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Editorale

 

27/03/2007

E' arrivata la primavera, forse…

Anche se in questi giorni sembra che la primavera si faccia attendere, non si è fatto attendere l'avvio della stagione granfondistica: le gare disputate fin qui non sono state molte, ma possiamo già trarre delle prime impressioni, che lasciano spazio ad alcune riflessioni. Gli organizzatori di queste corse, specialmente negli ultimi anni, stanno facendo un gran lavoro e si è giunti a strutture organizzative degne di competizioni professionistiche. Lo sforzo è notevole, ma si è giuti a manifestazioni veramente molto buone sotto il punto di vista organizzativo, dei veri eventi, poi, naturalmente, gli inconvenienti ci sono sempre, così come gli insoddisfatti. Dell'importanza di questo vivace movimento si sono accorte anche le amministrazioni locali, sempre più coinvolte nell'affiancare i velo-club nell'organizzazione della manifestazione. Aspetto senza dubbio positivo e lungimirante; infatti, da una parte è oramai impossibile organizzare una manifestazione ciclistica che raccolga, anche, migliaia di ciclisti senza l'appoggio fondamentale delle autorità, dall'altra le stesse si sono rese conto dell'importanza economica e di promozione turistica di queste manifestazioni. Anche le case costruttrici sembrano sempre più convinte di questo movimento e proprio per questo sono giunte a sponsorizzare teams, quando non a crearli direttamente. D'altronde, gli importi economici di queste sponsorizzazioni sono relativamente bassi, soprattutto rispetto ad mondo professionistico. Il ritorno di immagine, poi, è diretto ed immediato. Non ultimo, il guadagno per l'organizzazione, che spesso permette al club ciclistico, di supportare le iniziative dei soci durante tutto il resto dell'anno. Che la formula funzioni lo si vede dalla miriade di gran fondo e circuiti organizzati, una vitalità che se da una parte fa piacere, dall'altra lascia spazio a qualche riflessione. Il "gigantismo" di alcune manifestazioni è sotto gli occhi di tutti, il nascere di molte granfondo concorrenti, impone agli organizzatori di fare sempre meglio e questo è un bene, ma obbliga anche ad ingenti sforzi organizzativi ed economici che spesso si ripercuotono sull'amatore, su colui cioè che partecipa senza ambizioni di classifica. Gli sforzi economici per il singolo sono consistenti, tra iscrizione, trasferimento, pasti e albergo, diventa sempre più difficile partecipare a molte manifestazioni. Per il momento il settore è ancora in fase di crescita, ma fino a quando questo durerà? Forse, prima di una drammatica crisi, sarebbe il caso di mettere a punto un meccanismo che fin qui ha dimostrato di essere efficace, ma ha lasciato il finco a qualche critica. Forse sarebbe il caso di guardarsi intorno e prendere qualche spunto dal movimento podistico amatoriale. Lì i costi di iscrizione sono al massimo di 10 euro e a tutti viene data una medaglia, o un oggetto, ricordo della manifestazione. Non ci sono pasta party, ma semplici ristori, ci si può iscrivere direttamente la mattina e non ci sono classifiche. Quando la manifestazione è anche agonistica, pur con lo stesso percorso, si pagano iscrizioni differenti, con gli agonisti che pagano di più (principalmente per il servizio cronometraggio ed i premi per i primi classificati) mentre per gli altri l'iscrizione rimane popolare. Basterebbe adattare queste semplici norme per abbassare i costi di partecipazione e rendere il nostro sport ancor più popolare, lasciando ai veri agonisti la possibilità della vittoria ed ai cicloturisti la possibilità di vivere un giorno immersi nella loro passione a costi accessibili e proporzionati alle proprie esigenze. 

Marcella Crisanti  
 

 

 

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