GaraCunego generoso, ma la vittoria sfugge
Ancora un Damiano Cunego combattivo, dalla forte volontà di cogliere la vittoria e dall'atteggiamento di gara spettacolare, quello visto nella 16^tappa del Tour de France, 199,5 km da Bagnères de Luchon a Pau resi infernali dalle ascese del Col de Peyresourde, del Col d'Aspin, del Col du Tourmalet e del Col d'Aubisque. In una frazione infiammatasi subito dopo la partenza sulle prime rampe della Peyresourde, il corridore della Lampre-Farnese ha saputo non farsi sfuggire il momento opportuno per unirsi alla fuga giusta, ovvero quella che ha poi portato nove atleti a giocarsi la vittoria a Pau: Cunego ha dapprima marcato alcuni scatti sulla Peyresourde, per poi rimanere col gruppo della maglia gialla sulla successiva salita dell'Aspin e tentare, a 1 km dalla vetta, di rientrare sui fuggitivi del momento, sfruttando anche la seguente discesa. Annullato quest'ultimo tentativo, il ciclista blu-fucsia ha trovato lungo l'ascesa del Tourmalet le energie necessarie per unirsi definitivamente al drappello di attaccanti in testa alla gara, gruppetto che, tra vari allunghi e cedimenti, è comunque giunto compatto al traguardo: lo sprint ristretto ha premiato Fedrigo, capace di precedere nell'ordine Casar, Plaza e Cunego (4°). Il plotone della maglia gialla ha tagliato la linea d'arrivo con un ritardo di 6'45", regolato da Hushovd, il quale ha così ripreso il comando della classifica a punti a discapito di Petacchi (al traguardo col gruppo dei velocisti in 91^ posizione con un ritardo di 34'48" e ora distanziato di 4 punti dal norvegese nella graduatoria per la maglia verde). "Nell'analisi della tappa di oggi, parto dalle note positive: sono orgoglioso di riuscire a battermi con generosità ogni volta che la corsa lo permette e mi fa piacere sapere che tanti tifosi mi seguono con la speranza di vedermi finalmente vincere al Tour de France - ha commentato Cunego dopo la tappa - Purtroppo, anche questa volta non tutto è andato per il meglio e il successo è sfuggito proprio nel finale, in una volata nella quale non sono riuscito a trovare la giusta posizione per impostare lo sprint. Le energie non erano tantissime, ma penso che anche i miei avversari non scoppiassero di forza: il problema è dovuto al fatto che mi sono trovato chiuso un paio di volte e non ho poi più potuto recuperare. La volontà, come si è visto ancora oggi, non mi manca, quindi proverò a sfruttare ancora tutte le occasioni che potranno presentarsi da qui fino a Parigi".
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