BicicletteIn prova: Cannondale Moto Carbon 1
Una bici unica, senza limiti e votata all'escursionismo totale
L'Azienda
Abbiamo già parlato di Cannondale in occasione della prova della Synapse Carbon e a quell’articolo rimandiamo i lettori per approfondire la storia di questa prestigiosa casa americana. Per il 2009 l'Azienda di Bedford non ha certamente lesinato le novità, come la nuova Synapse, Bad Boy, gli aggiornamenti dei modelli Rush, Super Six o Six. Per i puristi del marchio segnaliamo che tutti i modelli a maggiore contenuto tecnologico, come i modelli Super Six o Six, sono regolarmente prodotti in USA, mentre è stata delocalizzata solo la produzione dei telai monoscocca in carbonio, per due principali motivi: uno perché Cannondale in USA non aveva spazio e tecnologia disponibile, e due perché si voleva creare una linea con prezzi maggiormente competitivi rispetto ai modelli "Hand Made in USA". Ciò non toglie che ci sia una qualità omogenea di tutti i prodotti Cannondale, come dimostra la "garanzia a vita" dei suoi telai e senza limiti di peso da parte dell’utilizzatore; una bella dimostrazione di quanto in Cannondale credano nella qualità dei propri prodotti. La Gamma Cannondale da Mtb
Come detto, Cannondale ha una gamma completa di bici che coprono il mercato in modo completo e vasto; la gamma da Mtb è, poi, stata sempre un punto di riferimento per gli appassionati. Dalle Hard Tail con telaio in alluminio o carbonio, alle Full sia per l'XC, come la Scalpel, per le Marathon, come la Rush, per finire con una ricca gamma di modelli per All Mountain, divisi per differenti materiali e tecnologie costruttive del telaio, escursioni delle sospensioni ed allestimenti. Nella pratica si può andare dal modello Rize, che si avvicina con 130 mm di travel, al modello Rush per le gare Marathon alla Moto, che con 160 mm di travel è la più estrema delle All Mountain di Cannondale, avvicinandosi ad una bici da Down Hill (o Gravity come usa Cannondale). Rispetto a queste ultime rimane una bici meno estrema, che riesce ad essere pedalabile anche in salita, rinunciando a parte dell'escursione delle sospensioni.
La Gamma Moto
La Gamma Moto si basa su cinque differenti modelli, differenti nell'assemblaggio ma tutti caratterizzati dalla medesima escursione della forcella: 160 mm. La basa è costituita dalla Moto4, l'unico modello con telaio di alluminio, e poi gli altri tre modelli con telaio monoscocca in carbonio: Moto Carbon 3, Moto Carbon 2, Moto Carnon 1 (la bici della nostra prova) e Moto Carbon Ultimate Ltd. Le differenze risiedono nelle differenti forcelle ed ammortizzatori, ruote e gruppi adottati. Questo porta a differenti pesi finali, ma anche a differenti prezzi. La qualità per tutti i modelli è comunque su di uno standard molto elevato, in particolar modo per i modelli con telaio in carbonio. Per tutti differenti abbinamenti cromatici e quattro taglie disponibili: S, M, L, XL. La bici in prova: Moto Carbon 1
La Moto Carbon 1 si basa su di un telaio monoscocca in carbonio abbondantemente dimensionato per sopportare i carichi più gravosi. Prova ne è il generoso canotto di sterzo dal diametro esterno di 66.6 millimetri; questo è stato realizzato per irrigidire al massimo l'area e permettere alla forcella di lavorare al meglio. In questi casi l'obiettivo è quello di creare una struttura il più rigida possibile, che colleghi in modo quanto più indeformabile le due sospensioni. Questo fa si che ambedue lavorino al meglio e contemporaneamente ci sia un'ottima trasmissione della potenza alla ruota posteriore ed una elevata precisione di guida. Per lo stesso motivo, e qui si vede lo sforzo di avere un progetto integrato ed unico, la sospensione posteriore ha ricevuto un attento studio sul suo posizionamento, su come la stessa avrebbe dovuto trasmettere le forze al telaio e su come si sarebbe dovuta comportare alle sollecitazioni del terreno. Cannondale ha deciso di far confluire le forze generate dalla compressione dell'ammortizzatore sul tubo obliquo, che è stato dimensionato a dovere per avere una grande rigidità. Questa soluzione permette di avere una maggiore rigidità, ma un aumento contenuto di peso del telaio rispetto ad altri posizionamenti, come sul tubo orizzontale o verticale. Sempre l'ammortizzatore è stato poi oggetto di un attento studio dei leveraggi della sospensione posteriore, realizzati per ottenere una risposta progressiva dell'ammortizzatore alle escursioni della ruota posteriore, così da poter copiare bene le piccole asperità, come resistere agli atterraggi dai salti più alti. Il fulcro del sistema è stato chiamato Hatchet Drive, proprio perché la sua forma ricorda quella di un’accetta. Tutti i cuscinetti del sistema sono sigillati, non richiedono manutenzione e sono a basso attrito proprio per permettere alla sospensione di lavorare anche