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Le bici dei Pro: Specialized Venge McLaren di Marck Cavendish

La Specialized S-Works Venge McLaren di Marck Cavendish permette al forte velocista britannico di esprimere al meglio le sue capacità.

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Il telaio Venge è il frutto di un lungo studio aerodinamico fatto da Specialized che ha portato ad un nuova sezione aero dei tubi principali del telaio e del triangolo posteriore. L’obiettivo è stato quello di coniugare l’efficienza aerodinamica delle bici aero, con il peso contenuto di una bici tradizionale. Il telaio McLaren, poi, sfrutta l’esperienza della lavorazione delle fibre composite del noto team di F1, per ottenere un telaio ancor più leggero, pur a parità di rigidità. Lo studio aerodinamico ha interessato anche la serie di sterzo, che è integrata e realizzata appositamente per questo modello, come la forcella. La bici di Marck, è poi assemblata con il gruppo Shimano Di2. fanno parte del gruppo i comandi, i freni, il pacco pignoni, la guarnitura, il cambio ed il deragliatore. La guarnitura è dotata di rilevatore di potenza SRM. Per i comandi Marck usa i particolari comandi realizzati da Shimano proprio per gli sprinter (SW-7972), con la leva posta vicino alla presa bassa ed azionabile con il pollice, senza staccare le mani dal manubrio. Sempre Shimano Dura-Ace sono i pedali. Attacco e piega sono Pro e realizzati appositamente per Marck Cavendish; hanno una maggiore rigidità, grazie ad una serie di rinforzi interni, pesano leggermente di più, ma sono ben più rigidi di altri componenti analoghi. Sono entrambi in fibra di carbonio. La batteria è posizionata all’interno del tubo verticale, migliorando l’efficienza aerodinamica. Le ruote sono realizzate artigianalmente dal team, con mozzi Dura-Ace e cerchi Zipp. La sella è una normale Fi’zi:k. Così assemblata la bici ha un peso di circa 7.6 kg, un peso molto elevato, dovuto in parte all’adozione del gruppo Shimano Di2, in parte di alcuni componenti rigidissimi, ma anche pesanti. Una bici perfetta per un velocista e per tappe in pianura, ma che mette in difficoltà l’atleta in salita e nei falsi piano. Inoltre è difficile avere buone accelerazioni partendo da velocità basse, mentre la bici si esprime al meglio quando si accelera da una velocità già elevata. In tali condizioni l’efficienza aerodinamica e la rigidità della bici permettono un certo vantaggio sui concorrenti.