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Gara

Giro del Friuli

De Rosa Stac Plastic vince ancora con Ferrari

 

Roberto Ferrari (De Rosa - Stac Plastic) vince il Giro del Friuli confermando l’ottimo stato di forma dopo il successo di domenica scorsa al Gran Premio di Lugano, battendo allo sprint Jacopo Guarnieri (Liquigas) Enrico Rossi (Ceramica Flaminia), Sacha Modolo (Colnago CSF) e Filippo Pozzato (Katusha).

“Tra sei giorni compio gli anni e mi sono fatto un bel regalo - commenta Ferrari dopo la corsa –   Sono molto felice di questa vittoria, confermo cosi che la condizione è buona, e almeno metto a tacere le polemiche di domenica scorsa. Hanno minimizzato la mia vittoria al G.P. di Lugano. Prossimi obbiettivi? Mi piacerebbe far bene alla Settimana Lombarda che si corre tra Brescia e Bergamo ci tengo veramente” – conclude l’atleta bresciano.

La corsa è stata Caratterizzata da una fuga da 24 atleti, dove erano presenti Oleg Berdos e Claudio Cucinotta (De Rosa – Stac Plastic). Dopo il quarto passaggio del Castello di Caneva si sono registrati i primi attacchi sbriciolando il drapello di testa. Il gruppo inseguitori è guidato ad alto ritmo dalle squadre con uomini veloci: Lampre, De Rosa Stac Plastic, Liquigas e Katusha ricucendo sulla fuga e portando le ruote veloci in dirittura d’arrivo, e dove Roberto Ferrari ha dato la stoccata vincente.

Foto Bettini

 

Kocjan 10° al Giro del Friuli. Ratti protagonista

 

Jure Kocjan continua la serie dei piazzamenti di prestigio con un 10° posto al Giro del Friuli che si è concluso oggi a Sacile dopo 190 km di gara finalmente senza pioggia. Lo sloveno, che era l’uomo incaricato di disputare lo sprint, è stato protagonista di una volata abbastanza movimentata. “Quando fai uno sprint, dove tutti vogliono provare a vincere è facile che si verifichino degli sbandamenti – ha raccontato lo sloveno – Oggi sono stato penalizzato da alcuni spostamenti bruschi dei miei avversari. Peccato non essere riusciti ad approfittare della situazione, come in altre occasioni, per piazzare un colpo vincente”. Il team Carmiooro-NGC è stato protagonista anche grazie ad Aristide Ratti. Il lecchese si è infatti inserito in un tentativo di fuga assieme ad altri 23 corridori. “Siamo rimasti in avanscoperta per circa 100 chilometri – ha affermato Ratti – e ad un certo punto della gara speravamo di arrivare fino all’arrivo. Nel finale però il gruppo ha violentemente accelerato. Davanti abbiamo provato a resistere ma siamo stati velocemente riassorbiti. A quel punto tutto il team si è messo a disposizione di Kocjan”. Prossimo impegno agonistico: Milano Sanremo.

Ordine d'arrivo

1. Roberto Ferrari (De Rosa Stac Plastic)

2. Jacopo Guarnieri (Liquigas Doimo)

3. Enrico Rossi (Ceramica Flaminia)

10. Jure Kocjan (Carmiooro NGC)

 

Giro del Friuli: quinto posto di Pozzato

 

Filippo Pozzato si è classificato al quinto posto nel Giro del Friuli, 193 km con partenza da Brugnera e arrivo a Sacile, provincia di Pordenone. Filippo Pozzato: “Nello sprint sono partito troppo lungo, ma onestamente non avevo nelle gambe la potenza giusta per impormi. D’altronde in questo esercizio specifico sono ancora un po’ indietro, anche se le sensazioni di oggi – soprattutto in salita – sono state veramente buone”.

 

Sacha Modolo 4° al Giro del Friuli

 

Dopo i primi piazzamenti da pro' ottenuti al Giro di Sardegna, il veneto Sacha Modolo oggi ha conquistato il 4° posto al Giro del Friuli dopo 190 km: «Stavo bene e ci ho provato, anche se ho la presunzione di dire che sarebbe potuto arrivare anche qualcosa di più - spiega Modolo a fine corsa - Il vento contro sul rettilineo finale ha rallentato l'azione di Pozzato e quella mia, visto che ero a ruota del campione italiano. Probabilmente siamo partiti troppo lunghi, affiancati, ai 200 metri. Avrei dovuto aspettare un po' di più, perché i primi tre classificati hanno disputato la volata sulle transenne, quindi molto più coperti rispetto a noi». La corsa, che è stata vinta dal lombardo Ferrari, è vissuta sulla lunga fuga di 24 corridori, tra cui Marcello Pavarin: «La corsa è stata abbastanza chiusa - continua Modolo - perché in quel drappello c'erano corridori di tante squadre. Poi, quando si sono ridotti ad otto unità, il gruppo ha iniziato a fare sul serio e li abbiamo raggiunti. Sull'ultima salita Pozzato ha provato un allungo e sono stato in grado di seguirlo, quindi anche da questo punto di vista sono soddisfatto. Ora, convocazione permettendo, spero di disputare una buona Tirreno-Adriatico».

 

Balloni a lungo in fuga, Gavazzi 8° 

 

Al Giro del Friuli la Lampre-Farnese Vini non è riuscita a bissare il successo dello scorso anno ottenuto da Lorenzetto, ma ha trovato conferme riguardo alla classe di un neo professionista blu-fucsia, vale a dire Alfredo Balloni. Il ventenne corridore laziale è stato infatti protagonista di una fuga di 21 corridori nata dopo circa 50 km dalla partenza: ben spalleggiato dal compagno di squadra Bono, Balloni ha pedalato in testa alla corsa assieme agli attaccanti fino all'ultimo passaggio sulla salita del Castello di Caneva, momento in cui il comando della gara è stato preso da Taborre. Balloni ha inseguito in solitaria il contrattaccante, arrivando praticamente a raggiungerlo, ma non c'è stato tempo per un'azione di coppia dato che, allo scollinamento, il gruppo principale è rinvenuto sulla testa della corsa. A quel punto le squadre hanno preparato lo sprint finale: la Lampre-Farnese Vini ha lavorato per Lorenzetto, ma il vincitore dell'edizione 2009 è stato frenato ai 400 metri dall'arrivo da una caduta di un corridore che lo precedeva. Con Lorenzetto tagliato fuori dai giochi, Gavazzi, che non Bole stava preparando lo sprint per il corridore trevigiano, ha provato a lanciarsi nella volata, senza però aver più la possibilità di rimontare posizioni: il ciclista valtellinese è giunto 8°, vittoria per Ferrari. "Nel finale i nostri piani sono stati scombussolati dalla caduta di un corridore, incidente che costretto Lorenzetto ha rinunciare alla volata - ha spiegato Fabrizio Bontempi, ds della Lampre-Farnese Vini - Dal Giro del Friuli abbiamo però tratto importanti spunti riguardanti Balloni: Alfredo ha mostrato un buon piglio, unito alla necessaria intraprendenza. E' entrato senza timori nella fuga principale e, con ottimo senso tattico, ha capito quando era il momento di lanciarsi all'inseguimento di Taborre. Con gli altri nostri corridori in gruppo abbiamo dato credito all'azione di Balloni e Bono, muovendoci solamente quando era chiaro che la fuga sarebbe terminata".

 

 

 

 

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