EditorialeApriamo gli occhi
L’EICMA 2008 si è chiusa, e si era aperta, con le solite sterili lamentele di molti. Troppo tardi nel calendario delle fiere, troppo piccolo lo spazio, troppo caro il parcheggio, troppo pochi visitatori, ecc. ecc.. Anche quest’anno, i soliti “espertoni”, non hanno mancato di evidenziare la differenza con il contiguo salone delle moto, decretando, per l’ennesima volta, il fallimento del salone delle bici. Vediamo di analizzare alcuni fatti: il settore moto ha fatturato e giro d’affari immensamente superiore al settore bici, ovvio che ci siano più espositori e con stand maggiori ...Milano è l’ultimo dei saloni della moto, eppure considerato da tutti il più importante … Quest’anno a Milano, come gli altri anni, quasi tutte le Case Motociclistiche hanno esposto modelli già presentati alle precedenti fiere (ad eccezione di BMW, Ducati e qualche produttore di secondo piano) …. Anche quest’anno tutte le Case si sono date un gran da fare per presentarsi al meglio al pubblico milanese, basta vedere la qualità e quantità delle hostess presenti negli stand ed i vari spettacoli organizzati …. Anche quest’anno il pubblico ne ha decretato il successo, nonostante non ci fossero novità inedite da scoprire (o quasi) nonostante il traffico ed i parcheggi a pagamento …. . Perché siamo seri, non vado a Milano perché il parcheggio è a pagamento, mentre all’Eurobike è gratis, non vado a Milano perché c’è la fila in tangenziale ….. Manca invece un po’ di maturità tra i ciclisti, o sedicenti tali, e le Aziende del settore, o sedicenti tali …. Alcuni esempi: molti espositori avevano un atteggiamento così scostante da domandarsi cosa ci siano andati a fare, a che pro allestire uno stand all’EICMA quando è una fatica rispondere alle domande dei giornalisti e degli appassionati? Che senso ha allestire uno stand e lasciarci una persona che sa solo dire “mi dispiace ma io non so nulla, sono qui solo a dare una mano” ? Ma il massimo, o il minimo, è stato raggiunto da chi, con fare scocciato, ci ha risposto “ma a me dei giornalisti e del pubblico non importa niente, se vengono gli operatori del settore a comprare bene, altrimenti ….”. Forse sarebbe il caso di spiegare a questi signori che sono proprio i “fessi” del pubblico che poi comprano, anche indirettamente, i componenti e tutta la merce esposta al salone. Forse un po’ di rispetto per chi gli dà da mangiare sarebbe necessario. E poi, su via, tutti esperti di marketing, vendite ecc. ecc. e tutti, o quasi, hanno organizzato degli stand freddi, senza il minimo spirito di attirare l’attenzione del visitatore. Qualche ripetizione dai colleghi del settore moto sarà obbligatoria. Ora veniamo ai “ciclisti”: ma cosa volete trovare al salone? Quest’anno c’erano molte aziende interessanti con prodotti di qualità e molte persone appassionate del loro lavoro (a parte alcuni, come detto), mancavano i soliti nomi tanto in voga tra i ciclisti, ma non mancava la sostanza e lo spettacolo della pista e della Mtb. Sono in torto i ciclisti che non sono andati e le aziende che non si sono presentate, poche storie …. . Il salone costava? Meno di una GranFondo ed offriva molto di più, poche scuse. Infine, per chi non lo avesse ancora capito, c’è una corrente tipica dell’”Italietta” che vuole annullare Milano, per cosa? Ma certo, per le tante “fiere di paese della bici” perché, sia chiaro a tutti, l’EICMA sarà anche piccola, ma fa gola a tutti, anche a chi oggi ci sputa sopra. Ma non è ne nell’interesse dei ciclisti ne dell’Italia, non avere più la Fiera del Ciclo di Milano e sostituirla con tante piccole fiere insignificanti. Aprite gli occhi, ancora una volta stanno cercando di scippare ai ciclisti un loro patrimonio per l’interesse di pochi. Critichiamo pure l’EICMA, ma facciamo critiche costruttive, non le solite lamentele senza senso. Non servono 10.000 espositori per fare una grande Fiera, servono espositori di qualità e con la voglia di esporre ed una organizzazione in grado di assecondare questa voglia. Accanto alla Sei Giorni su pista, andrebbero affiancate gare di Mtb (oltre a quelle già presenti quest’anno) e Freestyle. Poi una maggiore selezione degli espositori: chi va a Milano si deve comportare di conseguenza, non come se fosse ad una “sagra di paese”. Infine, anche la possibilità di avere stand più piccoli per assecondare le necessità delle aziende più piccole, ma che all’EICMA andrebbero volentieri. A noi la Fiera è piaciuta, valeva il costo del biglietto, e si può ancora migliorare, l’abbiamo criticata, ma per migliorarla, non per distruggerla. |
