09/06/2008
Dopo tutto, non
tutto è perduto
Il Giro d'Italia
appena concluso ci ha lasciato delle belle immagini di un ciclismo
ancora vivo e dalle belle speranze. Un bel gruppo di giovani atleti
si sta facendo largo, forse prima non avevano spazio, forse gli
altri andavano di più. Molti hanno sollevato dei dubbi sulle
prestazioni di alcuni atleti che fino a ieri erano stati dei
comprimari, può anche darsi che sia vero, speriamo di no. Se fosse
vera la tesi di alcuni il ciclismo è ben lontano dallo sconfiggere
il suo male, visto che eliminati alcuni “dopati”, se ne intravedono
molti altri che già gli avrebbero preso il posto. Inoltre, questo
significherebbe il totale fallimento della lotta al doping sia
interna alle squadre sia quella della Federazione Ciclistica
Internazionale. La seconda tesi, da preferire, è che gli attuali
controlli antidoping, pur con le dovute lacune, siano efficaci e
così al giro si sono visti dei veri livelli atletici che hanno
premiato chi più si è allenato. Alcune condizioni della gara, poi,
hanno permesso una certa libertà che ha concesso ad alcuni atleti di
conquistare dei successi a cui neanche loro credevano, ma questo è
il bello del ciclismo. E' da molto che non si vedeva un Giro così,
incerto fino all'ultimo e con tanti nomi nuovi, senza dei reali
dominatori. Speriamo che sia l'inizio di un nuovo corso.
Marcella Crisanti