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Gara

Giro d’Italia 2010: considerazioni conclusive

Abbiamo assistito ad un bel Giro d’Italia, indeciso fino alle ultime tappe. Ottima la scelta del percorso, che molto ha favorito fughe ed attacchi da lontano. Alla vigilia, molti erano i pretendenti alla vittoria finale, ma ben presto i nomi si sono drasticamente ridotti. Gilberto Simoni è giunto al suo ultimo Giro non certamente nella migliore condizione di forma e persino una vittoria di tappa è stata ben lontana dalle sue capacità. Non per questo non rimane un grande campione che tanto a dato, ma anche ricevuto, dal ciclismo. Damiano Cunego sin da subito non è sembrato in grado di lottare per la vittoria finale, ha avuto giorni buoni, ma, ancora oggi, gli mancano le capacità a cronometro e la capacità di rimanere con i più forti nelle salite più dure. Ancora una volta, più che le sue capacità oggettive, è in discussione la sua preparazione atletica, che non sembra centrata per vincere un Giro d’Italia. Sfortunato Petacchi, ma anche Bruseghin, ben presto ritirati. Vinokourov è parso vincete nella prime due settimane di corsa, ma poi è mancato nell’ultima settimana e soprattutto sulle salite difficili. Stessa sorte per Cadel Evans, per le prime due settimane è sembrato l’atleta più consistente ed in forma, ma poi ha accusato la stanchezza, l’assenza di un team forte, e forse una preparazione inferiore ad Ivan Basso nell’ultima settimana, meritata, comunque, la maglia Rossa della classifica a punti. Ivan Basso, al contrario, è sembrato opaco nella prima settimana, già più incisivo nella seconda e poi si è affermato nella terza, quella decisiva. Tra le sorprese, segnaliamo Nibali, arrivato al Giro per caso, ha fatto tre settimane ottime, sacrificandosi molto per Ivan Basso. Ottima anche la prova di Scarponi, sempre tra i primi sulle salite dure, ma per vincere un Giro, deve ancora migliorare, sia  a cronometro, sia ancora nella gestione delle tre settimane di gara, ma, ribadiamo, il suo Giro è stato ottimo. Sastre è giunto al Giro non in forma ed infatti non è mai stato in grado di essere con i primi, uscendo presto di classifica. Buono anche il Giro di Garzelli, vincitore di una tappa, ma mai in lotta per la classifica generale, e di Pinotti, in linea con le sue prestazioni. Infine ottimo il Giro di Arroyo, ha vestito la Maglia Rosa a lungo, cercando di resistere a Basso sulle salite più dure; è stato fortunato, ma ha onorato in tutti i modi quella Maglia Rosa che la fortuna gli aveva dato. Altro atleta, da considerare anche per il futuro, è stato Porte, è giovane, anche lui per fortuna ha vestito la Maglia Rosa, ma quella Bianca, di miglior giovane, è stata meritatissima e l’ha difesa bene fino alla fine, il 6° posto in classifica generale è meritatissimo. Lloyd ha conquistato meritatamente la Maglia Verde di miglior scalatore, un bel Giro anche per lui.

 

 

  

 

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