09/04/2008
Il
fiorire dei centri biomeccanici
In assenza di una precisa
normativa, sfruttando le richieste del mercato, stanno nascendo un
pò in tutta Italia una serie di centri biomeccanici. Da un lato
questo non può che far piacere, testimonia come il nostro sport sia
vivo ed attivo nonostante i molti scandali, ed è sintomo di una
nuova cultura del ciclista: più attento non solo all'aspetto
tecnico/meccanico, ma anche a quello prettamente fisico. Alcuni di
questi centri hanno una fama riconosciuta a livello internazionale e
dovuta al personale altamente qualificato che vi lavora e che ha
contribuito e contribuisce a mantenerne alto il nome. Altri hanno
scelto una strada differente, ci sembra più centrata sul business,
meno sull'interesse del cliente. Aprendo una serie di filiali in
franchising si dà la possibilità a molti di poter usufruire dei loro
servizi senza affrontare mega trasferte, ma c'è il ragionevole
dubbio che chi vi lavora non abbia le competenze specifiche per
poter svolgere un lavoro che richiede professionalità, studi ed
esperienza. Certo, rispetto alle dozzinali sistemazioni di molti
ciclisti, anche il centro meno qualificato risulterà meglio di
niente, ma non è questo il modo di fare. La legislazione in materia
è assolutamente assente e così chiunque può aprire il suo bel centro
biomeccanico, magari sfruttando il nome altisonante di qualche
catena di franchising. Un rapido corso, l'acquisto delle
attrezzature e si è subito biomeccanici. Tutto senza violare alcuna
legge se non quella del buon senso. Non basta, certo, essere
ciclisti, fare un corso di qualche ora ed acquistare una cyclette
con ergonometro per essere biomeccanici. In assenza di una normativa
che restringa il campo di azione ai soli Dottori in Medicina dello
Sport o in Scienze Motorie, credo che sarà bene per gli appassionati
non farsi ingannare da nomi altisonanti, ma vedere in profondità le
cose. Una visita dal biomeccanico può essere utile se ben eseguita,
altrimenti meglio lasciare perdere. Essere messi su di una bici in
cui viene spostato il sellino alla ricerca del watt in più è una
presa in giro. In questo, quindi, gli appassionati dovranno fare un
ulteriore salto di qualità, selezionando con cura il centro a cui
rivolgersi, non avendo timore di chiedere le credenziali di base
(che non possono essere certamente “vado in bici da 20 anni” o “ho
frequentato il corso xy”) e, soprattutto, non rinunciando a spendere
qualche Euro in più e qualche chilometro in più per raggiungere uno
dei pochi centri biomeccanici realmente qualificati. Il Vostro
fisico vi ringrazierà di certo!
Marcella Crisanti