GaraGiro d’Italia 2010: 11^ tappa – l’angolo critico
La tappa di oggi ha visto l’ennesima incongruenza delle tattiche dei direttori sportivi. Con una serie di accuse sterili e reciproche nessun team ha saputo gestire la corsa in modo anche solo sufficiente. Già nelle scorse tappe abbiamo visto una totale assenza di tattiche ciclistiche, nella tappa odierna il fenomeno è emerso in tutta la sua gravità. Colpa dei Direttori Sportivi, ma anche, a monte, delle selezioni che sono state fatte per la partecipazione al Giro. Come in passato analizzato, ben pochi Teams hanno atleti di un certo spessore, i vari capitani, hanno compagni, spesso, di basso profilo; invece per tenere in mano un Giro serve un Capitano forte ed un Team forte, con atleti validi, non solo volenterosi. Nascono così queste fughe, di giovani (e meno giovani) che vogliono mettersi in luce, e Teams che non hanno la forza di controllare la gara, perché hanno paura di esporsi, perché sanno della loro debolezza strutturale. Lo spettacolo ne guadagna, con un Giro che ci riserva sorprese ad ogni tappa, ma non si può non notare che sarebbe il momento di selezionare meglio i Teams che vogliono partecipare al Giro.
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