07/01/2008
Allenamento in bici vs rullo vs spinning
Con questo articolo intendiamo
rispondere alle tante domande che spesso assillano gli appassionati di
ciclismo che durante la stagione invernale sono costretti, a causa delle
condizioni meteorologiche o delle minori ore di luce, a ridurre gli
allenamenti con la bici su strada. Spesso si cerca un'alternativa,
giustamente, che possa permettere di continuare ad allenarsi con
profitto, pur rimanendo nell'ambito ciclistico. Due in particolare le
alternative più gettonate: lo spinning ed il rullo su cui mettere la
propria bici. Entrambe sono soluzioni valide, vediamone le
caratteristiche e le problematiche. Per prima cosa dobbiamo comprendere
che per quanto simili all'allenamento su strada, questo coinvolge un
numero maggiore di distretti muscolari rispetto al rullo od allo
spinning. Infatti, su strada, non solo dobbiamo mantenere la
direzionalità della bicicletta e l'equilibrio, ma dobbiamo contrastare
anche tutti quelle elementi che solo su strada ci possono essere: il
vento e le vibrazioni. Soprattutto queste ultime possono fare una
notevole differenza. Non a caso, studi in materia hanno dimostrato come
in una lunga gara le vibrazioni possano portare ad un veloce
affaticamento che giunge, a parità di tutte le condizioni, con un tempo
del 50% inferiore rispetto a chi pedala in condizioni prive delle
suddette vibrazioni. Questo è già uno dei motivi per cui un allenamento
indoor, per quanto effettuato sul più evoluto dei rulli, non può mai
essere paragonato ad un allenamento su strada. Non vengono coinvolti,
infatti, molti distretti muscolari, grandi e piccoli, che su strada sono
in continuo lavoro e contribuiscono, comunque, alla prestazione
atletica. In particolar modo tutti i gruppi muscolari della parte
superiore del busto.
Lasciando da parte la possibilità di arrivare o
meno a sviluppare determinate potenze (oramai alcuni rulli riescono a
simulare pendenze prossime al 20%(!)), la specificità dell'allenamento
su strada rimane unica, ma non di meno l’allenamento indoor può essere
finalizzato a lavori specifici. Mi riferisco al miglioramento della
cadenza di pedalata ed alla rotondità della stessa. Su quest'ultimo
aspetto mi riferisco alla capacità di riuscire ad imprimere la forza sui
pedali durante tutta la rotazione della pedivella e non solo nella fase
di spinta. Non dovendoci concentrare sulle insidie della strada,
possiamo proficuamente concentrarci sul miglioramento della pedalata in
tutte le sue fasi e sul gioco della caviglia; trasponendo, poi, alla
prima uscita utile su strada, il lavoro fatto sul rullo o sullo spinning.
Tutti avranno notato la maggiore sudorazione nell'allenamento indoor.
Non è un problema ne c'è da preoccuparsi. Un asciugamano per detergersi
dal sudore ed una borraccia con dei buoni sali minerali, permetteranno
di allenarsi a lungo senza problemi e di abituare il fisico a queste
condizioni che possono essere simili alla scalata di un difficile passo
in estate. In questo caso, quindi, anche l'allenamento indoor risulta
proficuo per la preparazione estiva. Riguardo, poi, i distretti
muscolari delle gambe, occorre sfatare il mito per cui con i rulli o lo
spinning non si allenano gli stessi muscoli della bici da strada. La
biomeccanica non è un'opinione da bar! Casomai, occorre che le quote
della bici sul rullo e a maggior ragione dello spinning, siano le
medesime della bici da corsa. Mi riferisco all'altezza della sella ed al
suo avanzamento, alla lunghezza delle pedivelle, alla differenza di
altezza sella-manubrio ed alla distanza di quest'ultimo dalla sella. E'
chiaro, quindi, che chi usa la bicicletta da strada montata sul rullo
riesce ad ottenere un allenamento più proficuo, in quanto si presuppone
che la sua
bicicletta sia perfettamente regolata per la sua morfologia,
cosa che è più difficile da ottenere con uno spinning. Alcuni hanno dei
dubbi che la posizione fissa e rigida della bicicletta e dello spinning
faccia lavorare altri muscoli o sia addirittura dannosa. Anche in questo
caso ci troviamo di fronte a false credenze. Uno dei principi
fondamentali del ciclismo agonistico è quello di bloccare bacino e
busto, tenendo la bicicletta perfettamente perpendicolare al terreno. In
questo modo si riesce a scaricare sui pedali tutta la forza delle gambe.
Quindi, casomai, nell'allenamento indoor, come detto sopra, non si
utilizzano alcuni distretti muscolari che vengono chiamati in causa
nella bici su strada. Questo, se è un male dal punto di vista della
preparazione atletica non apporta alcun danno fisiologico, quindi ci si
può allenare in tutta sicurezza. Anche riguardo la durata
dell'allenamento non ci sono preclusioni, non è assolutamente vero che
non ci si può spingere oltre un dato tempo (ogni "esperto" propone un
suo tempo massimo da non superare): consiglio sempre di non superare le
due ore solo perché si potrebbe dirottare quel tempo in allenamenti più
proficui, come la palestra, ciò non toglie che chi lo volesse potrebbe
continuare l'allenamento per molte ore ancora. Anzi, non essendo
sconnessioni ed altro sul rullo o sullo spinning si potrebbero superare
i valori di durata di un allenamento su strada con l'unica accortezza di
avere una buona idratazione. Lavori specifici per il potenziamento
muscolare possono essere effettuati indoor con profitto, soprattutto da
chi non parte da grandi potenze, per gli altri è più difficile e
conviene dirottare il tempo nell'allenamento in palestra, concentrando
l'allenamento indoor su altri aspetti. Anche le capacità di recupero, di
resistenza alla fatica e di lavoro in zona anaerobica possono essere
convenientemente allenate indoor, tutto sta nel programmare una giusta
seduta di allenamento. Ora, quindi, vediamo di trarre alcune
conclusioni: ovviamente, l'allenamento in bici out-door, rimane il
migliore per la sua specialità e peculiarità, non per questo
l'allenamento indoor può essere meno proficuo. Controindicazioni di
sorta o limiti non ci sono assolutamente. Si deve regolare bene la
propria bici sul rullo ed ancor di più il proprio spinning; fatto questo
si dovranno scegliere gli allenamenti migliori in base alle proprie
condizioni atletiche, ai propri punti deboli ed a cosa ci prefiggiamo
con l'allenamento indoor. Questo può essere poco allenante, in vista
delle uscite su strada, o trasformarsi in un valido aiuto al
miglioramento delle nostre prestazioni. La situazione va valutata in
modo scientifico, caso a caso e programmata nei minimi dettagli con gli
adeguati tests di valutazione iniziale, intermedi e finali, che ci
permetteranno di migliorare ancora le tabelle di allenamento. In questo
modo il freddo inverno passerà molto rapidamente e ad primavera saremo
pronti più che mai a riprendere le nostre uscite in bici.
Luca Salvatelli