sulle più piccole asperità. Il forcellone posteriore è in alluminio ed ha una struttura asimmetrica per migliorare il peso e la rigidità. E' una struttura abbastanza complessa con diversi punti di irrigidimento e fori di alleggerimento; si vede che c'è stato un attento studio per avere resistenza là dove si concentrano i punti di forza, togliendo poi peso dalle aree meno soggette a stress. La ricerca della massima rigidità ha interessato anche la scatola del movimento centrale che è stata oggetto di una doppia fasciatura di carbonio, aumentandone quindi la rigidità. Il canotto reggisella ha un diametro classico di 31.6 millimetri. La forcella adottata è una Fox Talas con foderi da 36 millimetri di diametro ed escursione di 160 mm, ampliamente regolabile è possibile bloccarla anche alle escursioni di 130 e 100 millimetri. L'ammortizzatore posteriore è sempre Fox, il modello DHX 5.0 Air, anch'esso ampliamente regolabile e provvisto di sistema di bloccaggio Pro Pedal. Le ruote sono le ottime DT Swiss EX 1750, su cui vengono adottati i copertoncini Continental Mountain King Supersonic, nella misura 26x2.4". I freni, entrambi a disco, sono i Magura Louise Carbon BAT. I pedali sono CrankBrothers Acid 2.0 (non forniti nella bici in prova). La guarnitura è la Shimano XTR 22-32-44, così come il deragliatore. Il cambio ed i comandi, invece, sono gli Sram X0, così come il pacco pignoni 11-32; sempre Sram anche la catena. Il manubrio in carbonio è un Gravity Carbon, ed anche l'attacco è sempre Gravity, modello Light. Il reggisella è il modello telescopico CrankBrothers Joplin (non presente nella bici in prova), mentre la sella è una Fi'zi:k Gobi XM Kium. La bici è proposta nelle colorazioni bianco-verde (la bici in prova) e nero opaco. La casa non dichiara il peso ma noi abbiamo rilevato 13.8 kg, senza pedali, così come ci è stata fornita. I particolari
La prova su strada
Come tutti i modelli Cannondale anche questa Moto ha una cura costruttiva notevole, quasi non sembra un prodotto di larga serie, per quanto ogni dettaglio è ben curato. Il telaio è la parte dominante, con le sue generose dimensioni, ed affascina molto la sospensione posteriore, con il suo leveraggio ed il complesso forcellone. Una bici che trasmette forza e sostanza. Belli i passaggi dei cavi all'interno del forcellone ed ottima tutta la componentistica, di alto livello, visto anche il posizionamento della bici ai vertici della gamma. Ottima le possibilità di regolazione delle sospensioni. Una volta tarate le stesse in base al proprio peso corporeo ed al proprio stile di guida, si può partire. La posizione di guida è improntata al massimo controllo ed emerge subito l'ottima scorrevolezza e rigidità della guarnitura e delle ruote. I comandi di cambio e deragliatore sono facili da azionare, hanno una escursione contenuta e permettono sempre cambiate veloci e precise. Anche con il fango, sullo sconnesso o sotto sforzo i passaggi di rapporto sono sempre precisi, veloci ed abbastanza silenziosi. Anche i freni si sono rilevati ottimi. Una volta regolata la distanza della leva dalla manopola assicurano una facile ed immediata presa con uno sforzo contenuto ed un'ottima modulabilità, associata ad altrettanta potenza. Anche sul bagnato o sul fango cambio, deragliatore e freni hanno mantenuto le loro prestazioni, confermandosi componenti di ottima qualità, affidabili e sicuri. Le ruote, oltre che scorrevoli, sono risultate anche molto robuste e capaci di affrontare anche i salti più arditi ed i passaggi più difficili. Bello e solido è il perno della ruota anteriore. I copertoncini di serie si sono rilevati un buon compromesso, adatti a tutti i fondi, non molto scorrevoli sul terreno duro, si riprendono la rivincita sui terreni mossi ed allentati, andando in crisi solo in presenza di molto fango. Un comportamento più che positivo, comunque, che gli permette di comportarsi egregiamente su quasi tutti i terreni. Per confort e trazione è meglio sempre tenere la pressione di gonfiaggio al minimo, rinunciando ad un poco di scorrevolezza. Le sospensioni sono ottime per scorrevolezza e sensibilità alle regolazioni, così che è facile trovare una taratura ideale al proprio peso corporeo, al proprio stile di guida ed ai percorsi che si intende affrontare. Nei percorsi duri e scorrevoli conviene bloccare la forcella a 100 millimetri di escursione ed azionare il Pro Pedal, si ottiene così un'ottima scorrevolezza e trasmissione della potenza al terreno. Ma non è questo l'utilizzo ideale di questa bici, che si esalta e va acquistata per affrontare percorsi dove gli altri non osano andare e dove invece la Moto si trova a suo agio. Nelle salite si fa fatica, non molta di più rispetto ad altri modelli, ma anche se il peso è contenuto per il genere di bici è sempre più elevato di una XC; però le cose potrebbero