06/03/2007
Alimentazione e prestazione
atletica
1^ parte: i carboidrati
Abbiamo
visto, nei precedenti articoli, come l'organismo riesce a
produrre energia. Ora vedremo come l'alimentazione, la
produzione d'energia e la performance sportiva sono legate tra
loro. Gli alimenti che possono essere utilizzati per la
produzione d'energia sono i carboidrati ed i lipidi; ci
sarebbero anche le proteine, ma queste sono utilizzate solo
quando gli altri principi alimentari non sono disponibili:
questo avviene sono in caso di lunghi e totali digiuni.
Carboidrati e lipidi, sono, quindi, gli alimenti su cui
l'organismo fa affidamento per la produzione d'energia; il
nostro organismo ne decide l'impiego in base all'intensità
dell'allenamento, alla sua durata e dalla dieta. Studi in
materia, hanno dimostrato come maggiore sia la durata della
prestazione atletica, maggiore è l'importanza dei lipidi nella
produzione d'energia. Questo significa che i carboidrati hanno
un'importanza fondamentale: infatti, questi, sono preponderanti
nella prima fase dello sforzo e lo diventano ancor più in tutte
quelle fasi della competizione in cui è richiesto un veloce
cambio di ritmo, come uno scatto finale. Altro fattore
importante è che la fine delle riserve di carboidrati, nelle
gare di lunga durata, coincide sempre con l'insorgenza della
fatica muscolare. Esperimenti sull'insorgenza della fatica
muscolare, hanno dimostrato come una dieta iperglicidica
permetta un ritardo dell'insorgenza della fatica nelle
competizioni di lunga durata, rispetto ad un'alimentazione
equilibrata o ad un'iperlibidica; quest'ultima, è quella che
porta a raggiungere prima l'affaticamento. Le differenze, tra
l'altro, non sono per niente trascurabili: una dieta
iperglicidica porta, infatti, ad un'insorgenza della fatica che
giunge dopo un tempo doppio rispetto ad un'alimentazione
bilanciata e triplo rispetto a quello che si ha con una dieta
iperlipidica.
Il glucosio è una forma di
carboidrato utilizzabile dall'organismo. Quasi tutti i
carboidrati che sono ingeriti sono trasformati in glucosio e,
parte di esso, rifornito ai muscoli, trasformato in glicogeno e
depositato negli stessi muscoli. L'utilizzo del glucosio in fase
di riposo è veramente minimo, mentre durante un esercizio
prolungato il suo utilizzo, da parte dei muscoli, raggiunge il
40% del carburante ossidato. La quantità di glucosio ematico
(glicemia) presente nel sangue, dipende dalla dieta, da fattori
endocrini e dalla capacità del fegato di regolare, in una certa
misura, tale valore. Il fegato, infatti, contiene grosse
quantità di glicogeno che, quando il valore del glucosio ematico
si abbassa, è idrolizzato in glucosio ed immesso nel sangue.
Quando, invece, il livello glicemico è elevato, il fegato
preleva glucosio dal sangue e lo immagazzina sotto forma di
glicogeno. E' bene considerare che, durante un esercizio
prolungato, la maggior parte del glucosio ematico giunge proprio
dall'idrolisi del glicogeno epatico. I depositi di glicogeno
muscolare rappresentano un'altra importante fonte di energia
nelle prestazioni di lunga durata; il suo consumo, durante
l'esercizio fisico, dipende da molti fattori, compresi
l'intensità dell'esercizio e la sua durata. Studi hanno
dimostrato come attività intense e continue portino ad un quasi
completo esaurimento delle sue scorte e all'insorgenza della
fatica muscolare; invece, attività intervallate da scatti e
frazioni di intensità inferiore permettono di giungere al punto
dell'insorgenza della fatica muscolare con ancora molte scorte
di glicogeno. In realtà, in quest'ultimo caso, l'insorgenza
della fatica non è dovuta all'esaurimento delle scorte di
carboidrati, ma all'accumulo di acido lattico nei muscoli.
Ulteriori studi hanno poi messo in evidenza come non solo
l'alimentazione ha un ruolo importante nel ritardare
l'insorgenza della fatica, ma anche la specificità
dell'allenamento. Non basta, cioè, allenare gli stessi muscoli
che si usano nella prestazione atletica: il miglior beneficio
dall'allenamento lo si ottiene svolgendo attività il più simili,
quando non uguali, allo sport praticato in gara.
Luca Salvatelli