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Gara

Giro d’Italia 2010: 7^ tappa – l’angolo critico

 

Finalmente è iniziato il Giro. Finite le passerelle si sono iniziati ad intravedere i veri protagonisti di questa gara. Vinokourov, Evans e Cunego hanno dato spettacolo e battaglia. E’ stato un piacere vedere finalmente un Cunego in forma, quasi d’altri tempi, ben differente dall’atleta opaco visto fino a ieri. Sempre ottimo Vinokourov ed altrettanto Evans, sarà anche senza team, ma è in ottima forma. Vino è un grande combattente e lo ha dimostrato quando non ha ceduto il ritmo, anche se aveva gli occhi pieni di fango, ci sembra in forma ed è un “osso duro”. A Scarponi oggi va il premio per la combattività, non si è perso d’animo dopo la caduta ed ha lottato come un leone, non vincerà il Giro, ma merita una buona posizione per quanto fatto fino ad oggi. Sastre è stata la grande delusione, è affondato con un distacco pesante ed oramai irrecuperabile. Anche Simoni, a parte la fuga iniziale, non è stato brillante e, nonostante tutto anche Garzelli non è parso al livello dei primi tre. Una sorpresa è stato Pinotti, o era in giornata si, o potrebbe puntare ad un’ottima posizione in classifica generale. Delusione per Ivan Basso, oggi doveva essere tra i primi, invece così non è stato, lo vedremo domani, ma non ci ha convinto. Nessuna sorpresa per Nibali, lui ci credeva ma alle prima tappa dura ha fatto vedere i suoi limiti. Non capiamo, infine, quei “geni” che hanno adottato le ruote ad alto profilo in carbonio, una pura follia in una tappa come quella odierna, e giustamente non si sono visti nelle prime posizioni. In fine, un’ultima considerazione sulla Maglia Rosa di Vinokourov: sicuramente verrà criticato per aver attaccato Nibali dopo la caduta, ma prima di tutto va considerato che all’inizio neanche sapeva che fosse caduta la Maglia Rosa, secondariamente va considerato che se fosse stato in difficoltà lui, certamente gli avversari non avrebbero tirato i remi in barca, il Giro è comunque una gara e si corre per vincere; mentre sterili sono state le critiche sul percorso sterrato, si conosceva da tempo il tracciato e chi non si voleva sporcare poteva rimanere a casa.  

 

 

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