
Ride
to Finish
Continuiamo a seguire
costantemente l’iniziativa promossa da Linda Vancheri:
Ride to Finish. Tornate a visitare questa pagina per rimanere sempre
informati sulla manifestazione.
La sclerosi multipla è come una bicicletta, la strada percorsa è la
nostra vita: c’è chi ha già corso per la libertà, molti ancora corrono
per arrivare e non vincere
Dietro ogni bicicletta c’è sempre una storia che merita di
essere raccontata. È quasi sempre è legata alla storia di una passione.
La storia di Andrea Camilleri s’incrocia con la storia di un ciclista
affetto da sclerosi multipla: Tony Lonero, ambedue hanno corso per
raggiungere la libertà e ambedue oggi si ritrovano vicini alla Cicli
Montante. Quella della Cicli Montante e del suo fondatore Calogero è una
storia affascinante. Racconta la storia di un uomo che da un piccolo
paesino del centro della Sicilia, Serradifalco, negli anni 20 spinto
dalla sua passione per il ciclismo e le biciclette, ha iniziato il suo
cammino imprenditoriale fondando la Cicli Montante. Guidato dall’amore
per lo stile e per l’eleganza Calogero Montante inizia a costruire
biciclette su misura, che realizza ad hoc. E’ lui stesso a scegliere i
materiali e a selezionarli con una attenzione quasi maniacale, puntando
sempre sulla qualità. Il periodo tra le due guerre è certamente il più
difficile ma Calogero Montante non si scoraggia. La sua è una scelta
lungimirante: nessuno avrebbe mai scommesso, alla vigilia della seconda
guerra mondiale, che da una bottega di Via Dante a Serradifalco,
Calogero Montante avrebbe creato una bici che oggi a distanza di 70 anni
è diventata una leggenda, entrando nella storia della letteratura per
mano di uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi, Andrea Camilleri.
E’ proprio in sella alla bicicletta Montante che si intrecciano i
destini di questi due uomini straordinari. La Cicli Montante, la più
antica fabbrica di biciclette siciliana, torna a produrre i suoi
gioielli meccanici. Un marchio ricco di storia. Come quella vera
raccontata da Andrea Camilleri: “….lo sbarco delle Forze Alleate in
Sicilia, nella notte tra il 9 e il 10 luglio del 43, mi sorprese con la
mia famiglia, salvo mio padre che era alla capitaneria di porto di Porto
Empedocle, a Serradifalco, al centro della Sicilia dove eravamo
sfollati per sfuggire ai bombardamenti. La guerra arrivò a Serradifalco
pochi giorni dopo lo sbarco alleato avvenuto nella notte tra il nove e
il dieci luglio, quando la divisione tedesca “Herman Goering” si
dispiegò a difesa lungo una linea che attraversava proprio Serradifalco.
Una mattina che era appena l’alba, udii un assordante silenzio. Uscii
fuori dal cancello e vidi sfilare il primo gigantesco carro armato
americano preceduto da una jeep con un generale, il mitico Patton.
Quando gli americani arrivarono a Serradifalco era da un mese che non
avevo notizie di mio padre, quindi chiesi alla zia che ci ospitava se
aveva una bicicletta, l’unico mezzo allora possibile. Mia zia disse “si,
ce l’ho una bicicletta”. Era una bicicletta Montante, perché la Montante
fabbricava biciclette proprio a Serradifalco. Le forniva ai Carabinieri,
alla pubblica sicurezza, ai civili ed erano di due tipi: una bicicletta
con le gomme piene per i signori Ufficiali, per evitare che…insomma,
vedere un Ufficiale Carabiniere che riparava una gomma forata non era il
caso. E a me toccò una di queste biciclette con le gomme piene. Appena
iniziata la strada per Porto Empedocle, 50 o più km di allora, vidi che
il fondo stradale era metallico, la massa enorme di mezzi alleati che
risaliva aveva trasformato il fondo stradale in una serie di cose
metalliche. Dissi non arriverò mai. Non sapevo che le gomme erano piene
allora! Non forai mai! Non si ruppe un raggio, non si ruppe mai nulla.
