BicicletteFocus on: Pinarello Dogma 2
Il nuovo Pinarello Dogma 2 è la diretta evoluzione del precedente Dogma 60.1. Le modifiche al telaio sono state indirizzate verso l’ottenimento di una maggiore rigidità, mentre è stato solo leggermente limato il peso complessivo, confermato l’uso della fibra di carbonio Torayca 60Ton-1K per la realizzazione del telaio.
Molta attenzione è stata posta nel miglioramento delle capacità aerodinamiche della bici, se pur il Dogma 2 è ben distante dal concetto di bici aero. Nuova è la forcella Onda FPX, che vede ridurre il numero delle nervature di rinforzo per ottenere un miglior profilo aerodinamico, insieme alla nuova coda posteriore, che migliora ulteriormente l’aerodinamica della forcella. La rigidità della forcella è stata migliorata attraverso una differente stratificazione della fibra di carbonio. Nuova la serie di sterzo, ora con cuscinetti di maggiore sezione, da 1” 1/8 – 1” ½, a cui si associa una differente conformazione delle nervature di rinforzo; anche in questo caso le modifiche hanno portato ad un miglioramento della rigidità e della penetrazione aerodinamica della bici. Il tubo orizzontale ha un profilo asimmetrico maggiormente accentuato nella parte destra, mentre il triangolo posteriore vede perdere una serie di nervature a favore di un profilo maggiormente aerodinamico; anche in questo caso una maggiore stratificazione della fibra di carbonio ha permesso un aumento della rigidità. Il tubo obliquo vede modificare il passaggio dei cavi, ora interno, e soprattutto migliorare il suo profilo aerodinamico, ora perfettamente raccordato alla nuova forcella. Tutte queste modifica hanno portato ad un peso del telaio di circa 920 grammi (valore dichiarato da Pinarello), mentre l’impatto aerodinamico è migliorato del 6%. La bici, proposta anche come kit telaio, è poi assemblata con i gruppi Shimano, Campagnolo e Sram, adottati al completo. Il solo kit telaio ha un prezzo di circa 3600 Euro. Pinarello per il Dogma 2 è andata alla ricerca di una maggiore rigidità e penetrazione aerodinamica, mentre ha continuato a trascurare l’aspetto peso (nonostante le ottimistiche dichiarazioni sul peso del telaio). L’unico difetto del Dogma 60.1 era un peso non molto contenuto e tale difetto è rimasto anche sul Dogma 2, soprattutto quando viene assemblato con il gruppo Shimano Di2. L’ottima rigidità è stata ulteriormente aumentata, mentre ancor più evidente è il miglioramento della rigidità dell’avantreno e della forcella. Viene estremizzato, quindi, il concetto di bici rigida ed adatta a percorsi pianeggianti, in cui si rimane a lungo ad alte velocità e non vi sono accelerazioni con partenze da basse velocità. Di poco conto il miglioramento aerodinamico. Molto meno convincenti sono le prestazioni nelle salite più dure, per via del peso, o in presenza di forti ed evidenti variazioni di velocità, dove, ancora una volta, il peso non contenuto gli fa perdere strada rispetto alle dirette concorrenti. Comunque le differenze tra Dogma 2 e Dogma 60.1 sono veramente minime, importanti per un uso agonistico, ma ininfluenti per l’uso amatoriale. Chi ha già un Dogma 60.1, non ha alcun bisogno di passare al Dogma 2, mentre chi lo vuole comprare è giunto il momento, forse, di trovare qualche buona occasione di Dogma 60.1, che rimane un ottimo telaio. Il prezzo del Pinarello Dogma 2 rimane elevato, come tutti i prodotti Pinarello, poco giustificato dalle prestazioni, che su strada non sono certamente superiori ai concorrenti. Ottima la qualità di realizzazione del telaio, il fascino del marchio e la buona valutazione sul mercato dell’usato; aspetti comunque importanti. Una evoluzione che conferma, comunque, le ottime caratteristiche del Dogma, nei pro e contro, per una bici di elite che non passa inosservata.
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