste che gli stessi fanno. Il tecnico del Team è il bravissiomo Sergiy Dekhtyar, ucraino dalla grande competenza tecnica, è lui che assembla le bici e le cura nei minimi dettagli. Il telaio Orca è quindi completato con attacco, piega e reggisella, tutti in alluminio della FSA; questo perché Sergiy ritiene questo materiale migliore per questi componenti, in cui l'utilizzo della fibra di carbonio può far risparmiare solo qualche grammo a fronte di una maggiore fragilità in caso di caduta od urto accidentale. Per le selle vengono utilizzate le Fisik, nei vari modelli scelti dagli atleti, che le hanno giudicate ottime. Lo stesso Sergiy si è stupito del fatto che pur essendo prive di decompressione del perineo nessun atleta ha sofferto di prostatite, a differenza di quanto avvenuto in passato con altri modelli, sulla carta, ben più confortevoli. Il gruppo adottato è il Campagnolo Record a 10 velocità, adottato al completo (comandi, freni, cambio, deragliatore, guarnitura, pacco pignoni e catena), una scelta che potrebbe sembrare un ripiego rispetto al nuovo gruppo ad 11 velocità, ma così non è stato. Ad inizio stagione Sergiy, che per filosofia di lavoro è attentissimo alla sicurezza ed all'affidabilità del mezzo, ha preferito continuare ad adottare l'affidabile gruppo Record 10v, rispetto al nuovo 11v, di cui ancora si conosceva poco, scelta vincente visto che molti hanno lamentato una eccessiva usura della catena e soprattutto una difficile sincronizzazione del cambio. I pedali possono essere Campagnolo o Look. Le ruote possono essere a basso, alto o medio profilo, con cerchi in alluminio o carbonio, secondo le preferenze degli atleti ed i percorsi. I tubolari sono Wredestein Forteza. La prova su strada Non ci vuole molto a capire il carattere di questa bici, che apparentemente, con il suo gruppo Record 10v ed i componenti in alluminio sembra, "vecchia e superata". Il bravo Sergiy la sa lunga su come deve essere una bici da corsa e su cosa serve realmente per allestire un mezzo competitivo al massimo. Si parte non senza avere notato che Filippo tiene la forza di aggancio al pedale Look al massimo della tensione, serve un po’ di energia per agganciare la tacchetta e questo fa supporre che Filippo abbia una bella pedalata rotonda con una fase di trazione bella potente. Già al primo colpo di pedale si comprende come sia rigido questo telaio, che riesce a trasferire tutta la potenza della pedalata sulla ruota posteriore. Il movimento centrale è veramente granitico, così come il carro posteriore ed il canotto di sterzo. Un telaio rigido e reattivo, insomma, perfetto per chi cerca le massime prestazioni ed in grado di essere competitivo, ma spesso migliore, con i nomi più blasonati del settore. Ottima la scorrevolezza e la rigidità della guarnitura Record, che grazie alla rigidità del movimento centrale riesce ad esprimere al meglio tutte le sue caratteristiche e perfetta la messa a punto di cambio e deragliatore, con passaggi di rapporto veloci e precisi, caratterizzati sempre dal un bel "clonck", che non piacerà a molti, ma fa capire sempre quando la marcia è stata inserita. Anche i comandi al manubrio vanno azionati con decisione, altro aspetto che potrebbe non piacere al "turista", ma che evita passaggi di rapporto indesiderati ed accidentali. Ottima la frenata, con un comportamento preciso e graduale; anche in questo caso si deve applicare una certa forza sulle leve dei freni per avere una frenata comunque molto potente. Le ruote sono perfette per scorrevolezza e rigidità, con i tubolari che offrono un grip ottimo ed una buona scorrevolezza. Nonostante la leggerezza del mezzo, sotto i 7kg ed al limite dei 6.6kg nelle taglie più piccole, la stabilità sul veloce è ottima, a testimonianza di quote geometriche indovinate. Le stesse che consentono inserimenti in curva veloci, ma mai nervosi, anche sullo sconnesso, con un comportamento dinamico veramente invidiabile perché coniuga velocità a stabilità e sicurezza. Con queste premesse è facile essere veloci in rettilineo, ottenere cambi di ritmo repentini ed essere molto agili anche in salita. In ogni condizione la rigidità e la reattività del telaio la fa da padrone, ben coadiuvato dal resto dei componenti che lo assecondano al meglio, esaltandone le doti. Così in discesa si è velocissimi, per la stabilità perfetta, il comportamento in curva sicuro e la frenata potente. Fuori dalle curve strette si riesce a rilanciare l'azione con rapidità e sicurezza, perché la rigidità del telaio consente di scaricare a terra tutta la propria potenza, mentre la direzionalità dello sterzo permette un controllo "chirurgico" della traiettoria. Perfetta, poi, l'ergonomia della piega FSA che permette una impugnatura bassa ergonomica, che non stanca minimamente anche dopo molto tempo. Una bici, così assemblata, che permette prestazioni assolute ai massimi vertici, con una affidabilità totale. L'unico difetto può essere trovato nel confort non ottimale, con i colpi della strada ben avvertibili che giungono alla piega ed alla sella, un aspetto secondario su di una bici destinata alle corse e sicuramente dipeso anche dalla volontà di adottare il gruppo guida in alluminio. La sella ha un confort buono, ma soprattutto permette spostamenti rapidi e non intralcia minimamente la pedalata. Conclusioni La bici del Team Ceramica Flaminia-Bossini docce di Filippo Simeoni è stata una bellissima sorpresa. A parte l'estetica personalizzata con il tricolore, a testimoniare il titolo di Campione Italiano vinto da Filippo Simenoni nel 2008, ha messo in evidenza prestazioni eccezionali dovute alle grandi qualità del telaio ed alla sapiente scelta e messa a punto dei componenti, effettuata dai meccanici del Team. Leggera, affidabile, rigida e reattiva è una bici dalle prestazioni ottime che si trova a proprio agio e risulta competitiva su di ogni percorso, da quello veloce alla salita, dalla volata finale alla grande fuga da lontano. Quello che ha stupito, oltre alla perfetta messa a punto del gruppo Record 10v, che ha dimostrato tutta la sua attualità, è la rigidità e reattività del telaio unita alle sue doti dinamiche di velocità di inserimento in curva e precisione di guida. L'unione del tutto ha permesso al Team di disporre di una bici ottima, al livello, se non migliore, di molti rivali. Unico difetto il confort non elevato sullo sconnesso, un aspetto secondario per una bici destinata alle competizioni. Aspetti positivi
Rigidità e reattività del telaio Precisione di guida Prestazioni Peso contenuto Frenata Velocità e precisione nei passaggi di rapporto Assemblaggio curato e raffinato Aspetti negativi Confort ridotto sullo sconnesso Per saperne di più:
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