Ma che splendida bicicletta! Una meravigliosa bicicletta Montante! Era
robustissima e leggera, elegante, funzionale. Quelle biciclette erano
state fabbricate proprio a Serradifalco dalla ditta fondata da Calogero
Montante e che alle loro spalle c’era una storia di successi. Sia gloria
dunque alle biciclette Montante! Mentre correvo mi spogliavo, certo
faceva caldo, praticamente rimasi in canottiera e calzoncini, e così
arrivai. Ed avevo un’ansia! Queste milizie andavano contro mano, non
sapevo più se correvo alla disperata per avere notizie di mio padre o se
correvo verso un mondo nuovo. Me ne resi conto dopo che c’era anche
questa voglia di libertà! Arrivai ad Agrigento che non c’era più il mare
e al suo posto una distesa di navi da guerra che uno accanto a me mi
disse: “si po ghiri in tunisia a pedi”, ed era vero, di nave in nave ci
arrivavi. Raccontando la storia di questa bicicletta, che anche per il
viaggio di ritorno non mi tradì mai, al nipote di chi la costruì,
ispirato ed esortato da me ha rifatto l’identica copia di allora. Ed è,
come posso dire, un simbolo di corsa verso la libertà. Chiamiamolo
così.” La leggendaria bicicletta Montante, un segno puro e libero,
simbolo della libertà e della legalità, che è stata riprodotta come lo
stesso identico modello di oltre 70 anni. E’ talmente bella che Andrea
Camilleri, a cui è stata donata la bici Montante KALOS MU001, il primo
esemplare della collezione a tiratura limitata, ha deciso di tenerla nel
suo salotto di casa.
Una bella storia
quella della Cicli Montante, una storia di passione che si tramuta in
eccellenza produttiva.
La storia di Tony Lonero un tenace ex-campione di baseball
italo-americano che sogna di guarire dalla sclerosi multipla e tornare a
camminare. In Italia riscoprirà la libertà e la voglia di vivere grazie
a una cura incredibile: correre in sella a una bicicletta speciale.
Anthony Lonero combatte da sette anni contro due nemici: la sclerosi
multipla e pregiudizi. È cresciuto nel mondo degli immigrati in cerca
del sogno americano, nella provincia operaia in cui fiorivano acciaierie
e insulti razzisti ai “dago” italiani. Ha imparato a lottare: per
emergere nel baseball, per andarsene dalla piccola Penn Hills, per
ricominciare una vita in Italia. È un vero sportivo che si è sempre
battuto cavallerescamente. E continuerà a farlo anche nell’ultima,
decisiva battaglia contro la sclerosi multipla. La sua malattia
sconosciuta e terribile lo spaventa ma non lo fermerà. In molti
preferirebbero avere a che fare con un malato rassegnato all’immobilità
fisica e psicologica. Tony invece è un ribelle ottimista. Tra lo
scetticismo di medici e amici, trova una cura sensazionale: grazie a una
bicicletta da corsa recupererà la libertà di muoversi e riprenderà in
mano la sua vita. I medici non sanno come spiegare il suo caso. Oggi può
pedalare per centinaia di chilometri. La sua incredibile gioia di vivere
e la voglia di superare ogni ostacolo lo porteranno in Francia, per
partecipare a una gara ciclistica mitica e durissima. Nei 1.200 km di
percorso scoprirà di essere diventato un altro uomo. Una storia vera e
intensa che insegna che non si deve mai rinunciare alla libertà di
sognare. La sua storia si snoda tra due Paesi, l’Italia e gli Stati
Uniti, e due mondi sportivi diversissimi, il ciclismo ed il baseball.
