mavic
mavic

Tutti i contenuti del Sito sono coperti da Copyright. Vietato copiare qualsiasi contenuto, totale o parziale, di Ciclonline.com.

Ads Ciclonline.com
Please update your Flash Player to view content.

FacebookTwitterRSS Feed

In Vetrina

Login Form

 

Ciclismo Pro Road & Mtb

AIGCP, CPA e AIMEC propongono nuove idee per l’antidoping nel ciclismo

Le Associazioni AIGCP, CPA e AIMeC, al fine di apportare un contributo determinante e decisivo all’aumento della credibilità del ciclismo, ritengono di dover proporre agli Enti ed alle Istituzioni di riferimento alcune importanti proposte di cambiamento.

 

1) Portare da due a quattro anni la squalifica per gli atleti in caso di doping per metodi e sostanze farmaceutiche in grado di interferire sullala performance alterando l’espressione genica (doping genetico), androgeni anabolizzanti, eritropoietina e simili (EPO, NESP, CERA, etc.), Gonadrotopina corionica, LH, ACTH, GH e simili, metodi per il miglioramento del trasporto dell’ossigeno (emoglobine sintetiche, PFC, RSR13 etc.), trasfusioni di sangue autologo e/o omologo

 

2) Rivedere le attuali normative antidoping (responsabilità e squalifica) nei casi di doping in cui sia evidente sotto il profilo analitico, scientifico e giuridico l’involontarietà della assunzione della sostanza che ha dato origine alla positività. Ci si vuol riferire in particolare ai casi di contaminazione.

 

3) Ridurre drasticamente i tempi dal momento in cui viene aperta da parte dell’UCI una procedura di possibile violazione delle normative antidoping al momento in cui venga emesso il giudizio definitivo. Tali tempi non dovrebbero per alcun motivo superare i tre mesi.

 

4) Introdurre sanzioni e provvedimenti, comunque da definire, per le squadre nel caso in cui un proprio atleta venga sanzionato e squalificato per doping. Questo però solo ed esclusivamente se emergano dati inoppugnabili di responsabilità diretta della squadra.

 

5) Migliorare l’affidabilità dello strumento Passaporto Biologico quando venga utilizzato come prova di doping. Tale strumento, già perfetto nell’individuazione di atleti che debbano essere sottoposti a maggiori controlli antidoping veri e propri sul sangue e sulle urine, deve essere migliorato quando utilizzato come prova di doping onde evitare di poter correre il rischio di punire un atleta innocente.

 

6) Fare in modo che nel più breve tempo possibile, come in tutte le altre discipline sportive professionistiche, si presentino alla partenza delle corse solo ed esclusivamente atleti e squadre che rispettino le stesse normative e abbiano gli stessi doveri nei confronti degli Enti e delle istituzioni di controllo (vedi squadre Continental)

 

Comunicato stampa

 

 

 

 

 

 

 

Ads Ciclonline.com