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Editorale

 

08/03/2008

Otto Marzo Festa della Donna, facciamoci rispettare 

Otto marzo Festa della Donna, anche festa della Donna ciclista. Lascio ad altre sedi i problemi dell’universo femminile in generale per concentrarmi sui problemi che incontriamo noi donne cicliste. Molto si è fatto in questi ultimi anni, soprattutto grazie a molte Aziende, che non disdegnando il “business”, che si sono impegnate in quella nicchia di mercato costituita da noi cicliste. Dalle bici complete ai telai, per passare ai componenti e finire all’abbigliamento molte Aziende hanno deciso di impegnarsi nel coprire le esigenze particolari delle donne. Ma non è tutto oro. Se molti prodotti hanno alle spalle uno studio attento e mirato alla morfologia femminile, poco importa che sia un telaio o un paio di scarpe, altre hanno preso delle “scorciatoie” che poco mi convincono. Non basta verniciare di rosa una scarpa per dire che è un modello dedicato alle donne; non basta aggiungere colori sgargianti qua e là e fiorellini per avere la propria collezione femminile. Ben vengano estetiche e colori che possano piacere maggiormente alle donne, ma che sotto ci sia anche molta sostanza ed uno studio mirato alle esigenze della struttura corporea femminile. Molte Aziende sembrano aver capito la questione e chi in sordina, quelle che poi magari lavorano meglio, chi pubblicizzando a gran voce, quasi tutte hanno una o più collezioni dedicate alle donne. Tutto bene quindi? No di certo. A livello di rivenditore finale, a parte le solite pregevoli eccezioni, la situazione mi sembra francamente deludente, se non proprio drammatica. La maggior parte dei rivenditori non solo ci ignora: non avendo disponibile nessun prodotto dedicato a noi tra le marche da loro vendute, spesso e volentieri ci vogliono rifilare i classici prodotti maschili, spacciandoli per ottimi anche per le donne. Non è, ben inteso e per fortuna, un comportamento di tutti, ma molto diffuso. Impariamo a dire no, impariamo a farci rispettare. E’ vero che spesso i nostri impegni quotidiani, la famiglia, il lavoro, ci lasciano poco tempo per la nostra passione, ma proprio perché è una passione e per rispetto verso noi stesse impariamo a scegliere, non solo i prodotti, ma anche da chi ci serviamo. Potrà scocciare ma è meglio girare un po’ di più per trovare il “nostro” prodotto che affidarsi al primo rivenditore privo di scrupoli che ci vuole rifilare quello che ha. Molti negozianti affermano “il cliente compra quello che gli vuoi vendere”, diciamo basta a questo stato di cose! Oggi abbiamo tutti i mezzi per informarci correttamente su cosa abbiamo bisogno, quali caratteristiche deve avere e quali Aziende lo producono. Impariamo a ragionare con la nostra testa, informiamoci prima, decidiamo cosa ci serve e poi scegliamo, dal prodotto al negozio dove reperirlo. Il negoziante non ha le scarpe che vogliamo, andiamo da un altro, spostiamoci anche di città o acquistiamo on-line. Il primo a ringraziarci sarà il nostro fisico. Chi non ci rispetta e non ci considera non merita i nostri soldi, anzi, non merita proprio niente. Chiudo con un “regalo” a tutte le lettrici: la prova su strada della Viner Perfecta Lady e l’articolo di “Biomeccanica ed allenamento” “La scelta di un telaio da donna: peculiarità e differenze con uno da uomo”. Buona lettura ed auguri a tutte le donne.

 

 

Marcella Crisanti

 

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