Offre una chiave per affrontare gli ostacoli, piccoli e grandi, e
perfino ad accettare la sconfitta, dentro e fuori dal campo. È la storia
di un eroe vero e sconosciuto, da raccontare a tutti quelli che non
vogliono arrendersi di fronte alle piccole e grandi sconfitte della vita
ma che spesso non sanno che l’unico limite è nella nostra mente. Adesso
Tony verrà in Sicilia a testimoniare la sua voglia di libertà e di
sfuggire alle barriere mentali legate alla sclerosi multipla correndo su
una bicicletta fatta ad hoc per lui dalla storica Cicli Montante.
Assieme a lui Linda Vancheri, che ha ideato il progetto di ‘una
bicicletta per la libertà dalla sclerosi multipla’, e l’AISM stanno
portando avanti questa iniziativa di libertà e scelgono il simbolo della
bicicletta e del ciclismo come valore sportivo e morale nella convivenza
con questa malattia. La provincia di Caltanisseta diventa uno scenario
da cui partono i segnali di una nuova stagione all’insegna della libertà
e della possibilità di trasformare la disabilità in una vera e propria
risorsa. Si correrà per arrivare e non vincere e questo tutte le
associazioni di volontariato che supportano l’iniziativa lo hanno
capito.
Una corsa in
bicicletta per abbattere le barriere fisiche e sociali della Sclerosi
Multipla
The Sicilian
challenge
Brevetto Giro
d'Italia 2008
150
km
L’11 Maggio alle ore 8.00 partiranno da Agrigento i
ciclisti che arriveranno fino al traguardo volante di Serradifalco per
ripartire intorno alle 10.30 ed arrivare di nuovo ad Agrigento, laddove
alla fine della corsa verrà sorteggiata una bicicletta della Cicli
Montante, la divisione cicli della MSA S.p.A. Perchè questa tappa in
Sicilia? In occasione della 2ª tappa dell'edizione 2008 del Giro
d’Italia in Sicilia, la tappa Cefalù –Agrigento, che è stata intitolata
Camileri –Montante in onore dello scrittore siciliano. Andrea Camilleri
e Calogero Montante, i due uomini con un destino comune legato ad una
bicicletta che nel ’43 permette allo scrittore di scappare dal rifugio
di Serradifalco per recarsi a Porto Empedocle e rintracciare il proprio
padre. La bicicletta utilizzata era stata costruita da Calogero
Montante, il primo corridore del sud con la propria squadra ciclistica e
per la quale la sua stessa azienda costruiva le biciclette da corsa in
modo artigianale e rispettando nei dettagli ogni singola esigenza dei
ciclisti. A questa storia oggi si collega un’altra storia: il numero dei
disabili affetti da sclerosi multipla è clamoroso nella provincia di
Caltanissetta dove si ammalano i giovani e i giovani-adulti in modo
costante. Urgono varie iniziative di sensibilizzazione a questo genere
di problema. In occasione del Giro d’Italia verrà organizzata un’uscita
in bicicletta per far conoscere questa realtà. Alla manifestazione
parteciperanno le associazioni che sostengono i malati di sclerosi
multipla come l’AISM e tutte quelle che vogliono esprimere il disagio di
vivere in una società locale ancora troppo immatura nei confronti della
tematica “disabilità”. E’ la prima volta che si organizza una corsa in
bicicletta per dimostrare come la volontà dei disabili locali superi la
loro stessa forza fisica. La passione agonistica è la testimonianza di
come la disabilità possa essere finalmente vista come una vera e propria
risorsa per il nostro territorio. Numerose le potenzialità che
potrebbero essere sviluppate, tenendo in considerazione la fondamentale
importanza di queste realtà e dell’urgenza di gestire una rete di
servizi da erogare a loro favore per un equo inserimento nella società e
nel mondo del lavoro.
Per maggiori informazioni
contattare
Linda Vancheri cell.349.8465151 o visitare il sito
www.audaxitalia.com
Marcella Crisanti