Fibre muscolari veloci e
lente: struttura, differenze e peculiarità
1^ parte
Spesso si sente tanto parlare di
fibre muscolari veloci e lente, anzi, bianche e rosse, ma
sappiamo veramente di cosa stiamo parlando? Vediamo, quindi, di
affrontare il problema in modo scientifico, come sempre. Prima
di parlare di fibre muscolari, dobbiamo comprendere come noi
riusciamo a far contrarre i nostri muscoli, come dal comando del
nostro cervello si arriva alla contrazione del muscolo.
L'impulso del sistema nervoso centrale giunge ai muscoli tramite
il sistema nervoso motorio o efferente (trasporta le
informazioni dal centro alla periferia), questo per distinguerlo
dal sistema nervoso sensitivo o afferente che trasporta le
informazioni dalla periferia (ad esempio la pelle) al cervello.
L'unità di base anatomica e funzionale di un nervo è il
neurone o cellula nervosa; il neurone è costituito da un
corpo cellulare, da numerose fibre corte, dette dentriti
e da una fibra più lunga detta assone, la vera e propria
fibra nervosa. L'assone è ricoperto, nelle grosse fibre nervose
che troviamo nei muscoli scheletrici, da un insieme di lipidi e
proteine, detta guaina mielinica. Le fibre nervose ricoperte di
guaina mielinica sono dette mieliniche, quelle sprovviste,
amieliniche. Inoltre, non tutta la superficie della fibra
nervosa è ricoperta dalla guaina mielinica, ma questa è
strutturata in segmenti divisi da piccoli spazi, chiamati
nodi di Ranvier. L'impulso nervoso, che dal centro giunge
alla periferia (ma il discorso vale anche per il contrario) è
una particolare forma di energia elettrica, l'energia
bioelettrica. La propagazione dello stimolo nervoso avviene in
questo modo: quando la fibra nervosa si trova in stato di
riposo, gli ioni sodio (Na+) si trovano concentrati all'esterno
della membrana cellulare, provocando un accumulo di cariche
elettriche positive, mentre l'interno della fibra è
elettricamente negativo. In questo modo esiste una differenza di
potenziale tra l'interno e l'esterno della fibra nervosa, detto
potenziale di membrana a riposo. Quando la fibra nervosa
riceve uno stimolo assistiamo ad una inversione di polarità,
detto potenziale d'azione, che corre dal punto dello
stimolo e si propaga lungo tutta la fibra. Questa propagazione,
però, non è perfettamente lineare; infatti, nelle fibre
ricoperte dalla guaina mielinica, che funge da isolante,
l'impulso nervoso si propaga saltando da un nodo di Ranvier
all'altro, i punti dove non è presente la guaina mielinica. In
questo modo l'impulso nervoso viene notevolmente accelerato e
riesce a percorrere più rapidamente le fibre nervose, ma quanto
più velocemente? La velocità di conduzione delle grosse fibre
mieliniche è di circa 60-100 metri al secondo, nelle fibre
amieliniche di 6-10 metri al secondo. Le fibre nervose si
collegano tra di loro tramite le sinapsi ed infine ai
muscoli attraverso la placca motrice; a questo livello lo
stimolo nervoso, quando vi giunge, provoca la liberazione di
acetilcolina che a sua volta da luogo ad un potenziale
d'azione che si diffonde attraverso tutto il muscolo e ne
provoca la contrazione. Studi in materia hanno dimostrato come
l'allenamento permette di migliorare la capacità di trasmissione
dell'impulso nervoso a tutti i livelli: sulla fibra nervosa,
sulle sinapsi, sulla placca motrice.
Luca Salvatelli