GaraLiegi-Bastogne-Liegi 2011: la ricognizione del percorso
Non si comprende in pieno la fatica di un ciclista e di una gara fin quando non si percorre la stessa strada che dovranno fare gli atleti.
Con noi i dirigenti di Ridley Bikes, Yannick Crhistiaens e Filip Heylesonne, coordinatore dell’evento, ed i giornalisti Borys Aleksy (Magazyn Rowerowy), Michal Kuczynski (Magazyn Rowerowy), Nadir Haddou (Top Vélo), Eric Vandeweyer (Het Laatste Nieuws), George Scott (Road Cycling); ci segue, in auto, il responsabile della comunicazione di Ridley Bikes, Jan Geudens, che darà costante supporto a tutto il gruppo insieme al tecnico Roland di Ridley Bikes. Siamo anche fortunati, trovando un clima estivo per il Belgio, con sole e temperatura mite. Per tutti la stessa bici, un’ottima Ridley Excalibur, assemblata con componenti Deda Elementi, gruppo Sram Force/Rival e le affidabili ruote Forza Flandrien. Si parte in gruppo con un primo tratto molto facile, ma occorre fare attenzione al manto stradale, in alcuni punti rovinato e con buche insidiose. Il comfort della bici è più che ottimo ed apprezziamo la scelta di una coppia di ruote non leggerissima, ma affidabile e confortevole. Si giunge alla prima vera salita, la Cote de Wanne, una salita breve, 2.7km al 7.3% di pendenza; noi siamo fortunati, la facciamo dopo 25 km dalla partenza e non dopo oltre 150 km…. Una salita difficile perché rompe il ritmo ed il fiato e la successiva discesa, tecnica e difficile non permette di recuperare, occorre prestare attenzione alla strada ed essere veloci; il nostro gruppo è prudente, ma gli atleti non se lo possono permettere. La Cote de Stockeu è solo ad un chilometro ma ha una pendenza al 12.2%, con una prima parte leggermente facile ed una seconda ben più difficile; niente di insuperabile per un amatore, ma il difficile è farla veloce, “salvando la gamba” e sapendo che mancano ancora molti km alla fine della gara. La successiva discesa è stretta e con asfalto rovinato, ma molto ripida, non permette errori di valutazione o una bici non a punto. Noi siamo a posto, ma comprendiamo come i meccanici abbiano revisionato con cura tutti gli impianti frenanti. Giungiamo così alla Cote de Haut Levée, un’altra salita lunga 3.6 chilometri, con una pendenza del 5.6%; questi numeri lasciano presagire una salita facile ed infatti lo sarebbe, se non arrivasse dopo quasi 170km di gara, noi ne abbiamo percorsi molti di meno, ad una andatura turistica, ma nonostante ciò la salita ci mette a dura prova. Abbiamo percorso circa la metà dei chilometri della gara effettiva e solo tre Cote su undici eppure l’impegno è stato notevole, non è nulla che non si possa fare al proprio ritmo ed i panorami in cui si pedala ripagano ampiamente dello sforzo fatto, ma per un Pro la cosa è ben differente. E’ una gara difficile perché le ripide salite tagliano il fiato e fanno andare in lattosi i muscoli, che pian piano si irrigidiscono ed è la fine perché è facile rimanere fermi in salita. Una gara che richiede una preparazione specifica ed un grande allenamento su queste strade. Una Cote non mette paura a nessuno, ma quando ne si affrontano 11 il discorso cambia completamente ed occorre una preparazione fuori dal comune per puntare alla vittoria, ma anche per giungere al traguardo….
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Grazie a: Ridley, DCM, Vacansoleil, Fast Forward, Etixx, Vredestein, Rotor, KMC, Tacx, Morgan Blue, Lazer, Selle San Marco, Deda Elementi, Forza, SMS Santini