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Il fabbisogno lipidico

Come abbiamo visto in precedenza, la razione protidica sopperisce a circa il 12-14 % del fabbisogno calorico giornaliero, mentre la rimanente quota dovrà essere suddivisa tra lipidi e glicidi. A differenza di quanto si possa pensare, o desiderare, l'eliminazione totale dei lipidi, dalla razione alimentare, non è possibile, né auspicabile.

  Infatti, pur non trascurando il fatto del loro elevato valore calorico, e quindi dei problemi che ne conseguono nell'economia della quota di calorie da ingerirsi giornalmente, essi sono indispensabili nell'alimentazione umana, in quanto veicolano le vitamine liposolubili naturali A, D, e K; forniscono coline, base ammoniaca quaternaria, donatrice di radicali metilici; contengono acidi grassi insaturi essenziali, la cui carenza provoca, negli animali, la sindrome di Burr; sono ricchi di vitamina F. Proprio partendo da questi principi, essenziali per l'uomo, possiamo iniziare a calcolare il fabbisogno minimo di lipidi; infatti, per esempio, è stato calcolato che il nostro organismo necessita almeno di circa 14 grammi di vitamina F al giorno. La quota minima di vitamina F potrebbe essere soddisfatta con l'assunzione di 28 grammi di burro, ma in questo caso non rimarrebbe alcuno spazio per l'assunzione di ulteriori lipidi, anche quelli presenti all'interno alimenti che ingeriamo. Infatti nella razione lipidica dobbiamo considerare, non solo i lipidi dei condimenti (burro e olio in primis), ma anche i lipidi contenuti negli alimenti, si pensi a quelli presenti nel formaggio o in alcune carni. D'altro canto una razione ricca di glicidi è incompatibile con l'assenza di grassi, non solo per i motivi sopra esposti, ma anche per una scarsa appetibilità e digeribilità di un'alimentazione assolutamente priva di lipidi. Per tutti questi motivi si è giunti alla conclusione che un adeguato apporto lipidico può essere stabilito in 1-1,6 grammi per Kg di peso corporeo e per 24 ore; in questo modo si andrà ad utilizzare una quota di circa il 20, massimo 30 % delle calorie totali da assumersi quotidianamente. Riguardo, invece, la suddivisione tra lipidi dei condimenti e degli alimenti, le ricerche scientifiche non hanno mai messo in evidenza benefici nel preferire gli uni agli altri; così come voler dare la preferenza ad alcuni tipi di condimenti, più che ad altri. In questi casi è meglio seguire le proprie abitudini alimentari avendo solo come vincolo la quantità totale di lipidi da ingerire.