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Gara

Basso e Kreuziger commentano la tappa del pavè

La tappa più temuta del Tour è passata e, come da previsioni, la classifica generale è stata rivoluzionata. I 213 chilometri della Wanze-Arenberg hanno visto uscire senza conseguenze fisiche i capitani della Liquigas-Doimo, Ivan Basso e Roman Kreuziger: al traguardo hanno riportato un ritardo dal vincitore Hushovd (oltre che da Andy Schleck e Evans, arrivati con il norvegese) rispettivamente di 2’25’’ e 1’46’’. In classifica generale Basso si trova 49° a 3’20’’ dal leader Cancellara, con un distacco di 50’’ da Armstrong, 2’31’’ da Wiggings e Menchov, 1’40’’ da Contador, 2’11’’ da Andy Schleck e 2’41’’ da Evas. Ritardi più contenuti per Kreuziger (16° a 2’24’’) che può vantare 6’’ di vantaggio su Armstrong, mentre il distacco da Wiggings e Menchov è pari a 35’’, da Contador 44’’, da Andy Schleck 1’15’’ e da Evans 1’45’’.

«E’ stata una giornata estremamente impegnativa – afferma Basso – come d’altra parte ci aspettavamo. Non la posso giudicare positiva ma neanche troppo negativa: in carriera ho passato momenti peggiori, come ad esempio nell’ultimo Giro d’Italia. Sorrido per essere uscito indenne fisicamente, un po’ meno per i ritardi. Purtroppo ciò che non doveva accadere, ovvero rimanere bloccato a causa di una caduta, è successo pochi metri davanti a me. Frank Schleck è rovinato al suolo, io ho messo piede a terra e da lì ho dovuto iniziare una corsa in rimonta per recuperare il tempo perduto. A questo si è aggiunta la foratura di due compagni, Quinziato prima e Oss poi, che mi ha tolto due validi supporti nei tratti più difficili. Sapevo delle difficoltà che avremmo incontrato per poter rimanere nelle posizioni di testa. Avevamo bisogno di un pizzico di fortuna: prendo atto di questo risultato e guardo avanti. Tra qualche giorno, sulle Alpi, troverò terreni più adatti alle mie caratteristiche. Sono molto fiducioso di poter recuperare un po’ del terreno perduto oggi».

Il risultato ottenuto oggi lascia un po’ di amaro in bocca anche a Kreuziger: «Ho il rammarico di essermi fermato in due momenti decisivi. La caduta di Franck Schleck ha provocato il primo rallentamento, quella di Menchov il secondo: in entrambe le situazioni ero in rimonta ma fermarsi e ripartire, specialmente sul pavè, provoca quel gap di secondi che più passa il tempo e più aumenta. Guardando la classifica posso dirmi comunque sereno. La condizione è in crescita e la contusione sofferta ieri in via di guarigione: sulle Alpi sarò competitivo».

 

 

 

 

 

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