migliorare se si adottasse un pacco pignoni 11-34 invece dell'11-32, si riuscirebbe a far girare meglio le gambe anche nei punti più difficili, agevolando tutti, dal neofita, che magari non sarà costretto a scendere, al più allenato, che eviterà di far salire troppo i battiti cardiaci. Un miglioramento attuabile con poca spesa e che è bene chiarire si rende necessario solo se si affrontano salite veramente impegnative, anche con una XC. Sempre in salita abbiamo notato come si riesca ad andare comunque veloci anche senza il Pro Pedal inserito anzi, se la salita è tecnicamente difficile con fondo molto sconnesso, è preferibile liberare le sospensioni, andando a trovare una trazione ottima ed una direzionalità e controllo del mezzo perfetta, a scapito di una leggera perdita di trasmissione di potenza alla ruota posteriore, del tutto insignificante su questo mezzo. Stupisce in queste condizioni come la sospensione posteriore riesca a copiare ogni minima sconnessione, mantenendo sempre perfettamente aderente la ruota al terreno. L'unico difetto di queste sospensioni è che non sono facilmente bloccabili, conviene fermarsi ed azionare i comandi, ma noi non ne abbiamo sofferto molto, perché riteniamo che è inutile comprare una bici simile per poi bloccargli le sospensioni. Inoltre, a parte su asfalto o terreni veramente duri e compatti, la perdita di potenza è minima con le sospensioni lasciate libere di scorrere e perfettamente bilanciata dalla migliore trazione della ruota posteriore e dalla maggiore direzionalità e sicurezza di guida che si acquisisce. Nei salti il comportamento è perfetto con la bici che rimane bilanciata e le sospensioni che riescono ad incassare anche i colpi più duri, con una flessione praticamente nulla del telaio, della forcella e del forcellone. Sul veloce, poi, il comportamento migliora ancora grazie ad una direzionalità ottima, a patto di lasciare l'escursione della forcella a 160 millimetri, perché altrimenti lo sterzo si fa più nervoso ed impreciso, ed alle sospensioni che riescono a copiare alla perfezione il terreno rendendo la bici molto veloce, ma sicura al tempo stesso. Nelle lunghe discese tecniche ricche di curve, dossi, salti e buche, questa bici è un missile ed ha un comportamento una spanna sopra la concorrenza per precisione di guida e sicurezza. Lo stesso identico comportamento lo si ritrova nei fuori pista, nel sotto bosco o in tutte quelle situazioni in cui il terreno cambia in continuazione, con ostacoli sempre diversi e difficili. Qui è ancora la sospensione posteriore e la qualità della forcella, unita al solido telaio, a farla da padrone, permettendo di superare in scioltezza qualsiasi ostacolo con una trazione sulla ruota posteriore esemplare ed una perfetta direzionalità. Tutto questo si traduce anche in un ridotto sforzo psico ficico del ciclista, che si può concentrare maggiormente sulla pedalata e sulla migliore traiettoria da tenere. Il confort sulle lunghe distanze è infatti ottimo proprio per merito delle sospensioni e del telaio, uniti alla sella che pur non essendo magari al top, assicura un ottimo confort sulle lunghe distanze.
Conclusioni
La moto è risultata un mezzo eccezionale per le qualità che ha messo in mostra. E' una bici molto versatile e praticamente senza limiti. Tutto il gruppo della sospensione posteriore lavora in modo perfetto ed è un peccato bloccarla con il Pro Pedal, anche perché i vantaggi sono veramente limitati e nulli su percorsi molto sconnessi. Anche la forcella è perfetta ed anche in questo caso è meglio lasciarla lavorare per tutta la sua lunghezza. Ma è tutta la bici ad essere superlativa nella sua destinazione d'uso: l'escursionismo a 360 gradi. I difetti ci sembrano marginali ma segnaliamo che sarebbe più opportuno accorciare il rapporto finale adottando un 34; che non è facile bloccare le sospensioni in movimento (aspetto questo, secondo noi, ininfluente) e che il prezzo è purtroppo distante dalle possibilità di molti. Questi ultimi troveranno nella Moto4 un mezzo di più facile approccio. Il prezzo
La bici in prova ha un prezzo di Euro 5.599,00 mentre gli altri modelli partono da un prezzo di Euro 2.749,00 per il modello Moto4. I kit telai hanno un costo di 2.599 Euro per il modello carbon (con ammortizzatore e serie di sterzo) e di 1.999 Euro per il modello in alluminio (sempre con serie di sterzo e ammortizzatore posteriore). In assoluto non sono prezzi popolari, anche se sono ampiamente giustificati dalla qualità del prodotto, dalla tecnologia del telaio, dalla qualità dei componenti adottati e, non per ultimo, dalla garanzia a vita del telaio. Aspetti positivi
Rigidità e solidità del telaio Aspetti negativi
Manca il 34 come ultimo rapporto A chi è adatta
Agonista: non è una bici destinata alle competizioni Per saperne di più: CANNONDALE EUROPE |



















